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Kourouma Ahmadou - Allah non è mica obbligato | Ahmadou Kourouma racconta le guerre e i disastri del suo continente, scegliendo l'unico registro che forse è ancora possibile di fronte a tanta atrocità, quello del sarcasmo e dell'iperbole. Il romanzo segue le tracce di Birahima, il bambino-soldato, attraverso le innumerevoli guerre tribali, di liberazione, di saccheggio, scatenate dai signori della guerra appoggiati e armati volta per volta da qualche potenza occidentale per ottenere diamanti o petrolio o qualche altro bottino. Le disavventure di Birahima, eroe grottesco dei nostri tempi, diventano così un viaggio iniziatico ed esemplare nel cuore di tenebra del grande continente nero.
Media Voto: 4.5 / 5alessandro andronio (21-06-2009) Gigantesco. Pur nella sua brevità, dipinge un grande affresco sulla condizione infantile nell'Africa del golfo di Guinea. Obiettivo, spesso pesantemente antiafricano, certamente non politically correct: è un libro vero, che descrive senza stucchevoli pietismi la terribile e meravigliosa esistenza di un bambino-soldato. Insieme con "Aspettando il voto delle bestie selvagge", altro capolavoro dello stesso autore, racconta la decolonizzazione dall'interno, ma non assume mai un punto di vista apologetico o vittimista. L'idea di fondo è che i principali responsabili del degrado dell'Africa siano (con l'ovvia complicità dei loro referenti ex coloniali) gli africani stessi: un'affermazione tanto forte e scomoda che solo uno scrittore africano della solidità di Ahmadou può permettersi di farla. Sconsigliato alle anime belle. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mirko gambero73@hotmail.com (06-03-2007) Le drammatiche vicende e peripezie di Birahima, bambino-soldato sballottato in un perenne pellegrinaggio mercenario tra le guerre che hanno insanguinato l'Africa Occidentale nel corso degli anni '90. Un' ulteriore testimonianza non solo di come l'inferno sia una realta' ben presente sulla faccia della terra, ma anche di come sia oramai vissuto con normalita' da chi ci si ritrova dentro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudio Gatti cgatti@hotmail.com (26-07-2006) "Un libro sui bambini soldato !? Morte e sofferenza !? Africa ? Lasciamo perdere." Tutto il contrario : un libro pieno di vita che ti spiazza, raccontato dalla voce ironica di un ragazzino che, usando quattro dizionari come quattro amuleti, ti dice "Allah non e' mica obbligato!". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nico76 unacittanonbasta.splinder.com (26-07-2005) Il libro è il diario di un bambino che passa attraverso vicende che sconvolgono per la loro crudeltà e violenza. Tutto scorre sotto i suoi occhi abituati a giustificare tutto, anche la vita sempre più misera e disumana di soldato. Questa condizione di combattente al servizio del padrone del giorno ci fa comprendere quanto sia stata abbandonata la gioventù della Sierra Leone e degli altri paesi dell'Africa subsariana, vittime inconsapevoli di un sistema fatalista, che porta il protagonista a giustificare tutto affermando che "Allah non è mica obbligato ad essere buono e misericordioso con tutti". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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