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Carlotto Massimo - Cristiani di Allah |
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Titolo | Cristiani di Allah |
| Autore | Carlotto Massimo | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,62
(Prezzo di copertina € 12,50 Risparmio € 1,88)
|  | | Dati | 2008, 194 p., brossura |
| Editore | E/O
(collana Assolo) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Algeri, 1541. Il Mediterraneo è teatro di guerre, razzie, traffici di schiavi, scontri ideologici e religiosi. La possente armata di Carlo V, punta di lancia della Cristianità, viene annientata alle porte della capitale nordafricana dai corsari di Hassan Agha, che reggono la città per conto del sultano di Costantinopoli. I corsari sono in gran parte dei rinnegati, ossia degli europei cristiani che hanno abbracciato l'Islam, per interesse, come scelta di libertà o più semplicemente per poter saccheggiare navi e depredare coste nel Mediterraneo sotto la protezione della Sublime Porta. Anche Redouane e Othmane, i protagonisti del romanzo, sono dei corsari rinnegati. Il primo albanese, il secondo tedesco, ex lanzichenecchi, hanno scelto là libertà di Algeri, da dove salpano sul loro sciabecco per le scorrerie e dove credono, di poter vivere indisturbati la loro storia d'amore proibita. Othmane però commetterà l'errore di invaghirsi-di un giannizzero, uno dei fanatici e spietati cani da guardia del sultano, e trascinerà anche Redouane in un gorgo di vendette, agguati, intrighi.
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.8 / 5Angela (09-02-2012) ho acquistato questo libro nell'edizione con incluso il cd audio con la "colonna sonora". i personaggi e le ambientazioni sono convincenti e la trama si svolge in un misto di dolcezza e atrocità. molto toccante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca xmel1@hotmail.com (10-01-2011) bello il libro, bello il cd.
poteva anche essere un 5 ma non mi lasciano dare 6 ad "arrivederci amore ciao" che per me è la vetta di Carlotto Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca (16-09-2010) Davvero un bel libro, letto tutto d'un fiato. Mentre lo leggi ti immagini di camminare per le vie assolate di Algeri insieme al protagonista. Davvero un bel ritratto della città e dei personaggi che animano questa storia appassionante. Consigliato! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sandra (01-04-2010) Non mi ha entusiasmato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Deb (27-01-2009) Sì, è vero...è una storia d'amore omosessuale nell'Algeri del 1541. Ma Carlotto è bravissimo a ricostruire i costumi e le scene di quel tempo, tra rinnegati per convenienza, corsari avidi e giannizzeri educati a essere disumani, senza però cadere nella tentazione dell'esotismo di maniera. Il libro si legge d'un fiato. Bello e crudele il racconto della vendita degli schiavi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
stefano (20-01-2009) certo la ricerca storica poteva essere meglio sfruttata. Nel complesso un'opera che si fa leggere bene
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fabio milazzo (02-09-2008) IL titolo dell'ultimo romanzo di Carlotto, che ho appena terminato, si rifà (anzi copia, credo citandolo) il classico lavoro di B.e L. Bennassar sui rinnegati europei. Essendo un noir ambientato intorno agli anni '40 del XVI secolo, dobbiamo dire che la ricostruzione storica è molto ben fatta, ciò denota, a mio parere, la "mano" di conoscitori del mondo islamico delle città corsare; i ringraziamenti posti all'inizio del volume mi confermano ciò. Molto ben tracciata anche la "vita" esistente intorno al mondo delle "galee" da corsa (società ed economia, termini, descrizioni e illustrazioni sono molto particolareggiati. Ora vediamo la narrazione vera e propria. Diciamo che si tratta di un noir sorto intorno alle vicende di un amore gay tra 2 ex lanzichenecchi, ora rinnegati, che vivono da corsari ad Algeri. La storia mi è sembrata ben scritta, anche se l'accorgimento usato, la prima persona (è Redouane, uno dei due ex Lanzi, che parla), avrebbe forse richiesto una modalità che rimandasse al diario o al memoriale, mentre invece l'opera è divisa in capitoli e paragrafi che nn sono tra loro suddivisi in base a criteri (ad es. le pagine di un diario) che giustificano la prima persona. Per il resto mi è sembrata troppo superficiale la descrizione della "rotta" dell'armata di Carlo V davanti ad Algeri; all'epoca un abitante di quella città dovette viverla con ben altre emozioni rispetto a quelle che traspaiono dalle pagine sbrigative del romanzo. In definitiva un'opera che mi ha convinto ma nn del tutto e mi sorprende che ciò sia avvenuto a causa della materia che Carlotto dovrebbe conoscere meglio,la struttura narrativa! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ton (26-07-2008) Un buon libro, di quelli che leggi quasi tutto d'un fiato.
Trama ben congegnata, particolari, personaggi, terminologia marinaresca, al loro posto, quello giusto.
Un libro da consigliare dunque.
Posso dire però una cosa politicamente scorretta, sapendo di dirla: beh, un amore gay in quel mondo islamico faccio un po'fatica ad immaginarlo.
Non nego che avrei preferito una "banale storia" etero": scusate se qualcuno si offende.
Consiglio ai lettori del libro la lettura di "Le pantere di Algeri" di (udite, udite)Emilio Salgari: ho trovato dei punti di contatto e si può tentare un parallelismo, sempre che sia ancora di moda leggere un autore che io trovo straordinario Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marioAdepat (01-07-2008) bello! interessante ! come al solito Carlotto con stile fa vibrare corde scomode Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (05-06-2008) Si tratta di una storia d’amore gay. Nulla da obiettare naturalmente, anzi l’autore scrive bene e non oltrepassa mai il limite del buon gusto (secondo lo standard noir, of course), perciò è giusto presentarlo per quello che è: un libro su una storia d’amore omosessuale ambientata tra i corsari del mar Mediterraneo nel sedicesimo secolo. Trovo in giro invece recensioni che sorvolano il tema principale. Per il resto, come sempre nei libri di Carlotto, la trama evoca temi di attualità molto spesso prevedendoli. Anche qui c’è una notevole capacità di evocare il presente e anche il futuro come è stato per il tema dei rifiuti in Nordest oppure per il rischio di tossicità alimentare in Mi fido di Te. In questo caso abbiamo l’omosessualità, la multietnicità e la criminalità organizzata come fattore di politica. C’è anche la violenza sulle donne se vogliamo e un confronto/scontro tra le culture religiose monoteiste. Un confronto dal quale ne esce, coraggiosamente, un Islam più avanzato e tollerante. Poi, fra le righe chi vuole può anche leggere che i veneziani sono stati i veri pirati del Mediterraneo, che i committenti della corsa erano le oligarchie ebraiche olandesi dell’epoca e che il cristianesimo era la parte più intollerante del Mediterraneo. Ma qualunque sia la lettura è giusto dare atto che il romanzo è intelligente e piacevole come le musiche del CD allegato. Complimenti alla penna di Massimo Carlotto e alla voce di Patrizia Laquidara, alla quale suppongo si ispiri il personaggio femminile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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