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Fossum Karin - Il bambino nel bosco |
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Titolo | Il bambino nel bosco |
| Autore | Fossum Karin | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,45
(Prezzo di copertina € 17,00 Risparmio € 2,55)
|  | | Dati | 2008, 248 p., brossura | | Traduttore | Podestà Heir M. |
| Editore | Frassinelli
(collana Narrativa) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Una coppia trascorre la domenica passeggiando nel bosco. All'improvviso la giornata viene stravolta: qualcosa è steso ai piedi di un albero, un bambino nudo dalla vita in giù. Morto. I due chiamano la polizia, ma prima che arrivi, Kristine vede con orrore che il marito scatta fotografie della scena con il cellulare. L'ispettore Sejer scopre subito che il bambino era Jonas Lowe, otto anni, e aveva passato la notte a casa di un amico. Ma non ha indizi. Perciò cerca tutti i pedofili noti della zona, interroga i bambini, i genitori e gli insegnanti, senza trovare nulla. E le cose peggiorano quando scompare un altro bambino.
| La recensione de L'Indice |
 Sebbene sia tradotta in Italia dal 2003, Karin Fossum ha raggiunto la massima notorietà quattro anni dopo, in seguito alla premiazione alla Mostra del cinema di Venezia della pellicola di Andrea Molaioli, La ragazza del lago. Il film, che trasferisce dai fiordi norvegesi al paesaggio della Carnia la storia dell'assassinio di una giovane, è infatti ispirato alla trama poliziesca del penultimo romanzo della scrittrice norvegese, Lo sguardo di uno sconosciuto: ossia il secondo caso affidato allo zelante ispettore Konrad Sejer (diventato, nella trasposizione cinematografica, il commissario Sanzio, interpretato da un impeccabile Toni Servillo), uno dei detective più riusciti della letteratura poliziesca scandinava. Più di una caratteristica sembra avvicinarlo a Maigret: è descritto come un uomo di mezza età, dal fisico massiccio, dal contegno compassato, curato esteriormente (le sue camicie sono sempre stirate di fresco così come le scarpe tirate a lucido) e poco propenso al riso. Anche il suo procedere investigativo ricorda da vicino il "non-metodo" del collega del Quai des Orfèvres. Sejer, infatti, si lascia condurre dall'istinto, si immerge nelle atmosfere dei luoghi in cui i delitti sono stati commessi e, soprattutto, indaga la psicologia dei personaggi. L'ispettore norvegese non si accontenta di scoprire l'autore di un crimine, ma si sforza di rintracciare gli occulti meccanismi dell'animo umano che inducono a compierlo ("ho bisogno di una conferma: che la malvagità pura è rara"). La demarcazione tra bene e male, tra vittime e colpevoli è difficile da tracciare. Per questo gli assassini a cui dà la caccia appaiono sempre come "brave persone", soltanto poco socievoli, abitanti in sperdute fattorie circondate da folte foreste e lividi specchi d'acqua. Sono tali anche di fronte ai delitti più aberranti, come quelli raccontati in quest'ultimo romanzo. Nel bosco di Linde, nel sud-est della Norvegia, in una tiepida domenica di settembre viene scoperto il cadavere parzialmente svestito di Jonas August Løwe, un bambino di otto anni di cui era stata denunciata la scomparsa. Sul suo corpicino vi sono evidenti segni di violenza sessuale. Qualche giorno dopo, la sparizione di Edwin Åsalid, un obeso ragazzino di dieci anni, sembra collegarsi alla vicenda facendo temere la presenza di un pedofilo a Huseby e dintorni. Il tema di questo thriller psicologico, altamente raccapricciante e coinvolgente, prende al laccio il lettore, lo raggira giocando sulle sue emozioni, mentre efficace risulta la modalità del racconto che il narratore onnisciente affida ai diversi punti di vista dei personaggi principali. Tra quelli che rivelano gli animi più complessi, e perciò interessanti, spicca quello della sensibile Kristine, responsabile, insieme al marito Reinhardt, del ritrovamento del primo cadavere; tra i più ripugnanti quello del colpevole della morte di Jonas. Lo scioglimento del duplice mistero si fa attendere sette mesi (durante i quali Sejer, coadiuvato dal giovane e ricciuto assistente Jacob Skarre, non disdegna di interpellare un pedofilo pentito piuttosto che un pranoterapeuta), ma giunge decisamente sorprendente, sovvertendo ogni previsione e attesa. Rossella Durando |
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.87 / 5Alina (07-10-2011) Senza essere un capolavoro è comunque un libro apprezzabile. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
etta (07-06-2011) io l'ho letto tutto d un fiato poichè ha una trama coinvolgente, ricca e non banale..è il primo libro che leggo di questo autore ma ne sto già cercando un altro! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Koki (08-01-2011) Bello, come tutti gli altri... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Kat70 (28-03-2010) Karin Fossum scrive molto bene e lo conferma anche in questo romanzo, molto avvincente, coinvolgente e piuttosto originale. C'è però morbosità nel dipingere una società malata e senza speranza dove i personaggi positivi sono dei frustrati e i pedofili hanno una verità da esprimere. Per questo motivo non mi convince del tutto, l'originalità a qualsiasi costo sacrifica spesso i contenuti, come in questo caso. Consiglio piuttosto Amatissima Poona che è decisamente di un livello superiore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Walther1 (19-07-2009) Il romanzo presenta una scrittura scorrevole e pertanto si legge bene. L'intento di studiare i crimini anche dal punto di vista psicologico di chi li ha compiuti da una parte è lodevole, elevando il livello del libro rispetto a tanti altri thriller (spesso troppo netti nel separare il bene e il male, i "buoni" dai "cattivi"); ma, dall'altra parte, rischia di apparire in alcuni passaggi morboso rispetto ad un mondo assolutamente esecrabile e da condannare come quello della pedofilia Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Franco Cavallaro (24-10-2008) Grande thriller , a chi avesse letto solo questo consiglio vivamente tutti gli altri libri della Fossum. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manrico (03-07-2008) ho letto tutto (tranne chi ha paura del lupo) di karin fossum.ho trovato questolibro molto bello.ci sono i temi classici dell'autrice:piccole comunita',delitti improvvisi,motivazioni "futili".mi sento di consigliarlo anche se nella mia classifica personale il libro piu' bello rimane mia amatissima poona . Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lalli (22-04-2008) UN BEL GIALLO FREDDO E TAGLIENTE NELLA MIGLIOR TRADIZIONE SCANDINAVA..GENIALE IL PERSONAGGIO DEL PEDOFILO GENTILE! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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