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Carlotto Massimo - L' amore del bandito | 2004. Dall'Istituto di medicina legale di Padova spariscono 44 chili di droga pesante. Criminalità organizzata da un lato e forze dell'ordine dall'altro si scatenano. L'Alligatore riceve pressioni per indagare e scoprire l'identità dei responsabili del furto. L'investigatore senza licenza non ci sta ma a certa gente non basta dire di no. Due anni più tardi scompare Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, la danzatrice del ventre franco-algerina che lui aveva conosciuto anni prima in un night del Nordest. Il vecchio gangster non si dà pace e la cerca ovunque. Ben presto l'Alligatore, Beniamino Rossini e Max la Memoria si ritrovano braccati da un nemico misterioso che li ricatta e li costringe a entrare in un gioco mortale. 2009. La storia non è ancora finita. E l'Alligatore e i suoi amici sono ancora in pericolo e attendono la prossima mossa del loro temibile avversario. Una storia di malavita, un noir in cui si intrecciano i destini dei vecchi e nuovi gangster in un mondo dove le regole di un tempo non esistono più. Solo il passato torna sempre a chiedere il conto. Al suo esordio, nel 1995, il personaggio dell'Alligatore divenne un piccolo caso letterario. La filosofia di fondo della serie ideata da Massimo Carlotto è semplice sebbene sovversiva: non sempre il finale di un romanzo poliziesco è pensato per affermare il senso di giustizia del sistema, ma anzi a volte la trama non fa che confermare l'inesorabile inutilità degli apparati di polizia nostrani. Dopo La verità dell'Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Nessuna cortesia all'uscita, Il corriere colombiano e Il maestro di nodi, questo nuovo episodio si presenta come il seguito ideale di Nessuna cortesia all'uscita, pubblicato nel 1999, dove la malavita veneta si trovava nella difficoltà di gestire i rapporti con i parvenu dell'Est, la mafia russa e la malavita albanese. Ancora una volta in queste pagine Marco Buratti, detto l'Alligatore, condannato ingiustamente a sette anni di galera e diventato in seguito un detective privato senza licenza, ribadisce la sua visione del mondo: quando ci si trova invischiati in una storia di malavita è matematico che finisca male, che ci scappi il morto. Nessun giudice, avvocato o tribunale è in grado di sistemare le cose. L'unico modo per risolvere i guai è rivolgersi agli amici di sempre. Come il vecchio Beniamino Rossini, contrabbandiere e rapinatore, e il ciccione Max la Memoria, entrambi braccati, entrambi insofferenti rispetto ai meccanismi ufficiali della legalità. Seduti su un vecchio sgabello della Cuccia, un night dov'è ancora possibile ascoltare del buon jazz e sorseggiare del Calvados fumando una sigaretta, parlano della scomparsa di Sylvie, la donna di Beniamino Rossini, rapita per ritorsione verso i tre amici, per via di una vecchia faccenda. Due anni prima c'era stato un grosso furto di sostanze stupefacenti presso l'istituto di medicina legale dell'Università di Padova. Quelli che dovevano essere dei semplici campioni da utilizzare durante le autopsie, si erano rivelati degli enormi quantitativi di eroina, cocaina, ecstasy e anfetamine, spariti all'improvviso nel nulla. Interpellati dalla malavita locale, l'Alligatore e i suoi amici si erano rifiutati di intromettersi in una faccenda totalmente estranea al loro campo, ma oggi che Sylvie era scomparsa, forse valeva la pena ritornare a occuparsi di quella vecchia storia. è così che ci si ritrova immersi ancora una volta nelle pieghe di un territorio che con il passare degli anni ha incorporato al suo interno una fitta rete di illegalità, con buona pace delle istituzioni. A metà strada tra la fiction e l'inchiesta, Carlotto rivela ancora una volta il lato nascosto del Nordest, una regione che ha contrastato la crisi economica anche grazie ai traffici illegali sul passante di Mestre, il tutto sotto l'occhio vigile delle associazioni mafiose. Quelle italiane, ma oggi più che mai, anche quelle straniere. Ne L'amore del bandito ci sono i serbi e i kosovari che si scontrano per accaparrarsi il controllo dei traffici illegali e c'è un sistema mafioso e paramilitare italiano che ha una serie di buone ragioni per appoggiare gli interessi di alcuni clan stranieri. Ci sono poliziotti corrotti e una donna del boss misteriosa e crudele, ma ci sono anche dei vecchi criminali con la loro morale, le loro regole e i loro amori. Gli amori dei banditi sono storie a cui i vecchi contrabbandieri come Beniamino Rossini possono rimanere attaccati per sempre, a costo di condannarsi all'inferno, a costo di sentirsi sconfitti. Sono storie struggenti di lunghe attese, di distanze e di ritorni tiepidi, ma anche di fedeltà e vendette. Altri due volumi formeranno il seguito delle vicende dell'Alligatore, una storia che, anche grazie agli elementi di denuncia sociale, già si annuncia all'altezza di altre più note trilogie giallo-svedesi.
