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Carlotto Massimo - La terra della mia anima |
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Titolo | La terra della mia anima |
| Autore | Carlotto Massimo | | Prezzo |
€ 15,00 |  | | Dati | 2006, 159 p., brossura |
| Editore | E/O
(collana Dal mondo) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Dopo il successo di "Nordest" e di "Arrivederci amore ciao", Carlotto ritorna a un personaggio dell'Alligatore, ma non per raccontare un nuovo episodio di quella serie, bensì per raccontare la storia vera di un malavitoso "dal cuore d'oro". L'autore padovano, che in questi anni ha rovesciato l'immagine romantica dei criminali e ne ha invece sottolineato la crudeltà e la spietatezza, fa qui una "eccezione", scrivendo la storia commovente del suo amico Rossini. Un'amicizia nata in carcere, in condizioni estremamente difficili, a cui Carlotto rende ora omaggio con questo romanzo.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.30 / 5maristella (15-05-2008) Si tratta di un romanzo breve ma intenso come raramente mi è capitato di leggere. E' nell'elenco piccolissimo dei libri che rileggerò magari già il prossimo anno.E' denso di emozioni, tanto da sembrare che Beniamino, il protagonista, non possa neppure aver vissuto veramente.Quando però ho visto la sua foto ed ho avuto la certezza della sua esistenza ho provato intense emozioni, quelle che ti fanno scendere qualche lacrima durante la lettura. Un personaggio duro soltanto in apparenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bea (13-07-2007) Quello che adoro di Carlotto è che spiega meglio di chiunque che distinguere Bene e Male e Buoni e Cattivi, non è mai così semplice come ci vogliono far credere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elena giovannini (10-01-2007) I capitoli si aprono al ritmo delle canzoni di Ricky Gianco, nelle cui parole si ritrova la terra dell’anima percorsa di volta in volta dal protagonista : la frontiera, il mare, l’attimo presente. Beniamino Rossini, uomo di carta e uomo in carne ed ossa, è infatti un contrabbandiere alla vecchia maniera - di quelli che giocavano a guardia e ladri con la finanza e non tradivano gli amici -, che attraversa varie dimensioni, o luoghi, reali e non, per approdare infine al vero sé stesso. È un fuorilegge che svela la sua vita all’amico Massimo (Carlotto), prima di arrendersi alla malattia che lo vincerà il 7 maggio 2006, alternando ricordi lontani e riflessioni attuali, giovanile spavalderia e conquistata dignità, vecchi omicidi e volontà di riscatto. Carlotto trascrive e riscrive, creando una storia appassionante, di fatti e di personaggi veri, attraverso uno stile limpido e asciutto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
bmx (08-01-2007) Bel libro che oltre a considerare il lato umano pone ai confronti un contrabbando dagli anni del dopoguerra ai giorni nostri, una metamorfosi subita anche in questo "settore" nel dopoguerra tutti sapevano dell'esistenza del tipo di contrabbando, ora è cambiato tutto, soprattutto se hai a che fare con il mare... Consigliato! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
valerio padula (23-11-2006) Ho trovato il libro molto umano.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco Rosati (19-11-2006) Operazione esclusivamente commerciale: narra la storia di un delinquente, fallo sembrare un eroe e capovolgi la logica umana. E' un peccato che Carlotto sia scivolato in questo modo, perchè è un valido autore di noir, a cui è meglio che ritorni.
Come stile è il solito suo, valido, ma far apparire edificante un personaggio che in fin dei conti è un farabutto e per di più fallito mi sembra una forzatura eccessiva e altamente diseducativa. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea mingo74@iol.it (09-11-2006) Comincerò col dire che il libro non l'ho letto!
Ho visto lo spettacolo teatrale musicato da Ricky Gianco e "recitato" dallo stesso Carlotto circa un mese fa: emozionante, commovente e riflessivo. Mi ha piacevolmente sorpreso vedere Carlotto visibilmente emozionato per questo suo debutto dedicato ad un amico...all'amicizia...
A fine spettacolo ho subito comprato il libro, non so quando lo leggerò, magari tra qualche anno quando sarà il momento di risvegliare il ricordo di quella bella serata.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gina (12-10-2006) Come dice Aldo se è vero che il libro è un regalo
d'addio a un amico, è altrettanto vero che Beniamino un grande regalo lo ha fatto a Massimo e a tutti noi nel voler lasciare traccia di così
forti emozioni.
