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Mitchell David - Nove gradi di libertà | Il romanzo è organizzato in nove scenari, ognuno scritto con stile diverso, tutti legati da una trama comune che ha come protagonista una figura femminile, Mo Muntervary. Fisico quantista, la donna è in volontario isolamento sull'isola natia, Clear Island, al nord dell'Irlanda. E' da tempo sospettosa di fronte all'organizzazione scientifica per la quale lavora. Finora ha condotto ricerche in ambito elettronico-nucleare per sostenere un movimento asiatico con pretese di ordine globale, ma non si sa a quali scopi siano state usate le sue scoperte...
Media Voto: 4.2 / 5antonio (23-06-2007) Avrebbe sicuramente meritato il punteggio pieno senza il delirio del capitolo finale, quello di Night Train per intenderci. Gli altri racconti sono tutti piacevolissimi: ti fanno pensare a quanto in realtà sia piccolo il mondo. Da segnalare la cattiva rilegatura dell'edizione Frassinelli. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
morgan morganvega@inwind.it (08-06-2004) vicenda profondissima caratterizzata da un dialogo che lega personaggi diversissimi tra loro e che come un filo sottile e trasparente agisce da logos attraverso gli eventi.notevoli gli accenni ad aspetti particolari e interessanti di culture originali e lontane e a nuove affascinanti teorie di vari ambiti(complessità,caos,cognizione quantistica...);a tratti ironico(la comparsa di Borges col "noncorpora"),a tratti disperato.Stupendo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo (20-12-2003) Buonissimo! Mille invenzioni per una storia "circolare" dilatata nel tempo e nello spazio. Comunque, per quanto riguarda il dilemma tra caso e necessità, l'autore (e lo riconosce nella citazione introduttiva) deve tutto a "Il ponte di San Luis Rey" di Thornton Wilder. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandro72 (22-08-2003) Beh davvero un bell'esperimento.
Un libro stranissimo, ma coinvolgente, un raffinato esempio di creatività allo stato puro; non è un capolavoro ma è difficile staccarsene; alcuni episodi sono davvero bellissimi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MarcoM send_to_marco@hotmail.com (08-01-2002) I racconti non mi entusiasmano, per quanto legati l'uno con l'altro. Tuttavia alcuni di questi sono talmente belli e coinvolgenti che al termine del libro (si ostinano a spacciarlo per un romanzo ma secondo me non lo è affatto) dispiace non poterne leggere altri. Il sottile filo conduttore che l'autore utilizza per legare i vari racconti è quasi geniale. Un bel libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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