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Akunin Boris - Pelagija e il bulldog bianco | Chiamata a far luce sulle misteriose morti dei cani di una nobildonna di provincia - zia del vescovo Mitrofanij - suor Pelagija si imbatte in una serie di efferati omicidi. Tutti i cadaveri rinvenuti sono stati decapitati e la polizia locale, influenzata dal potente clero ortodosso della zona, tenta di insabbiare il caso attribuendone la causa a recrudescenze di paganesimo. Questo romanzo è il primo libro della trilogia che B. Akunin, saggista, traduttore e narratore moscovita di origini georgiane, ha dedicato alla figura di Pelagija: investigatrice dall'intelligenza acuta e dall'aria di ragazzina svampita.
Media Voto: 3.25 / 5Ale (02-08-2005) Il buon vecchio Akunin mi delude un pochino. Carino, ma decisamente inferiore a qualunque libro della serie di Erast Fandorin. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Emy (02-11-2004) Sinceramente mi aspettavo di meglio. Innanzitutto dallo stile, ma qui devo fare ammenda perchè so di non apprezzare il narratore esterno che chiarifica struttura e intenti, il quale, invece, fa forse parte di un certa tradizione letteraria evidentemente molto apprezzata. Ad ogni modo, leggendo, ci si fa l'abitudine. In secondo luogo la trama gialla è solo un pretesto per divagare sulla situazione politico-economica della provincia russa di fine Ottocento, questo in linea di massima potrebbe anche essere un pregio, almeno per i miei gusti, ma qui si divaga, forse, un po' troppo liberamente. In terzo luogo la protagonista: Pelagjia è una figura sbiadita per quasi tutto il romanzo, tant'è che solo dal momento dell'entrata in scena del suo alter ego in poi inizia ad acquistare dei segni caratterizzanti. Non demordo e leggerò tutta la trilogia, mi sono affezionata a quei luoghi e voglio darmi un'altra possibilità di apprezzare quest'autore. Per questo il mio voto sale da due a tre! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
claudia rambelli3@virgilio.it (19-03-2004) Mi incanta l'eleganza con la quale akunin
scrive, ha creato personaggi veramente
degni di nota, la storia ha un intreccio
sottile, a volte si sorride delle situazioni
che racconta.
la russia di quel periodo è ben delineata.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mauro mauri tunnel2002@libero.it (18-05-2003) Si tratta del primo romanzo della trilogia con la suora investigatrice Pelagija che B. Akunin (pseudonimo di G. Tchkhartichvili) regala ai suoi lettori. Il libro è molto carino ed è scritto in maniera sublime. E' proprio la raffinatezza della scrittura, il fioretto con cui utilizza le parole lo scrittore, che fanno dell'opera un'autentica sciccheria per gli amanti del genere.Anche la storia non è male (centrata sulle attività investigative dell'originale figura della suora detective Pelagija) purtuttavia non si può certo dire che si tratti di un giallo mozzafiato, avvincente e ricco di colpi di scena. Il libro è tuutt'altro. Interessante anche l'ambientazione nella Russia di fine ottocento, che offre nozioni storiche non sempre conosciute dalla massa. Insomma, un libro decisamente consigliabile. (18.05.2003) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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