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Clarke Gerald - Truman Capote |
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Titolo | Truman Capote |
| Autore | Clarke Gerald | Prezzo Remainder - 55%
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€ 8,10
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 9,90)
|  | | Dati | 2006, 504 p. |
| Editore | Frassinelli
(collana Saggi) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| Quando Gerald Clarke cominciò a scrivere la biografia di Truman Capote, lui gli disse: "Non ti rispetterò se non dirai tutta la verità". Frutto di innumerevoli interviste con lo scrittore e con vari personaggi che lo conobbero, nonché di molti documenti personali, questo libro sincero e scandaloso, corredato di splendide immagini - e da cui è tratto l'omonimo film Truman Capote. A sangue freddo, interpretato da Philip Seymour Hoffman - fa un ritratto a tutto tondo di una delle figure più geniali e controverse della letteratura contemporanea. Un'indagine dettagliatissima sulla vita di un autore "maledetto" che pretese di essere sempre e comunque in primo piano. Affidato dai genitori a quattro eccentrici cugini dell'Alabama, Truman cresce con la struggente aspirazione a un amore mai ricevuto e invano ricercato attraverso legami burrascosi. Intelligente, spregiudicato e ambizioso, emerge appena ventenne con Altre voci, altre stanze. è l'inizio di una vertiginosa scalata, con risultati eclatanti come L'arpa d'erba e Colazione da Tiffany. Elfo spiritoso e sfrontato, conteso da star del jet set come Elizabeth Raylor, Marilyn Monroe e Gloria Vanderbilt, si aliena col tempo tanto il bel mondo quanto i critici letterari a causa dei suoi atteggiamenti decadenti, dei litigi chiassosi e delle relazioni "particolari". Nel ripercorrere le tappe di questa esistenza inquieta Clarke scava sotto la superficie abbagliante per rivelare un retroscena di tormentata solitudine, di drammi personali, di naufragio nell'alcol e nelle droghe. Ma quella che ne scaturisce è anche la raffigurazione di un certo ambiente dell'America postbellica, di cui Capote è stato l'interprete più acuto e sensibile.
Media Voto: 3.33 / 5Intrevado Nicola intrevado@hotmail.it (27-04-2009) Capote ha accarezzato la vita con la sua prosa superba e perfetta e , tra un libro e l' altro ,l' ha graffita con le sue unghie laccate , banalmente , tristemente , con il suo vissuto di genere. Certo non da galantuomo. Un personaggio certo al di sopra , talvolta , molto al di sopra delle righe. Non iscrivibile , comunque , nell' ordinaria ovvieta' del quotidiano di un operatore della scrittura. Nel modo piu' assoluto. In questa biografia , ben costruita nello snodarsi della trama , ben strutturata nella classificazione degli episodi , molto , ben documentata dalle note al testo , l' autore si e' concentrato piu' sulla vita che sull' Opera dello scrittore. Evidentemente il disordine agiografico ha vinto sul contenuto oggettivo della produzione letteria. Peccato. Il Capote personaggio fin troppo pubblico , immerso nel pettegolume piu' ovvio e smaccato e stucchevole , nei suoi fiumi di super alcoolici che l' avrebbero portato alla fine prematura , nei suoi tradimenti da ragazzaccio viziato dagli enormi guadagni , dalle vendette meschine e persino vigliacche, dalle piste di coca , dai barbiturici e alle sbornie da Bowery street , ha ben poco da insegnare , se non nulla , a qualsiasi generazione di lettori. Di qualsiasi luogo e periodo. Al contempo , il Capote , grande scrittore , vola alto , nell' empireo dei detentori del talento piu' puro , sublime , e da li' regna sovrano a benedrci con le sue pagine dettate in stato di grazia , in verita' non tantissime come avremmo voluto , ma , senza dubbio alcuno , immortali. Tuttavia , la biografia che , ho letto e poi riletto , non scorre come nell' edizione originale , cosi' come , mi si dice e , questo , forse , e' da attibuirsi alla traduzione. Nello scritto , di tanto in tanto , i paragrafi denotano poca cura della costuzione della sintassi. Non so' , ma , c'e' sicuramente qualcosa di non chiaro nella scrittura , come la mancnza di un indizio in un delitto al quale Capote si e' donato , per garantire il colpevole alla giustizia. E' tutto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Dario drecla@unibz.it (06-03-2006) Una biografia affascinante, appassionante come un romanzo. L'ascesa folgorante di un genio acido e caustico che ha conosciuto praticamente TUTTI coloro che hanno contato qualcosa nel Novecento. E la sua discesa: lenta, inesorabile, di una tristezza quasi insostenibile. Assoultamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimo mingarelli massimomingarelli@libero.it (28-02-2006) Un efficace affresco, una finestra - forse un po' scomoda - lasciata aperta su un'epoca storico-culturale di grande fermento in cui stavano rigenerandosi i nuovi cervelli nel mondo post bellico.
E' interessante immaginare il patinato mondo di quegli irripetibili anni attraverso la cruda ricostruzione di chi quell'epoca non solo l'ha vissuta ma in gran parte ha cotribuito a crearla.
Una vita di eccessi in tutti i sensi che fa pensare non quanto poco sia vissuto ma quanta vita abbia vissuto.
Difficilmente una biografia riesce ad avvincere come un romanzo. Clarke c'è riuscito in pieno, ma bisogna ammettere che col materiale a disposizione è stato facilitato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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