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Titolo | Gap |
| Autore | Fois Marcello | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
|  | | Dati | 1999, 168 p. |
| Editore | Frassinelli
(collana Narrativa) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La recensione de L'Indice |

scheda di Bertini, M. L'Indice del 1999, n. 07
Parlare di questo gap in una pagina dedicata ai gialli può sembrare fuori luogo: non siamo di fronte a un poliziesco, ma a un’atipica storia di fantasmi, generata dalla spessissima nebbia che in un sabato notte del marzo 1995 avvolge autostrada e campagne non lontano da Ferrara.Proprio in quella nebbia, in una sorta di volontario accecamento autodistruttivo, tre ragazzi – Gino, Sonia, Rossella – lanciano un’auto veloce e costosa in un viaggio insensato, che in realtà è un rito funebre: ripercorrono la strada su cui è morto, un anno prima, l’amico inseparabile di Gino,Robi, che era anche il fedifrago e riluttante innamorato diRossella.Tra alcool, pasticche e telefonini, tra frammenti di memoria e smozzicate, afasiche conversazioni, l’assente Robi invade il presente degli amici sopravvissuti: metaforicamente, il suo fantasma pesa sulle loro vite.Ma non è l’unico: incongrua, emerge dal buio una ragazza in bicicletta, con gli scarponi, emergono i partigiani che la aspettano, che con lei dovrebbero portare a termine un’azione di guerra, e i nazisti che la ammazzeranno.Nel non-luogo della nebbia, le coordinate spazio-temporali hanno perso senso e valore, e una notte del 1945 e una notte del 1995 si sono misteriosamente intrecciate e sovrapposte.Siamo di fronte a una sorta di danza macabra in cui le morti atroci e remote della guerra sembrano specchiarsi in quelle, insensate e recenti, delle stragi del sabato sera.Da questa idea di fondo – del tutto estranea al giallo – Fois ricava una struttura narrativa che, invece, ricorda molto da vicino i complessi congegni di storie parallele messi a punto proprio da un giallista, Andrew Klavan, in qualcuno dei suoi polizieschi migliori (L’ora delle bestie, Tea, 1995;Prima di mezzanotte, Longanesi, 1996).Così come in Klavan ci troviamo a seguire il disegno di esistenze reciprocamente estranee, che solo al termine del racconto troveranno un punto di contatto, anche in gap le vicende di tre generazioni, raccontate a sprazzi, con calcolata discontinuità, finiranno per confluire in un mosaico di sorprendente e dolorosa coerenza.Un sotterraneo reticolo di corrispondenze collegherà, lette le ultime pagine, una serie di vite che il romanziere, in un primo tempo, aveva presentate come irrelate: il fabbro erculeo e il professore ebreo, il padre fascistissimo e la figlia partigiana, la madre di famiglia e il buon tedesco da lei ospitato...La tecnica del poliziesco e il senso tragico della storia avranno lavorato qui, non certo per la prima né per l’ultima volta, nella stessa direzione.
Mariolina Bertini
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