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Di Cara Piergiorgio - Isola nera | Con questo romanzo di Di Cara, fa il suo esordio sulla scena della nuova giallistica, connotata da elementi di ambiente e cultura fortemente caratterizzati, un personaggio nuovo e atipico. L'eroe di Di Cara, poliziotto ferito nel corso di un'azione e momentaneamente in sospeso dal servizio per convalescenza, si ritrova su un'isola siciliana, che sembra l'idealizzazione della Sicilia e della condizione insulare per eccellenza: è in certo modo l'isola delle isole, un'isola al quadrato tratteggiata con uno stile che evoca mistero, inquietudine, distanza e un senso costante di minaccia. Salvo, questo il nome dell'eroe, è un tipo a parte, sia rispetto alla tradizione giallistica, sia in rapporto a quello che può definirsi il suo modello di riferimento: Camilleri e il suo commissario Montalbano. Si trova coinvolto del tutto casualmente, forse per destino o per vocazione, in un caso di apparente semplicità iniziale, che via via si complica e si tinge di mistero e di ambiguità. Abitato dal mito di un eroe storico del fumetto, Tex Willer, Salvo lo interpreta in modo al tempo stesso candido e disarmante e, pur capace di muoversi sulla scena del crimine con istinto e meticolosa osservanza dei precetti accademici, ha continuamente una inclinazione alla deriva malinconica, introspettiva, umorale, intermittente. Questo Salvo è in definitiva un irregolare, a momenti deciso e determinato, arguto e pronto, ma anche spesso sognante o addirittura distratto.
Media Voto: 2.5 / 5maura (16-02-2010) Decisamente mediocre ed anche un poco ridicolo nella descrizione del non luogo riconoscibilissimo di linosa.Unica peculiarità l'effetto fumettistico del racconto. ma che bisogno c'era ? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Corrado65 (05-06-2009) E' un libro molto bello. Intenso. Commovente.
Semplice la trama, ma avvincente. E' scritto molto bene, si legge d'un soffio. Si pensa a Carlotto, Izzo, Camilleri. Ma Di Cara è, pur affrontando un genere in cui è difficile essere originali e dire qualcosa di nuovo, fresco e convincente. Autentico! non tanto le vicende narrate, ma gli stati d'animo, le riflessioni esistenziali, il modus vivendi del protagonista, trasmettono empaticamente qualcosa che "ti prende". C'è amicizia, alcol, male di vivere, vittime di questa vita e società ingiusta, cui fa eco e colonna sonora la natura di un isola sperduta nel Mediterraneo (Linosa?) fuori dal tempo, quasi archetipo della condizione umana e del suo destino, tra amore e morte, libertà e sconfitta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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