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Negli anni '70 nella piccola e apparentemente felice cittadina americana di Ruby in Oklahoma, fondata e abitata unicamente da neri, il conflitto tra generazioni accentua le mai sopite rivalità tra i vari strati della popolazione. Nell'ex convento della città si rifugiano cinque donne di diversa provenienza. La loro presenza viene considerata destabilizzante: il convento è sempre aperto a tutti, a qualsiasi anima persa bisognosa di comprensione. Così è proprio quel luogo, e il singolare nucleo familiare che ci vive, a catalizzare le furie purificatrici e giustizialiste di un manipolo di uomini decisi a riportare la città agli antichi splendori, costi quel che costi.
Media Voto: 3.66 / 5cristina (05-03-2009) non sono riuscita a finire di leggerlo, e per me è raro.... dopo 70 pagine ancora non riuscivo ad entrare nella storia: troppi personaggi, troppi nomi, troppa dispersione, una trama non chiara che non ingranava e non mi coinvolgeva.... se non fosse stato per il sunto di copertina non l'avrei neanche iniziato, eppure nonostante ciò non sono riuscita a dargli fiducia e l'ho abbandonato Voto: 1 / 5 |  |  |  |
chiara gattanera@tiscali.it (10-07-2005) Storia non facile né pacificata di una minoranza nella minoranza, di devianti tra gli esclusi; finisce per smascherare la potente voglia di uniformazione, la smania di potere (che va di pari passo con l’odio e il bisogno di riscatto) che anima spesso anche i reietti, spingendoli a riprodurre l’odio verso il diverso che essi stessi hanno subito. La scrittura di Toni Morrison è semplicemente eccezionale: densa, impegnativa, richiede tutte le energie mentali disponibili. È come guardare immagini decontestualizzate di oggetti colti da prospettive anomale, con la coda dell’occhio: inizialmente non si comprende, non si riconosce neppure cos’è il soggetto riprodotto; poi poco a poco l’autrice inizia a delineare il contesto e le figure e la storia prendono corpo, forma e significato dal/nell’insieme: ciò che era apparso oscuro diventa familiare e comprensibile (anche se restano dei margini di indecifrabile suggestione che resteranno incompresi e anche se il testo è fitto di richiami che necessitano di una ferrata conoscenza del contesto storico-sociale cui Morrison fa riferimento per essere compresi; utile a tal fine il prospetto cronologico in calce al romanzo) e anche il racconto pregresso acquista progressivamente senso fino a che la storia si chiude circolarmente. È un libro che meriterebbe di essere riletto appena finito! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rosarina rosarina.venturacosta@poste.it (14-10-2004) il libro è forse il più completo della Morrison,stilisticamente e a livello contenutistico tocca vertici assoluti.Lo stile è maturo,intenso,una scrittura a morsi di mela.Sa dosare la tecnica a seconda del suo scopo ed è sempre efficace. la narrazione scorre,la storia e le rivendicazioni delle comunità nere è un fiume continuo che dà senso a tutto il suo romanzo mai scontato su questi argomenti.La Morrison cerca di vedere l'effetto privato e sociale dello scontro con le comunità bianche,analizzando in particolare la condizione più sofferente di tutte,quella di essere una donna di colore. Tutto questo senza perdere di vista la natura psicologica ed umana di ogni personaggio.Paradiso è l'analisi di un "organismo" che attraverso i decenni invecchia e si modifica.la cittadina di soli abitanti neri diventa da centro di raccoltà e solidarietà un'arida e benestante comunità bigotta che arriva a uccidere delle donne emarginate che vivono appena fuori paese.Donne emarginate da una comunità emarginata in una gerarchia di rancori e di disperazioni.Assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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