Recensioni 1 - 20 di 29 recensioni presenti. Media Voto: 2.86 / 5Rossana (05-05-2011) Sebbene "L'amore del bandito" sia, a mio avviso, inferiore rispetto ad altri libri precedentemente letti dello stesso autore, lo stile di Carlotto resta inalterato: asciutto, crudo, essenziale.
Certo, come corollario alla denuncia della realtà malfamata del "ricco" Nord-Est, avrebbe potuto scrivere una storia più corposa, strutturata e ritmata. Ma tant'è....!!!! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Charlie (21-03-2011) Libro che scorre, ma non lascia tracce indelebili. Mi sembra una buona prova di mestiere, ma non sono entusiasta. Non avevo letto altro di Carlotto e questo romanzo mi lascia una certa curiosità sugli altri. Ci penserò. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabrizio Maria Muzi (18-10-2010) Il vero voto sarebbe 3,5. La bravura di Carlotto nello scrivere e nel farsi leggere è indiscussa e già questi due pregi per i miei gusti sono molto rilevanti, inoltre dobbiamo riconoscere che la storia ha alcuni spunti interessanti. Non sono un carlottiano doc perchè questo è solo il secondo libro che leggo di questo autore, posso però dire con certezza che approfondirò in futuro i suoi scritti.
Può essere anche tranquillamente consigliato e regalato.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Axl (30-05-2010) Grande attesa per???? Gran ritmo, davvero. Ma il romanzo appare più una crociata contro la politica italiana (in particolare a nord est) che un romanzo noir. Ho assistito ad una presentazione in cui Carlotto proponeva il suo lavoro insieme agli alri due noir di nord est Fulvio Ervas e Fulvio Luna Romero. La terra è quella, gli stili sono simili. Ma i due allievi si stanno avvicinando rapidamente al maestro. Soprattutto perchè il maestro, con questo romanzo, a mio avviso ha fatto dei gran passi indietro. 200 pagine che volano via, veloci, ritmate. Ma non ti lasciano nulla. Buono il taglio che alle volte sfiora il sarcastico. Ma anche in questo Romero si sta avvicinando ad ampie falcate. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
franz (20-02-2010) sono un "carlottiano" della prima ora ed è con rammarico che devo scrivere che questo romanzo mi ha deluso fortemente. trama assurda e banale, personaggi prevedibili, amore mai avvertito, dolore men che meno. finale ridicolo. speriamo sia solo stata una semplice battuta d'arresto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lorenzo (17-02-2010) Assolutamente non all'altezza dei precedenti "Alligatori". Un ritorno alla vecchia banda di Buratti e soci giustificabile solo con la pigrizia dell'autore nel trovare un nuovo filone (improbabile) nel migliore dei casi, o per una banale trovata commerciale, nel peggiore.
Ripetitivo, noioso anche nelle parti in cui si denuncia il malessere del Nord-Est, per cercare di rendere il ritmo incalzante il libro diventa invece confuso.
