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Gavalda Anna - Io l'amavo | Chloé, la nuora, è infelice e Pierre Dippel decide di portarla in campagna. Ma nonostante tutti gli sforzi di Pierre, Chloé è inconsolabile: ha trent'anni e il marito l'ha appena lasciata con due figlie piccole per una donna più giovane. In quella cucina di campagna, appena riscaldata dal crepitio del camino, Pierre comincia a parlare. Di sé e della propria vita. Di quando aveva incontrato l'amore, quello con la A maiuscola, ma non aveva lasciato la famiglia. Di quanto aveva sofferto. E in questa inattesa confessione di un uomo creduto freddo e scostante, Chloé può trovare un messaggio indirizzato a se stessa.
| La recensione de L'Indice |

In primo piano, una donna che non riesce a smettere di piangere, nemmeno quando una delle sue due bambine nota impietosa che ha "gli occhi appiccicati", nemmeno quando il suocero, tanto burbero in apparenza quanto gentile sotto la dura scorza, stappa in suo onore il rosso più prezioso delle sue cantine. All'origine delle lacrime di Chloé, scultrice trentenne che ha sacrificato al ruolo di moglie e di madre un promettente avvenire artistico, il più banale dei drammi domestici: travolto dallÆamour fou, il marito ha abbandonato la famiglia e si prepara, con la consueta faccia tosta, a rifarsi, come si suol dire, una vita. Tra rabbia e sofferenza cocente, Chloé non parrebbe nello stato d'animo migliore per comprendere le ragioni del fedifrago; ma il suo punto di vista sarà gradualmente e profondamente mutato dalle confidenze del suocero, che qualche anno prima ha compiuto una scelta opposta a quella del figlio, cioè ha sacrificato alle convenienze e al decoro familiare la passione irresistibile che lo univa a una giovane donna, trasformandosi in una sorta di gelido automa. La traduzione di Silvia Ballestra è spigliata e gradevole; sarà però opportuno ricordare, anche in questo contesto alieno da ogni grossolana materialità, che impotent significa piuttosto invalido che impotente, come leggiamo a pagina 10. Mariolina Bertini |
Media Voto: 3.6 / 5franca.ar (30-04-2011) E' un libro bellissimo.... crudo ma stupendamente vero.. mi ha spezzato il cuore.. l'ho scoperto casualmente in una biblioteca in una località di vacanza ed al ritono a casa l'ho acquistato... il passaggio più sconvolgente e straziante per me, che all'epoca vivevo una storia molto simile a quella raccontata, è alle pagg. 129-130... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (02-04-2005) Un buon romanzo breve sul rimpianto e sulle scelte d'amore.
Tutto in questo libro è minimalista: la storia, abbozzata dentro pochissime ambientazioni e poche ore. Lo stile della Gavalda, pulito e moderno e anche molto scarno.
E' proprio dal modo di raccontare della giovane francese che voglio partire: la sua prosa è spezzettata, frammentata in paragrafi anche cortissimi e in frasi spesso dense di malinconia e tristezza nella loro brevità.
C'è molto amaro, in questo suo lavoro, ma il suo stile contribuisce ad evitare il lacrimoso.
Mi piace come scrive, perchè sa comunque delineare le cose importanti anche con pochissime parole. Nel contempo non sono sicuro che una prosa così migliori la qualità del romanzo rispetto a qualcosa di più colorato e intimista.
Il vecchio è la figura centrale del libro, e di fronte al camino par quasi di ritrovarsi nelle Braci di Marai. Come in questo libro del grande ungherese, la seconda parte riporta le cose migliori, fino a un finale che regala proprio
all'ultimo la frase più bella e crudele in un contesto generale forse troppo affrettato.
Su queste lunghezze e intensità emotive continuo a considerare I Ponti di Madison County nettamente superiore. Ma la Gavalda sa parlare d'amore come si deve e continuerò a conoscerla e seguirla.
Secondo me questo libro fa il paio con quello di Besson, "E le altre sere verrai", in una sorta di Scuola d'oltralpe del Sentimento amoroso nel terzo millennio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
domenico marmorata1@libero.it (08-11-2003) l'ho scoperta da poco, mi é subito piaciuta
ora sto legggendo un altro di gavalda (vorrei che da..)promette bene . Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Valeria (30-08-2003) Il libro è ben scritto e si legge bene. Inoltre la storia è tra le più realistiche che si possano immaginare. Finalmente anche le amanti assumono una loro dignità e non sempre e soltanto le mogli tradite. I due ruoli di donna sono finalmente sullo stesso piano. Quasi mai mi è capitato in altre storie simili una descrizione tanto veritiera della sofferenza di essere amanti di un uomo sposato.
Non so perchè però, alla fin fine il libro mi ha un po' annoiata.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Orl@ndo orlando_swinton@yahoo.it (17-07-2003) La grazia e la leggerezza di certi film francesi contraddistinguono questo breve romanzo. Consigliato a chi ama i dialoghi ben scritti, a volte taglienti, a volte teneri.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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