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Ferrante Elena - La frantumaglia. In appendice Tessere 2003-2007 |
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Titolo | La frantumaglia. In appendice Tessere 2003-2007 |
| Autore | Ferrante Elena | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,65
(Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 1,35)
|  | | Dati | 2007, 299 p., brossura |
| Editore | E/O
(collana Tascabili e/o) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Questo libro, che in questa edizione tascabile è arricchito di nuovi saggi e contributi, ci porta nel laboratorio di Elena Ferrante, ci permette di lanciare uno sguardo dentro i cassetti da cui sono usciti i suoi tre romanzi, L'amore molesto, I giorni dell'abbandono e La figlia oscura, offrendo un esempio di passione assoluta per la scrittura. La scrittrice risponde a non poche delle domande che le hanno fatto i suoi lettori negli ultimi quindici anni. Dice, per esempio, perché chi scrive un libro farebbe bene a tenersi in disparte e lasciare che il testo faccia il suo corso. Racconta i pensieri e le ansie di quando un romanzo diventa film. Spiega com'è complicato trovare risposte in pillole alle domande di un'intervista. Racconta le gioie, le fatiche le angosce di chi narra una storia e poi la scopre insufficiente. Parla dei suoi rapporti con la psicoanalisi, con la città in cui è vissuta, con l'infanzia, magazzino di mille suggestioni e fantasie, con la maternità, con il femminismo. Il risultato è l'autoritratto, narrativamente vivace, di una scrittrice al lavoro.
gabril (13-01-2012) Vale la pena di entrare nel laboratorio di scrittura, nei pensieri, e un poco anche nella vita di Elena Ferrante, per comprendere da quali nuclei emergano opere intense e perfette come "L'amore molesto" e "I giorni dell'abbandono". Una riflessione sul femminile, sulle relazioni con se stessi e col mondo, sul dolore e l'amore, sul fantasma materno e la ferita originaria, sulla scrittura e il corpo che diventa scrittura; sulla "frantumaglia" indefinibile da cui può sorgere, scomparire e risorgere un ordine del (proprio) mondo attraverso la ricerca della parola letteraria, cioè profondamente vera.
E la necessità di mantenersi nascosti non fa che compensare quell'eccesso di esposizione che è scrivere per la Ferrante: "Quando il libro è finito, è come se si fosse stati frugati con eccessiva intimità e non si desidera altro che riguadagnare distanza, ritornare integri".
E intanto la scrittura va, diventa proprietà privata di chi legge, che ne fa materia propria e la rielabora, ciascuno a modo suo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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