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Aleksievic Svetlana - Preghiera per Cernobyl' | "Questo libro non parla di Cernobyl' in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente. Ad interessarmi non è l'avvenimento in sé, vale a dire cosa sia successo e per colpa di chi, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l'ignoto. Il mistero. Cernobyl' è un mistero che dobbiamo ancora risolvere... Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti. Per tre anni ho viaggiato e fatto domande a persone di professioni, generazioni e temperamenti diversi. Credenti e atei. Contadini e intellettuali. Cernobyl' è il principale contenuto del loro mondo. Esso ha avvelenato ogni cosa che hanno dentro, e anche attorno, e non solo l'acqua e la terra."
6 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Ilaria (06-06-2011) Un libro molto scorrevole nella lettura tanto quanto forte nei contenuti. Si sente spesso parlare di nucleare ma altrettanto spesso non ci si chiede che cosa possa implicare. L'autrice non parla di Cernobyl in sè ma della gente, di volti, di uomini e donne, di bambini che nella loro 'ignoranza' o in nome di un 'patriottismo' hanno vissuto l'incubo Cernobyl che si è trasformato nella realtà di tutti i giorni. Il tutto è narrato attraverso gli occhi di una scrittrice che riesce a vedere oltre quello che è successo, dando anche un taglio socio-culturale a quanto è accaduto senza farlo scadere in un fenomeno da baraccone. E' un libro che parla direttamente al cuore del lettore senza la pretesa di schierarsi sulla questione del nucleare ma lasciando al lettore la libertà di farsi una propria opinione. Un libro da leggere per venire a contatto con una realtà poco conosciuta ma che ha il diritto di non passare inosservata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (21-05-2011) un reportage su quello che è stato veramente Cernobyl.. sconvolgente ed allo stesso tempo di altissimo interesse. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni nocchi (28-03-2011) l'ultima parte in ultima pagina del libro cita così:
"Esso ha avvelenato ogni cosa che hanno dentro, e anche attorno, e non solo l'acqua e la terra. tutto il loro tempo. questi uomini e queste donne sono stati i primi a vedere ciò che noi possiamo solo supporre...più di una volta ho avuto l'impressione che in realtà io stessi annotando il futuro".
una sintesi appropriata ad un dramma gigantesco.
libro agghiacciante, contemporaneo, favoloso, dritto al cuore ed allo stomaco, storie di vita, storie di dolori inimmaginabili, di chi ha assistito i propri mariti, mogli, figli, morire lentamente, sono l'emissioni dei radionuclidi fuoriusciti dal reattore.
il disastro di chernobyl ha ancora proporzioni inimmaginabili, che è convenuto nascondere, ancora oggi.
migliaia di chilometri quadrati contaminati da nuclidi a lunga vita, parliamo di milioni di anni.
effetti imprevedibili sui sistemi biologici come noi umani dato che le variabili sono troppe, e la materia è ancora molto sconosciuta.
si conoscono le "malattie da radiazioni", ma non le conseguenze da un 'esposizione cronica ad una vasta gamma di radionuclidi.
bisognerebbe consigliare questo libro a chi oggi considera l'energia nucleare una "fonte rinnovabile", bisognerebbe fargli capire che cosa vuol dire avviare un processo del genere.
i reattori sono cambiati, è vero, ma la reazione nucleare rimane quella, con tutti i problemi inevitabili quali incidenti, sversamenti, fughe, causati dall'errore umano e dagli eventi.
questo libro è un grido di dolore che vuole portare noi tutti ad una considerazione collettiva di quale mondo vogliamo lasciare ai nostri figli, cercando di non commettere i soliti errori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura.To (28-05-2006) Cernobyl come metafora dell'esistenza, che al suo interno contiene tutto: la nascita e la morte, la scienza e la filosofia, la malattia, la fiducia nella Tecnica, l'incarnazione del fatalismo russo, la propaganda, la pietà e l'indifferenza, il mito dell'eroe, la fede cieca in un'Idea, la profezia della fine dell'impero sovietico, l'acqua, l'aria, il cibo, Dio e l'ateismo, il segreto di stato, i giochi di potere, il controllo sociale, la menzogna e la verità, il mistero, la libertà, la guerra e l'amore. Cernobyl che non riesce ad ispirare racconti di fantascienza.
Si legge in uno dei monologhi più amari e più illuminanti:" Cernobyl è un soggetto alla Dostoevskij. Un tentativo di giustificazione dell'uomo. E se fosse invece tutto molto più semplice? Se fosse sufficiente entrare nel mondo in punta dei piedi e fermarsi sulla soglia?". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide (27-05-2005) Un reportage eccezionale sia per la qualità delle testimonianze che per la qualità della scrittura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paola paolaborgo@libero.it (26-05-2005) ho letto con ritardo questo libro bellissimo: essenzialmente una raccolta di voci. ma capace di fare della nuda verità vera poesia. sono rimasta commossa - non solo emotivamente - da questa lettura. le voci solo apparentemente monologanti (sempre si avverte, nella discrezione di un dietro le quinte, una presenza partecipe, a porre le domande che il testo omette) e i "cori" - voci singole tra loro inanellate - rimandano sottilmente le une alle altre, si rispecchiano si amplificano, si sottendono, si guardano con pietas e nostalgia. è sorprendente quanta poca rabbia sia in questo libro. è altrettanto sorprendente - per quanto non inattesa - la sua durezza. chi cerca consolazione non la troverà. Cernobyl è installata in ogni sillaba ma non sfuggirà ad alcun lettore che de nobis fabula narratur. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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