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Delerm Philippe - La prima sorsata di birra. E altri piccoli piaceri della vita | La prima sorsata di birra, le more nei boschi d'estate, le conversazioni attorno al tavolo di cucina sgranando piselli, il profumo delle mele in cantina, la voce di chi si ama che dice più di quanto dicano le parole, il rosso cupo di un bicchiere di Porto da centellinare, il lieve fruscio della dinamo contro la ruota durante una pedalata notturna... Istanti preziosi, che vanno colti nella loro immediatezza e assaporati con tranquillità.
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5vale.. (25-08-2009) io l'ho appena finito di leggere..è sicuramente un libro carino.. ma niente di chè..
consigliato a chi vuole passarsi un pò il tempo! ;) Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Viaggiagusto info@viaggiagusto.it (26-04-2007) Mi sono sempre chiesto da dove traggono ispirazione gli scrittori per il loro romanzi. Beh, Delerm trova ispirazione nelle paste delle domenica mattina, nei piselli da lavorare insieme e da tutti quei piccoli piaceri che sono incagliati nella memoria. Un tuffo nel passato in un modo di vivere più semplice e concreto. Ne esce un libro originale, leggero, quasi commuovente. Nel suo piccolo capolavoro, da leggere, rileggere e regalare agli amici "filosofi" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca D lucadini@hotmail.com (24-11-2006) Ho cercato questo libro per mesi! Introvabile dovune cercassi...Feltrinelli...internet...niente! Alla fine salta fuori, come usato, in una libreria vicino Torino e lo ordino via web. Potete immaginarvi la mia attesa! E invece...che delusione! Delerm racconta piaceri della vita che possono essere solo suoi e lascia pochissima possibilità di immedesimazione per il lettore. Ognuno di noi può fare un elenco di "piccoli piaceri della vita" e sono convinto che troveremmo più punti in comune che con quanto tracciato da Delerm Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ilaria guasco (18-07-2006) E' uno di quei libri che porterei sulla famosa isola deserta. Semplice, leggero eppure più efficace di una seduta dallo psicologo. Un libro da leggere quando si è felici, per esserlo ancora di più e quando si è tristi per esserlo un po' meno. E' il primo regalo che faccio quando conosco un nuovo amico o una persona che mi sta simpatica. Peccato che oramai sia introvabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Baradis baradis@email.it (23-03-2006) Trovo che sia un libro eccezionale, perché ti porta davanti a una serie di piccole azioni quotidiane, che diventano banali nella misura in cui noi non ne sappiamo godere. Delerm ci dimostra come il buono della vita stia sotto i nostri occhi..ho letto questo libro in un periodo sereno della mia vita, e l'ho trovato gradevole. Ma l'ho ripreso in mano durante un momento di sofferenza, ed è stato un faro per me.
Mi ha insegnato ad ascoltarmi, e guardare la realtà con sguardo presente e ingenuo, come quello dei bambini, che vivono meglio di tutti noi!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
CARMILLA carmilla4@hotmail.it (03-09-2005) un libro carino.... molto leggero e seplice alla lettura... lo consiglio a chi vuole svagarsi un po'...
CARMILLA Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gielle gianca83@email.it (03-05-2005) Questo libro è sublime. Infinitamente piacevole. Lo definirei una dose di insulina. Una zolletta di zucchero. Leggere un racconto di questi è come mangiare un cioccolatino. Le storie sono scritte abilmente, se pensiamo che Delerm ci descrive delle situazioni comuni, che stanno sotto i nostri occhi tutti i giorni.
Paradossalmente esse andrebbero lette con una particolare attenzione, per goderne l'unicità.
Ogni lettura è diversa dalla prima.
I piccoli piaceri della vita sono le cose rendono la nostra esistenza unica, come la prima sorsata di birra. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mirella (27-01-2005) Quando leggi che le tue quotidiane, minute, semplici emozioni sono patrimonio comune ,allora ti senti di appartenere ad un genere umano capace di condividere non solo grandi e roboanti gesti ma anche piccoli movimenti di poesia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gieffe (06-05-2002) Il vicino di casa di Proust ci prova, e che no, pure lui sa raccontare le tante emozioni che i minimi particolari della vita suscitano all'animo sensibile...
Ne risulta un abominevole campionario di banalità, rese in forma sgrammaticata (ah, la virtu simbolica dell'anacoluto!) che sa tanto di sospiro. Manca il capitolo sulle lasagne della mamma o quello sul sugo pomodoro-basilico della nonna che stava in campagna, poi il libro raggiungerebbe la perfezione del genere.
Virtù letterarie da tanti scovate nel testo, dove siete? Ah già, state sfogliando quelle rivistacce che si trovano dalla parrucchiera, che subliminale goduria.
Riassumendo: un libro breve, e pure futile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Anna anna-m@katamail.com (06-04-2002) Leggero come una piuma eppure così profondo.... Delerm precorre il cammino di Marc Levy. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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