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Carlotto Massimo; Videtta Marco - Nordest | Insieme a Marco Videtta, autore e sceneggiatore, Massimo Carlotto esce dal genere noir in senso stretto per rivolgersi a un pubblico più ampio, con una storia che non rinuncia alla durezza dei romanzi precedenti ma ha il respiro di una saga: una saga familiare che racconta il mondo degli industriali e delle famiglie benestanti del nordest. I due autori mostrano il lato oscuro di questo mondo, legato alla brama di potere, di ricchezza, alla sua vocazione per l'illegalità.
Recensioni 1 - 20 di 50 recensioni presenti. Media Voto: 3.26 / 5Eleonora (16-06-2011) Terribile.
Non avendo mai letto altro dei due autori ed essendo questo il primo impatto, non leggerò altro.
Narrazione che lega tra loro millemila persone, come nel peggior Ammaniti dei racconti di Fango, senza un legante convincente.
L'assassino si riesce a capire già nelle prime 15 pagine, che sia giallo o noir il risultato è un'enorme perdita di tempo, e di fiducia nel Noir de noantri. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
tommo (30-07-2008) Un buon romanzo!Il colpevole non è difficile da capire ma il libro non manca di suspance!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Chiara (08-03-2008) Molto molto bello, non ha importanza che il "colpevole" sia intuibile, il libro è capace di inquietarti lo stesso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Davide davidefiori@yahoo.it (05-07-2007) Scritto bene, descrizione precise dei luoghi e delle personalità. Mi ha fatto tornare in mente il periodo in cui lavoravo spesso nel Nord-Est, appunto. Anche a me tuttavia è successo di capire chi fosse il colpevole già a metà libro, senza però sentire la necessità di andare direttamente all'ultima pagina per averne la conferma. Personalmente l'ho trovato molto bello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
angelo (15-05-2007) Ne carne ne pesce, mette sul campo tanti argomenti senza mai svilupparli o sviscerarli fino in fondo ( il territorio, le famiglie, i rifiuti tossici, la fuga delle industrie nell'est europeo), argomenti sbandierati piu che cuciti nella trama che ruota attorno ad un omicidio che fa da spina dorsale all'intero racconto. Nel complsso non è però scritto male anche se sembra soffrire un po di prvincialismo letterario con la fretta di raccontare una vicenda. Piuttosto aggiungiamo un altro centinaio di pagine e affrontiamo meglio gli argomenti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
cassatas tufano.maria@gmail.com (29-04-2007) A metà libro, dopo qualche piccolo depistaggio, si delinea il colpevole, malgrado ciò ho trovato una buona articolazione, anche della suspence, nulla di scontato, anzi lo sfondo non solo geografico mi sembra dirci parecchi sul nostro Paese. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gabriella (04-04-2007) Bel libro, e' uno dei pochi giallisti italiani che mi sia piaciuto: interessante, dal finale inaspettato. Inoltre e' riuscito anche, oltre a creare una storia avvincente, a dipingere bene una realta' sociale. Complimenti anche per il modo di scrivere fluente e molto scorrevole.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Melly (03-10-2006) Il libro non è scritto male pero' come giallo dà parecchio a desiderare sopratutto per quanto concerne la suspance ....che non c'è.... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
leti (14-09-2006) Che dire? leggere si legge bene, carino in qualche spunto, ma sa di aria fritta tutto l'insieme. Un libro che nn decolla mai e spesso sempliciotto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
gianluca (14-09-2006) Sebbene io l'abbia trovato un pò superficiale, non cogegnato neppure troppo bene (alcune incongruenze), avendo capito chi era l'assassino a pagina 50 -su 200- , ebbene nonostante tutto questo devo ammmettere che è scritto bene, scorre ancora meglio e l'ho letto tutto in una serata, perchè comunque molto, molto avvincente. Non mi capitava da tempo di finire un libro di 200 pp in quattro ore! Bravi Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Toremelis toremelis.silius@tiscali.it (28-07-2006) Certo non si può definire il capolavoro di Carlotto. Però è un bel NOIR. Attenzione è un Noir non un giallo, come alcuni delatori hanno scritto.
L'impianto del Noir viaggia su binari diversi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marta80 robfarneti@libero.it (28-07-2006) E' il primo libro di Carlotto che leggo e non mi è affatto dispiaciuto. Descrive molto bene la realtà del nord est e anche se l'assassino si intuisce fin dall'inizio, riesce comunque a mantenere viva l'attenzione del lettore. Ed anche per questo l'autore merita un plauso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marina (25-07-2006) Polpettone mediatico, scrittura dozzinale, voglia di scrivere a tutti i costi. Niente da fare. Carlotto si è perso dentro i fumetti, dentro storie piuttosto scontate e per niente "carine". Dopo "niente, più niente al mondo", mi aspettavo una svolta. C'è stata. in peggio. Ritornerò al noir straniero, visto che quello "mediterraneo" è di bassa, bassissima lega Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Graziano (21-07-2006) Non mi aspettavo di dover risolvere l'enigma dopo poche pagine, leggendo questo libro. Non mi ha lasciato molto soddisfatto, in effetti "sembra" superficiale, sembra non incidere e la storia non è originale. Ma è il Nord Est che è un po' così. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Barbara (25-06-2006) Un buon libro che però non riesce fino in fondo a catturare la nostra attenzione nè tantomeno la nostra simpatia. Si riscatta con una trama accattivante - ma ultimamente troppo abusata - e con uno schema narrativo collaudato che non può non funzionare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
CLAUDIA (28-04-2006) terribile, né un giallo né un noir, né un libro di denuncia... una fiction tv trasportata sulle pagine...ma carlotto ha mai letto che so...mankell o fred vargas??? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Okkio (10-04-2006) Mi è piaciuta molto la descrizione, forse un tantino troppo 'carica', del Nordest e del male assoluto di questa zona d'Italia, il denaro, come pure trovo molto interessanti gli spunti di denuncia sociale. Avrei insistito di più sullo svelamento della personalità di Giovanna, che Carlotto lascia un po' in penombra per dedicarsi al rapporto padre-figlio. Forse, la necessità di inserire nella trama molti personaggi ha giocato a svantaggio della caratterizzazione di ciascuno, per certi versi un po' superficiale e stereotipata. Lettura avvincente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
dimitri (24-03-2006) Rivoglio il Carlotto di "niente più niente al mondo"... oppure Buratti, Rossini e Max la memoria. Massimo, perchè? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ginosguera (20-03-2006) questa volta non dò il massimo dei voti al grande carlotto: due i nei in un libro scritto benissimo.
1) la trama (si capiscono all'istante l'assassino e il movente dopo 10 pagine - ma questo ci può stare)
2) il profilo di ciascun personaggio: i buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi. ma questo non è un film di sergio leone e allora dispiace vedere questo bianco/nero nel nord/est.
per il resto, l'ho già detto: scritto benissimo, come al solito. Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 50
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