|
|  |
Izzo Jean-Claude - Il sole dei morenti |
|
Titolo | Il sole dei morenti |
| Autore | Izzo Jean-Claude | Prezzo Sconto 5%
|
€ 4,66
(Prezzo di copertina € 4,90 Risparmio € 0,24)
|  | | Dati | 2004, 234 p., brossura | | Traduttore | Doriguzzi F. |
| Editore | E/O
(collana Tascabili e/o) |
| | Disponibile anche in eBook a € 6,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
| |
|
|
Il romanzo è la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce sulla strada, diventa quello che chiamiamo un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell'alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare, la città dove aveva scoperto l'amore. "Il sole dei morenti" è la storia di un viaggio e di una vita.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788876416101
Il sole dei morenti
Il romanzo è la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce sulla strada, diventa quello che chiamiamo un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell'alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare, la città dove aveva scoperto l'amore. "Il sole dei morenti" è la storia di un viaggio e di una vita.
4,66
new
EUR
in_stock
15 recensioni presenti. Media Voto: 4.46 / 5Adriana (17-05-2013) Crudo, cupo e tragico come poteva essere l'ultimo saluto di un Izzo morente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco v (30-08-2012) mi ha messo tanta di quella malinconia addosso che cliccare sul 5/5 mi sembrerebbe un eccesso di vita irrispettoso verso il mio stato d'animo Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mauro rossi (23-10-2010) Il sole dei morenti è anche il suo. Si intuisce il senso di fine corsa che probabilmente era già dentro di lui.
Grandissimo. Coraggioso e triste. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jimmy gindilycos@libero.it (19-12-2009) ..poesia, genialità, decadenza , musica...la mia emotività si è persa di fronte a questo scritto...grazie Izzo...ti assaporo nelle tue pagine... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Zen&Zan (29-07-2009) E’ la storia di Rico,clochard,colpito dalla morte dell’amico Titi che "l’inverno lo aveva addosso" e che viene tradito dalla natura che,col suo freddo implacabile,lo condanna a morte,nell’indifferenza totale di chi,padrone della civiltà e delle sue apparenze,tale sentenza ha già decretato.Rico decide allora di chiamarsi definitivamente fuori,ma non prima di aver rivisto il sole di Marsiglia,calore e metafora di un miraggio cui è passato accanto,senza saperne cogliere l’importanza,ma che ora gli offre il proprio porto per salpare dal suo mare per il suo ultimo viaggio terreno,tra ricordi,amarezza e l’illusione di essere l’ultimo perché così,morire sarà più facile,avendo egli già perso tutto!Ci ha messo un attimo Rico a precipitare dalla sua impalcatura sociale e ad atterrare nel girone dantesco dei diseredati,uomini senza fissa dimora,dove l’alcool è proprietario della più efficiente agenzia di viaggi e offre posti gratis sui charter dell’oblio. Mutuato da "La leggenda del Santo bevitore",il rapporto con l'alcool sembra avvolgere l’intero racconto con la sua foschia onirica e accompagnarci oltre il sottile confine tra il sogno e la realtà per approdare verso quell’ultima spiaggia dove il mare è "come un sogno che si deve guardare ad occhi aperti,un sogno dal quale non si viene svegliati".Un libro che riempie di malinconia per la sensibilità dei suoi personaggi e per la lucidità con la quale analizza la profonda sofferenza di chi è già "morto" dentro eppure continua a vivere perché in fondo pensa che la vita gli debba ancora qualcosa. Ed è proprio nell’atmosfera onirica e confusa che sta la bellezza di un romanzo che ruota attorno alla figura di Rico incapace di reggere oltre il ruolo che gli era stato imposto sul palcoscenico della vita e che mestamente lo abbandona,spegnendo una dopo l'altra le luci che il copione gli aveva assegnato e che,adesso,non è più in grado di pagare.Un libro da leggere con la ragione dei sensi e scritto da uno dei migliori cantori di Marsiglia,figlio della sua luce "abbagliante". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni B. (14-06-2009) Il libro mi è piaciuto per lo stile di scrittura e il contenuto... struggente. Il romanzo è stato un piccolo stimolo a ragionare sulla vita (sulle strade della vita) e anche sulle strade cittadine e i loro abitanti, con un occhio un po' diverso per quegli abitanti delle strade che non sono solo persone di passaggio, ma sono abitanti in senso stretto, perché la loro vita è davvero sulla strada ...è la strada. Ci sono un po' di volgarità ..ma scusabili per il realismo e la crudezza del racconto... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Erik (19-09-2008) La storia di Rico è una discesa ai margini di questa landa devastata che vede e considera solo gli imperativi "consumi, profitto e merce". Nell'inferno in cui il protagonista precipita c'è molto del nostro essere; quella parte che sa di sconfitta ad ogni passo, la stessa che permette di sentire l'amarezza alla fine di ogni giornata inutile. Izzo narra la storia ed il dramma di Rico con una poetica del dolore che descrive lo stile di un grandissimo scrittore. Storia di dolore e commozione, di morte e in fondo di profondo attaccamento alla vita. Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
LEONARDO 75maestro@gmail.com (30-08-2007) Stupendo, intenso, pieno di una malinconia che ti attanaglia la gola. Lo confesso, alla fine , ho pianto Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni etrur@iol.it (07-06-2007) il senso alto del nudo silenzio, questo è stata per me la lettura di questo libro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sikrosio enea2658@hotmail.it (26-01-2007) Il Sole dei morenti è un capolavoro della cultura letteraria romantica del ventesimo secolo, l'ultimo probabilmente. La Marsiglia di Izzo si muove, rumoreggia, le zone del porto sanno di pesce marcio e nafta; e i vicoli luccicanti di pioggia e... . Rico sente la sua dignità di uomo che fugge, lontano di giorno in giorno e teme gli spettri delle sue passioni giovanili, dei suoi rancori, per Sofie e suo figlio, quando era ancora nel mondo. Quando Rico muore, c'è odore di mare intorno e solo la mano pronta di un ragazzino arabo a sorreggerlo, niente più.
