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Gebbia Valentina - Per un crine di cavallo |
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Titolo | Per un crine di cavallo |
| Autore | Gebbia Valentina | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2005, 181 p., brossura |
| Editore | E/O
(collana Rose nere) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Una giovane cantante dalla voce d'usignolo emoziona la platea della piazza addobbata a festa per l'ultimo dell'anno. Tra le sontuose luminarie e i botti clandestini, qualcuno trama nell'ombra. Nuova avventura della Mangiaracina investigazioni, fantomatica agenzia che esiste soltanto nell'immaginario del quartiere Borgo Vecchio di Palermo. Terio e Fana, i due fratelli investigatori di professione disoccupati, si trovano questa volta coinvolti in uno strano caso di efferati delitti che non risparmiano né uomini né animali. "Si tratta forse di un serichiller?" azzarda la madre, vedova Mangiaracina, ma Terio è sicuro che non possa esistere un serial killer di capre e persone...
maurizio crispi crismaur@libero.it (06-03-2005) Valerio Evangelisti, storico, romanziere e critico letterario sostiene con passione che la cosiddetta letteratura di "genere" possiede delle qualità ben superiori della letteratura "alta", in quanto è capace di trascinare il lettore nel vivo delle problematiche contemporanee, facendolo viaggiare nel tempo e nello spazio e dandogli la possibilità di conoscere dall'interno realtà geografiche, antropologiche e storiche molto lontane dalle sue oppure, al contrario, straordinariamente vicine, eppure mai osservate con attenzione.
Augè, sociologo/etnologo, è teorizzatore della cosiddetta "antropologia del vicino", cioè dello studio antropo/etnologico che, riguardando ciò che è vicino, contiguo alla nostra realtà quotidiana, assume questo punto di vista come profondo strumento di conoscenza del reale. Il nuovo romanzo di Valentina Gebbia, oltre ad essere lieve e divertente e a rispettare pienamente i canoni del più "classico" romanzo poliziesco con il suo crescendo di mistero fino all'epifania e al disvelamento finali, assolve in pieno a questi requisiti: offre, infatti, uno sguardo non stereotipato sulla sicilianità e, in particolare, sulla "palermitanità" (sui suoi difetti, le sue idisioncrasie, ma anche sui suoi pregi), gettando un colpo d'occhio indagatore e attento su di un quartiere di Palermo fortemente tipizzato e ricco di sue specifiche connotazioni socio-antropologiche e culturali, qual'è il Borgo Vecchio, nato fuori le mura nel corso dell'Ottocento per ospitare abitazioni, magazzini, fondaci e stalle nei pressi dell'area portuale.
Nello stesso tempo, l'utilizzo della parlata dialettale nei dialoghi (ma sempre con discernimento e con levità) non esclusivamente un vezzo letterario, contribuisce ad arricchire ulteriormente la definizione dei diversi personaggi e le loro strutture di pensiero.
Per uno estraneo alla città, il testo fornisce preziosi elementi di conoscenza di vezzi, riti e cattive abitudini.
Per un palermitano DOC, è una divertente/amara escursione dentro il proprio modo di essere e pensare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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