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Heinichen Veit - Danza macabra | A Trieste esplode una bomba, ma la polizia se ne accorge solo dopo che la notìzia è già stata diffusa. Una faccenda inammissibile per il commissario Proteo Laurenti, il quale non sospetta che i Drakic, suoi nemici giurati, siano tornati in città per perseguire i propri intenti criminosi. Viktor e Tatjana Drakic però hanno soprattutto un desiderio: vendicarsi di Laurenti una volta per tutte. Le società del benessere producono valanghe di scorie. Che farne? La risposta arriva da un'azienda specializzata nello smaltimento dei rifiuti che conduce i propri affari negli uffici del consolato di un piccolo quanto sconosciuto paese dell'Est. Non c'è alcun dubbio: con la spazzatura si guadagna, soprattutto se si è in grado di sfruttare le leggi a proprio vantaggio. Quando però in uno di quegli uffici viene trovata una giovane massacrata di botte il caso finisce sul tavolo di Laurenti. Nel corso delle indagini il commissario si imbatte in affari criminosi di enorme portata; tuttavia il nesso con il consolato, ma soprattutto con i Drakic, all'inizio gli sfugge. I criminali hanno dunque tutto il tempo per tramare alle spalle dell'odiato Laurenti e organizzare il suo assassinio.
| La recensione de L'Indice |
 La Danza macabra è l'affresco medievale che compare a inizio libro, metafora e prefigurazione della lotta tra forze del bene, il commissario Laurenti, e del male, i fratelli serbi Drakic, suoi nemici giurati, tornati per dirigere, da un isolotto croato, le loro attività criminose. L'esplosione di una bomba, una giornalista ridotta in coma da un pestaggio, valanghe di scorie gestite da mafie in affari con la politica e un Est rappresentato dagli uffici del consolato di un paese piccolo e sconosciuto: questi gli elementi compositivi. Lo sfondo è la Trieste, crocevia e cosmopolita terra di frontiera, che Heinichen ha eletto sua città e dove ha ambientato la fortunata saga del suo commissario, simile, anche se solo per certi versi, a quella del poliziotto Montale della Marsiglia di Izzo. Qui, troviamo il tema attualissimo dello smaltimento rifiuti e sangue a profusione. Come e più che negli altri romanzi della serie, molta la violenza degli ambienti malavitosi, ma vero protagonista è quel crogiolo fertile e esplosivo di differenze, ancora alla ricerca di strade per definirsi e diventare il nuovo orizzonte dei mercati mondiali, che è il mondo rimasto dopo la dissoluzione dei paesi dell'Est. Esce lo spaccato di una transizione sofferta, di cui neppure la cronaca è ancora riuscita a ritrarre e denunciare per intero la complessità. Grazie alla sua posizione di "extraterritorialità" e alla lucida acutezza, riesce bene lo scrittore tedesco, diventato, anche per questo, fenomeno "cult" per il pubblico del genere. Laura Fusco |
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