O no? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ceia (23-11-2006) Il Sole Dei Morenti è un tenero e implacabile viaggio: tra la miseria, tra i ricordi di vita di un uomo sconfitto, nel mondo dei clochard, un punto di vista che non avevo considerato e che mi ha profondamente commossa. La storia è quella di un barbone, Rico, che a un certo punto della sua vita - dopo la morte per assideramento di un “collega” - decide di lasciare Parigi per tornare a Marsiglia, città che aveva fatto da cornice alla sua prima storia d’amore.
Il viaggio si rivela faticoso e avventuroso, incontrerà problemi logistici - per un barbone è difficoltoso spostarsi - e, ovviamente, incontrerà esseri umani alla deriva quanto lui.Un personaggio tra tutti: Mirjana, la prostituta bosniaca, che dà vita a pagine semplicemente splendide: “A che serve raccontarsi delle storie? Te l’ho già spiegato, Rico, io è come se fossi già morta. Tu, non so dove sei morto. Né quando. Ma so che sei come me. Ci trasciniamo con la nostra vecchia pelle. Non siamo nient’altro che un involucro vuoto.” Rico arriverà a Marsiglia, incontrerà la persona che intravediamo sin dalle prime pagine - per capirci: colui che racconta le vicende in prima persona - e incontrerà anche la donna che popola i suoi sogni. Come è giusto, o ingiusto, che sia. L’atmosfera che si respira in queste pagine è insieme lieve e gravosa, complice la scrittura di Izzo, - mai troppo lirica eppure sempre dolcemente triste - e l’ambientazione suggestiva e fatiscente di una Francia stretta nella morsa del gelo - non solo in senso atmosferico. Della trama si potrebbe dire che è un esempio di come ti frega, la vita, appena abbassi la guardia, o di quanto siano fragili gli uomini, tanto più quando sono romantici, quando credono nell’amore. Il romanzo non è perfetto, specialmente nel finale qualcosa appare buttato dentro a forza, quasi appositamente per far quadrare il tutto, ma questo non è un thriller dove il colpo di scena deve essere ad effetto e studiato bene, no, è un libro che si legge con il cuore, non con la ragione, e il cuore ne esce più che soddisfatto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cristiana (20-10-2006) Un po'melenso e un po'sciatto. Anche la storia manca di vitalitá come il protagonista. E'una storia da vecchi nel senso piú trito del termine....e da vecchi misogeni. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (04-12-2005) Un libro molto interessante, scritto da un Izzo ormai morente come il sole dei barboni malati, i senza fissa dimora protagonisti di questo romanzo molto decadente eppure davvero appassionante.
L'ho letto in due giorni e mezzo, le pagine scorrono via benissimo grazie a una prosa pulita che sa toccare certe corde emozionali del lettore senza il bisogno di fuochi d'artificio.
Se il tema vi può sembrare poco stimolante, vi dico che io i barboni non li adoro di certo, ma allo stesso tempo questo libro mi ha dato la visione del nostro mondo dalla loro parte del vetro, e senza pur sorprendermi eccessivamente, mi ha fatto piacere conoscere meglio questa realtà sociale disgregata.
E' il mondo semisommerso dei clandestini, degli ubriachi, dei drogati, dei "rifiuti della società", a essere rappresentato.
Le sue pagine trasudano di umanità, di vera rabbia e di inconsueta dolcezza. Perchè c'è una sorpresa di fondo: questo libro è un romanzo d'amore. Sì, non lo pensavate, vero?
L'amore, gli amori di un uomo normale ritrovatosi a fare il barbone e a vivere gli ultimi giorni della sua vita fra ricordi e un piccolo sogno da realizzare.
Fra Parigi e Marsiglia si snodano 230 pagine molto avvincenti, piene di cinismo e disincanto eppure passionali e calde in modo sorprendente. Le prime 173 pagine sono quasi perfette. Addirittura ho letto pezzi fra i più emozionanti dell'anno. Poi la parte finale ha una scelta narrativa che non mi ha entusiasmato (la voce del narratore che si svela) e un mezzo colpo di scena che ho trovato forzato.
Ma rimane la piena soddisfazione per aver letto un libro drammatico diverso dal solito, venato di noir e romanticismo decadente, socialmente importante, un vero e proprio messaggio d'addio alla vita da parte di questo autore che molti lettori piangono, e a ragione.
Ottima l'edizione tascabile di e/o, casa editrice di nicchia e con ottimi titoli. Leggerò altro di Izzo, probabilmente la trilogia di Marsiglia.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mixtli (22-06-2005) Grande romanzo, scritto col bisturi ma dotato di una dolcezza infinita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Osvaldo theredaldo@supereva.it (01-09-2004) Izzo da dimostrazione della sua bravura,con il suo ultimo romanzo.
Intenso,duro,e fa riflettere,sopratutto chi come me e la società civile, vive di consumismo e "bella vita". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Izzo Jean-Claude |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|