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Pinkola Estés Clarissa - Il giardiniere dell'anima | L'autrice condivide con i suoi lettori la più bella favola della sua infanzia. Uno zio di origine ungherese, giardiniere di professione e prodigioso raccontastorie, amava ripetere la storia dell'alberello nato in montagna, portato in una casa a Natale e da lì in cima a un grattacielo...
Media Voto: 4 / 5manuel (03-07-2011) Libri come questo o si amano o si odiano, per questo non mi stupisce il commento di elvis. Un libro molto profondo e molto Vero, un libro oserei pure dire profetico! Racconta una storia narrata all'autrice da una persona semplice, umile, un contadino che probabilmente avrà studiato poco-niente...ma quanta Saggezza e quanta Verità si può attingere da queste umili persone!
Lo inserisco nella mia personale lista dei migliori 5 libri mai letti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ale (18-05-2011) leggendo la critica di elvis rimango sconcertata...a nessun libro passato dentro agli acchi e assaporato con più o meno piacere riuscirei a rivolgere un così duro giudizio.
La bellezza delle parole e il loro messaggio è proprietà privata per ogni lettore in cui nessun'altro può gettare disprezzo o discredito.Alla sensibilità di ognuno appartiene il lasciapassare per la propria anima,quel che non passa non può di certo scandalizzarti o ancor peggio irritarti.Lascia dunque il tuo pensiero con un semplice " non mi è piaciuto" senza erigerti a giudice e lascerai a ognuno il diritto di poter scegliere.
Personalmente ho letto questo libro in un periodo molto difficile e quel che mi ha dato è stato di granlunga superiore a quel che il quel momento potevo recepire,mi ha aiutato a vivere... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura (21-12-2006) Quando si legge un film...così come quando si guarda un film non lo si fa mai con la mente aperta e sgombra da tutte le nostre aspettative..ecco perchè quando un titolo non richiama ciò che in realtà ci siamo immaginati lo si trova squallido..noioso e triste..Posso dire solo una cosa di questo libro l'unica cosa triste è la recensione di Elvis che ho letto dopo aver amato questo libro..Io l'ho trovato un piccolo gioiello che per di più infonde la speranza della potenza insopprimibile della vita anche dopo la perdita e l’insopportabile dolore.L’Autrice descrive “la favola più bella della sua infanzia”. “Protagonista è l’anziano zio ungherese della scrittrice, un contadino profondamente legato alla propria terra e attento ai suoi insegnamenti, sopravvissuto a un campo profughi nell’Europa della Seconda Guerra Mondiale e giunto infine in America con gli occhi e la mente colmi di orribili visioni. Ma con la piccola nipotina l’uomo riesce a trasformarsi in uno straordinario narratore di meravigliose storie capaci di infondere serenità e coraggio. Si intrecciano così, i ricordi della bambina di un tempo e la rielaborazione adulta della studiosa…Strutturate come piccole matrioske l’una dentro l’altra, le storie ci regalano frammenti di un’unica verità: la vita si ripete, si rinnova e, per quanto calpestata, sradicata o torturata, essa possiede l’inestinguibile facoltà di rigenerarsi se solo si coltivano la speranza e l’attesa.” (Dal risvolto di copertina). Buona lettura e buon anno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elvis (31-07-2006) Ho dato 1 di valutazione perché non hanno previsto zero meno meno!!!
Mai più mi fiderò solo di una recensione letta su una rivista senza prendere altre informazioni. Naturalmente in libreria non c’era, l’ho prenotato, l’ho aspettato, l’ho pagato un bel po’ per quelle quattro pagine che con una formattazione normale avrebbero ridotto il libro al 20% dello spessore (che era già di poco più di un centimetro) e poi nel leggerlo mi sono disgustata: né capo, né coda, il “libro” (o raccolta di pensieri, o poesia o follia) non inizia mai, è triste non nei fatti ma per quanto sia squallido.
Ho portato a termine la lettura perché avevo speso 12 Euro, ma oggi, a distanza di qualche mese non mi è rimasto proprio niente, né un pensiero, né un’emozione.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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