Condividere le terre della propria anima è stato un gesto di altrettanta generosità.
Sono felice per Beniamino che dopo tanto cercare
abbia trovato emozioni anche tra l'umanità, quella squadra di ragazzi che tanto lo entusiasmava.
Peccato che per apprezzare una terra dell'anima
di questo genere ci si impieghi sempre tutta una
vita.
Leggetelo,i toni pacati e rispettosi usati da Carlotto invitano proprio a riflettere, su ogni vita che vale la pena di essere vissuta, e sulla
fortuna di incontrare degli amici.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Aldo Funicelli (11-10-2006) Massimo Carlotto dedica questo libro alla memoria dell'amico (e anche personaggio di alcuni suoi libri con l'Alligatore) Beniamino Rossini.
E Rossini racconta la vita di contrabbandiere, dalla fine della seconda guerra mondiale fino ai nostri giorni.
Dalla Milano liberata dai partigiani raggiungendo il confine con la Svizzera, e poi dal Libano a Malta, da Venezia alla Croazia della recente guerra civile.
Rossini, morente per un tumore che non gli sta lasciando scampo, lascia i suoi ricordi all'amico: contrabbandiere e rapinatore gentiluomo, l'incontro con personaggi “da romanzo” ma molto reali, belle donne e pirati dei nostri tempi.
Sempre in cerca della “terra della mia anima”, intesa come luogo dove poter vivere le proprie avventure, dove liberare la sua anima. Terra di confine, di frontiera.
Terra che Rossini trova prima sulle montagne a fare lo “spallone”, a gara con i finanzieri per contrabbandare sigarette con la Svizzera.
Poi il mare: prima con la ex Jugoslavia, la Grecia, la Spagna ....
E anche l'esperienza in carcere, nel quale passò 16 anni della sua vita, durante la quale, nel carcere di Padova, avvenne l'incontro con Massimo (Carlotto).
Le pagine sulla sua vita si alternano a quelle con le sue riflessioni, dove rivive con gli occhi di oggi quei momenti difficili: le rivolte carcerarie soffocate con le botte, il difficile equilibrio tra le regole non scritte sulla vita carceraria e il regolamento interno, la convivenza tra i diversi clan criminali che, pur in carcere, continuavano i loro traffici.
Questo libro è il miglior regalo d'addio, per un caro amico. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (08-10-2006) Stavo per dare l'en plein quando ho letto la recensione di Alessandro e mi son detto "però ci ha ragione". Pertanto faccio quattro stelle, perché comunque si legge di un fiato, si vede in trasparenza un pezzo di storia d'Italia, è bello ritmato e - benché non abbia la potenza cinica e devastante di "Arrivederci amore ciao" - però non ha neanche l'angoscia, l'invito alla depressione, di altri Carlotto come "Niente più niente al mondo" o "L'oscura immensità della morte". Chi arriva a questo autore per la prima volta può trovare in questo libro un buon antipasto.
Segnalo a chiunque piaccia questo tipo di noir (gli appassionati lo sapranno già) che Jean-Claude Izzo, un autore francese di origine italiana purtroppo morto da poco, ha scritto diverse cose direttamente comparabili a queste di Carlotto, di cui il mio preferito (e di gran lunga) è "Solea". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Rosso (07-10-2006) Stile asciutto e prosa efficace, come sempre in Carlotto in questa biografia dell'amico scomparso. Eppure non si lascia spazio alla commozione o al facile sentimentalismo. Un romanzo d'avventura che piacerà sia ai lettori che hanno apprezzato i noir di Carlotto, sia a quelli che, come me, hanno preferito libri come "Il fuggiasco" o "Le irregolari". Un libro da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (05-10-2006) Mi spiace dare un voto così basso.
Si capisce che questo libro, più che un racconto, è una promessa mantenuta ad un amico.
La prosa è sempre impeccabile: scarna ed efficace ma si sente l'assenza del distacco dell'autore che dipinge, con affetto, un personaggio di cui sembra condividere tutto (anche gli errori..) a discapito della narrazione e della verosimiglianza degli avvenimenti (Il Personaggio più che un malvivente sembra quasi un benefattore romantico d'altri tempi). Vabbè! scusa massimo capisco che eri legato a beniamino ma da lettore preferisco il cinico Carlotto di arrivederci amore ciao... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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