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Videtta Marco - Un bell'avvenire |
Un romanzo che scava, spietato e avvincente, nella dolorosa questione dell'identità "fascista" del nostro paese, tra le profonde radici di questo male italiano. Per Fulvio il tempo si è fermato agli ultimi giorni della caduta del fascismo e la sua unica ragione di vita è scoprire in che modo Lucio, il suo amato fratello maggiore, fanatico fascista repubblichino, sia stato ucciso. Quando apprende che Lucio è stato seviziato dagli uomini di un famigerato reparto di SS italiane, Fulvio rifiuta di crederci. Per lui è impensabile che suo fratello possa essere stato torturato dai fascisti e non ucciso dai partigiani. Lucio era il suo idolo. Era stato lui a spingerlo a ribellarsi al grigiore piccolo borghese dei genitori, per arruolarsi come volontario per la campagna di Russia. Inizia quindi un viaggio per svelare il mistero del fratello, un viaggio costellato di assassini impuniti, subdoli sopravvissuti, preti aguzzini, ambigue figure femminili, transfughi dal fascismo e già pronti a riciclarsi nella nuova repubblica. Un'indagine dai sapori "noir", in cui sembra esistere più di una verità. Un romanzo di forti emozioni che lega avvenimenti apparentemente lontani all'attualità contemporanea, mostrando una sconcertante continuità tra il fascismo e la repubblica nata dalle sue macerie
6 recensioni presenti. Media Voto: 2.33 / 5Adriano (21-09-2009) A mio parere ben scritto e "sceneggiato", avvincente quanto necessario, poco incline a lungaggini che potrebbero appesantire la vicenda,in grado di far incontrare la Storia e la storia quotidiana di individui che hanno vissuto il loro tempo. Utile per aiutare e stimolare a conoscere e magari capire quegli anni ed i nostri anni, che stiamo vivendo e a volte subendo, come alcuni personaggi del romanzo, che in alcuni passaggi stupisce, poichè ribalta le idee che il lettore si fa,ma chiarisce come sia fuori luogo e pericoloso il tentativo, forte, di revisionismo. Voto: 4 / 5 |
LUIGI POGNI (13-06-2009) Dove sono le caratteristiche del romanzo che "scava, spietato e avvincente, nella dolorosa questione dell'identità fascista del nostro paese" evidenziate in "in sintesi"? Caparbiamente l'autore fa attraversare al protagonista fatti e avvenimenti che rappresentano una considerevole parte degli anni del fascismo fino alla Liberazione, quasi che sia la storia (talvolta la cronaca) a dare spessore al protagonista e non viceversa. Meno male che l'autore si è fermato all'attentato a Togliatti: temevo che saremmo arrivati allo sbarco sulla Luna! Voto: 1 / 5 |
sandro michelone (14-05-2009) che delusioneee!!! mi ha annoiato tantissimo, per finirlo ci ho messo due settimane e di solito io i libri li divoro! un brutto libro con una brutta trama e una brutta scrittura, sullo stesso tema un milione di volte meglio i libri di carlo lucarelli!! Voto: 1 / 5 |
victorserge (05-05-2009) ho letto il libro su "consiglio" di massimo carlotto.
racconta una vicenda umana contestualizzata sulle peripezie ideologiche di due arnesi della repubblica di salò.
la storia non è accattivante ne particolarmente avvincente, tuttavia per chi non conoscesse le imprese della "ditta" koch e company durante l'occupazione di salò può essere un buon viatico per approfondire l'argomento del fascismo saloino.
un testo che rispecchia uno stile da sceneggiatura piuttosto che un racconto di finzione letteraria.
leggibile ma nulla di più.
Voto: 2 / 5 |
paolo (29-04-2009) Terribile! Banale, stereotipato, linguisticamente nullo. Pure la copertina è brutta. Sconsigliatissimo. Voto: 1 / 5 |
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