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Schmitt Eric-Emmanuel - Il lottatore di sumo che non diventava grosso |
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Titolo | Il lottatore di sumo che non diventava grosso |
| Autore | Schmitt Eric-Emmanuel | Prezzo Sconto 15%
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€ 8,50
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2009, 114 p., brossura | | Traduttore | Bracci Testasecca A. |
| Editore | E/O
(collana Dal mondo) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Selvaggio, arrabbiato, Jun vaga con i suoi quindici anni per le strade di Tokyo, lontano da una famiglia della quale si rifiuta di parlare. Il suo incontro con un maestro di sumo che vede in lui un "grosso", nonostante il suo fisico emaciato, lo coinvolge nella pratica della più misteriosa delle arti marziali. Con lui Jun scopre il mondo sconosciuto della forza, dell'intelligenza e dell'accettazione di sé. Ma come raggiungere lo zen quando non si è altro che dolore e violenza? Come diventare lottatore di sumo se non si riesce a diventare grossi? Nell'affollata metropoli giapponese l'anziano Shomintsu guiderà il ragazzo lungo un percorso iniziatico che mescolando infanzia e spiritualità accompagna anche il lettore alla sorgente del buddhismo.
Media Voto: 5 / 5Lady Libro (16-09-2011) Il titolo può certamente strappare un sorriso a chiunque lo legga, ma non è affatto un libro comico, anche se lo sembra.
E'una piccola ma intensa storia di saggezza, dolore, odio, pregiudizio, metamorfosi e rinascita. Un libro profondo e ricco di sentimento che afferra il cuore del lettore come una dolce tenaglia, svelando segreti che pieni di filosofia di vita ed esistenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Crispi maurizio.crispi@gmail.com (27-11-2009) Chi ha letto "Ibrahim e i fiori del Corano" ricorderà senz'altro la levità con cui si muove Eric-Emmanuel Schmitt nel delineare i suoi piccoli apologhi morali.
Perchè questo, in realtà, i suoi romanzi sono: dei piccoli apologhi che al lettore trasmettono degli insegnamenti, unitamente ad emozioni autentiche e vibranti.
I suoi personaggi sono alla ricerca di qualcosa, perchè, nel loro stato di partenza, sono infelici, scontenti e in lotta contro il mondo. E, ad un certo punto della loro vita, si confrontano con uno che impartisce loro un insegnamento, ponendosi nei loro confronti come maestro.
In questo senso i suoi racconti sono delle piccole, minimaliste, storie di formazione.
Anche qui, il giovane Jun, appena adolescente, sbandato, carico di astio nei confronti dei suoi genitori (un padre assente che s'è suicidato, una madre-angelo che dispensa attenzioni e premure a tanti, ma non a lui) è profondamente infelice, anche se nasconde questo stato d'animo dietro una maschera di cinismo e di disprezzo nei confronti del mondo.
Ma Shomintsu, allenatore di lottatori di sumo "vede in lui uno grosso" e lo invita ad interessarsi al sumo: in particolare, gli chiede di venire ad assistere ad un incontro di questa particolare lotta.
Come a dire, vede in Jun, magro ossuto e foruncoloso, una potenziale farfalla, un soggetto che può sbocciare secondo i canoni del corpo "grosso" richiesto ai lottatori di sumo.
Da qui comincia un lento percorso di avvicinamento, fatto di contrasti e di antagonismo, perchè Jun non vuole abbandonare la sua corazza di disprezzo nei confronti dell'umanità sino ad un punto di svolta, a partire dal quale si dipana un percorso di formazione toccante, ed anche commovente.
Shomintsu non è solo un allenatore, ma è anche un maestro Zen e condurrà per mano Jun, attraverso una serie di passi, dei quali tuttavia solo Jun - secondo un approccio tipicamente orientale - sarà l'artefice e che gli consentiranno di fare sbocciare il "grosso" e che lui.
Una narrazione semplice e piacevolissima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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