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Thackeray William M. - Pendennis | Una bella mattina, nel pieno della stagione londinese, il maggiore Arthur Pendennis arrivò da casa, com'era sua abitudine, per fare colazione in un certo club di Pall Mall, del quale era uno dei principali fiori all'occhiello. Il maggiore faceva invariabilmente la sua comparsa alle dieci meno un quarto, con degli stivali lucidati di nero come non se ne trovavano in tutta Londra, una cravatta da mattina a scacchi che restava senza grinze fino all'ora di cena, un panciotto di pelle di bufalo con la corona della sovrana...
lettore comune lettorecomune@yahoo.it (15-11-2004) Thackeray (1811-1863) scrive Pendennis dal novembre 1848 al novembre 1850. Non ha ancora quarant’anni, è solo perchè la moglie Isabelle Shawe è stata internata in un manicomio e ama disperatamente Jane Elton, la moglie del suo più caro amico, William Brookfield. Scrive la sua autobiografia con furia negli ultimi giorni del mese, 32 pagine al mese, confondendo i contorni del suo carattere e del suo destino così come l’inconscio fa con i sogni. Thackeray è un giovane Artur Pendennis legatissimo alla madre (Anne Becher - Helen Pendennis) e alla cugina (Mary Graham - Laura Bell), è sventato, inconcludente e dedito al gioco. Poi cambia pelle e diventa il melanconico amico di Artur, George Warrington, condannato alla solitudine da un matrimonio infelice. Forse a segnare il destino del romanzo e dei suoi protagonisti è, a giugno del 1849, la notizia della gravidanza di Jane Elton che rende definitivamente impossibili le sue fantasie amorose e lo fa precipitare nella malattia. Da allora nutre la malinconia di Warrington con la propria malinconia e lascia che Artur Pendennis viva la propria vita immaginata accanto a Mary Graham. Insomma una bellissima autobiografia onirica che intreccia il ricordo, il desiderio e il rimpianto per le possibilità perdute. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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