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Turgenev Ivan - Padri e figli |
Argo (24-07-2005) L'intenzione principale di Turgenev, come si legge nella breve ma interessante postfazione di questa edizione, "era di ritrarre lo scontro generazionale e, al tempo stesso, di classe che divideva in due campi l'opinione pubblica "illuminata" proprio in rapporto alle soluzioni da dare alla questione contadina".
Da una parte, i Padri, fragili, titubanti, moderati e disponibili a graduali riforme effettuate rigorosamente dall'alto, e, dall'altra, i Figli, nichilisti ( ovvero persone che non si inchinano di fronte a nessuna autoritā, che non accettano nessun principio indimostrato, qualunque sia il rispetto che circonda quel principio), fautori di un'azione rivoluzionaria che facesse tabula rasa di tutto l'esistente.
Tra questi ultimi spicca la figura di Bazarov. Fiumi di inchiostro sono stati versati su di lui, il personaggio principale del romanzo uscito dalla penna di Turgenev, e che si č imposto allo scrittore stesso, tanto da formarsi (l'informazione č stata fornita dallo scrittore) in modo autonomo, come un nuovo Frankenstein, e decidere probabilmente (il taglio procuratosi durante l'autopsia sembra causato da un gesto volontario, non da un incidente, anche se questo atteggiamento decreterebbe una fine tipica di quel sentire romantico totalmente in contrasto con la sua "filosofia di vita") di morire.
Ma prima che dal tifo, Bazarov č stato contagiato de un nichilismo che prima inaridisce e poi annienta. Bazarov č gigantesco nella sua presa di coscienza della morte e nella sua accettazione, ma piccolo di fronte alla Odincova, la donna che ha risvegliato in lui l'amore, il forte sentimento che spaventa chi č totalmente cerebrale.
Curiositā: la fine di Bazarov non č mai andata a genio allo Scrittore Aldo Busi. In "Vita standard di un venditore provvisorio di collant", uno dei protagonisti del romanzo si chiama Angelo Bazarovi. Una rinascita? Chissā... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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