Fermatevi al "Maestro di nodi". Voto: 2 / 5 |  |  |  |
marty (15-02-2010) Bellissimo. letto tutto d'un fiato. noir vero. noir duro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vincenzo (14-02-2010) A mio parere questo amore del bandito è uno dei migliori della serie dell'Alligatore. Trama complessa e ben strutturata. ritmo serrato. mi è piaciuto molto. il finale lascia pensare a un seguito... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (29-01-2010) Sempre piacevole Carlotto con questi social-noir nostrani in cui storiacce della mala si intrecciano con riflessioni antropologiche e sociali sulla realtà del nordest, che il nostro ben conosce. Meno brillante e fluido rispetto ad altre prove. Comunque da leggere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
liotru (18-01-2010) Concordo con i delusi, questo libro mi sa di allugamento della serie solo a scopo commerciale, tra l'altro il finale lascia la porta aperta ad un seguito che pare sin troppo scontato dove uno dei tre ci lascerà le penne (presumibilmente Rossini) ed un altro finirà in carcere (il ciccione). Spero di sbagliarmi Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Basil (15-01-2010) Un ottimo ritorno per Marco "Alligatore" Buratti & soci. Atmosfere più noir che mai. Una sensazione di "resa dei conti" che attraversa tutta la narrazione e una sempre puntuale analisi delle nuove tendenze della criminalità fanno di questo racconto uno dei migliori della saga. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Renata (19-12-2009) Non c'è più il Carlotto di una volta. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Valter (08-12-2009) Oltre la storia che comunque ho trovato piacevole, nei libri di Massimo Carlotto bisogna leggere tra le righe per godere a pieno dei suoi scritti. Bravo Massimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (21-11-2009) Io mi sono annoiata invece. Pensa un po'. Un romanzo senza nervo, mi sembra costruito senz'anima.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
TG (15-11-2009) Bravo Carlotto!
Un'alligatore in forze come al solito,un libro che ti tiene su dalla prima all'ultima pagina!
Soprattutto si trova un Beniamino leggermente diverso(più sentimentale rispetto agli scorsi episodi) ma ugualmente stupendo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gmb (09-11-2009) Dopo la delusione di "Perdas de fogu" Carlotto ritorna con il suo personaggio di punta e anche questa volta l'Alligatore e i suoi soci non tradiscono le aspettative del lettore. Bella storia, gran ritmo, lo stile secco e asciutto di Carlotto colpisce ancora. Una storia che non sfigura rispetto alle avventure precedenti della banda, in attesa del seguito che speriamo sia avvincente come questo capitolo. Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Domenico P. (06-11-2009) L'alligatore è tornato. Carlotto continua a descrivere l'involuzione del nord-est, ma in questo libro lascia aperto uno spiraglio: la speranza che qualcosa di buono possa provenire dai movimenti di base. La violenza della criminalità, comunque, rimane preponderante e sembra capace di spazzare via tutto. Si acuisce, inoltre, il divario fra due mondi malavitosi, quello del vecchio Rossini e la cruda violenza delle emergenti mafie provenienti dalla ex Jugoslavia e dall'Albania. Non mi è piaciuto il finale, ma la storia è sempre avvincente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
anna maria p. (02-11-2009) Sembra che la vena creativa di Carlotto in questo nuovo episodio dell'Alligatore sia sfuggita via.
Deludente, sciatto, fa rimpiangere i primi (e poi basta con i riassuntini delle situazioni ad uso dei lettori non seriali, annoiano e basta) Voto: 1 / 5 |  |  |  |
samuele (26-10-2009) Un libro che ti rapisce e non ti molla più fino a quando non sei arrivato all'ultima pagina.
Carlotto racconta storie torbide, nerissime, e lo fa con "una grazia" eccezionale; le sue descrizioni (siano relative a una città, agli alcolici, al blues) sono semplicemente strepitose, ed i suoi personaggi sono sempre assolutamente a tutto tondo.
Che gran bel romanzo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
franci (25-10-2009) DELUSIONE!!! Carlotto questa volta tradisce in pieno! Libro dimenticabile... :) Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 29
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