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Pastor Ben - Il ladro d'acqua

Il ladro d'acqua TitoloIl ladro d'acqua
AutorePastor Ben
Prezzo
Remainder  
- 55%
€ 7,65
(Prezzo di copertina € 17,00 Risparmio € 9,35)
Dati2007, XV-379 p., brossura
TraduttoreBonini P.
EditoreFrassinelli  (collana Narrativa)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi

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Descrizione
Nel 304 dopo Cristo, Elio Sparziano, ufficiale e storico, riceve da Diocleziano un importante incarico. C'è un mistero irrisolto infatti che richiede le sue note abilità di investigatore. L'Imperatore vuole scoprire la verità sulla tomba del favorito di Adriano, il leggendario Antinoo, affogato nel Nilo, il cui sepolcro perduto celerebbe la prova di una cospirazione ai danni dell'Impero. Le indagini spingono Sparziano a tornare in Egitto sulle tracce di un enigma coperto dalla polvere di due secoli e di un non meglio identificato Ladro d'acqua. Sulle rive del fiume sacro ritrova vecchie conoscenze e anche un lontano amore, la dolce Anubina, cui lo lega assai più di un piacevole ricordo... Tuttavia, ben presto si rende conto che la sua è una missione ad alto rischio: attentati, omicidi, agguati ed esplicite minacce turbano la sua visita al paese della Sfinge, quando non intervengono le calamità naturali. Ma una volta a Roma, il razionale e coraggioso storico riesce a individuare la pista giusta tra i rovi che infestano ciò che rimane della favolosa villa Tiburtina, una labile traccia che alla fine lo condurrà a una scoperta incredibile, sconvolgente, tale da sovvertire il futuro e cambiare il destino di Roma per sempre.

I vostri commenti
16 recensioni presenti.  Media Voto: 4.18 / 5

legionarius (19-07-2011)
Prima di tutto le cose negative:così come già scritto in una precedente recensione ci sono degli errori che l'autrice ha commesso.Per esempio,gli anfiteatri che nell'impero romano d'oriente non c'erano perché,tranne poche eccezioni,si seguiva la tradizione greca che non ne prevedeva la presenza.Per questo non do il massimo al romanzo.Detto questo,Ben Pastor conferma nella serie dedicata a Elio Sparziano quanto di buono espresso nei precedenti libri.Personaggi con la psicologia ben delineata che, al contrario di quello che accade normalmente nei romanzi storici,hanno una loro credibilità e non sono fumettistici.Descrizione particolareggiata della società romana dell'inizio del IV sec. d.C. in cui l'esercito è la vera forza aggregante dell'impero il quale,seppure percorso dalle invasioni barbariche è ancora saldo e si preparerà,da lì a poco,a un periodo di rinascita guidato da Costantino;trama "fantasy"che risulta comunque accettabile con un ritmo lento che è una delle caratteristiche della scrittura dell'autrice che,a parer mio,non pregiudica la fruizione del romanzo e,infine,rimandi colti ad autori tardo antichi.L'era finale della civiltà romana assomiglia(a ragione secondo me)tanto all'attuale globalizzazione.
Voto: 4 / 5
Salvatore delenda.sc@libero.it (12-11-2010)
Assolutamente perfetto! Ho snobbato questo titolo per diverso tempo visto che detesto i gialli e sopratutto i gialli storici che trovo o ridicoli o antistorici...poi mi son convinto a leggerlo e sono rimasto fulminato dalla trama, dallo stile e e dalla ricostruzione storica! Uno dei pochissimi romanzi storici che davvero ti fanno calare nel contesto che viene raccontato...
Voto: 5 / 5
Alessio (04-03-2008)
Forse non dovrei scrivere queste righe, visto che lavoro in campo editoriale; però anche un “interno” (si fa per dire) all’editoria, nel tempo libero è pur sempre un comune lettore (tanto più che non ha mai lavorato per la casa editrice de “Il ladro d’acqua” e non ha alcun interesse, né diretto né indiretto, nei suoi confronti), e, di conseguenza, ha diritto a un’opinione. Lasciatemi dire, allora, che assieme a “Le benevole” di Jonathan Littell, ho trovato il romanzo della Pastor tra le opere migliori dell’ultimo anno. Forse alcuni lettori saranno rimasti spiazzati dal ritrovarsi tra le mani un “giallo” anomalo, non assimilabile alle letture "veloci" e unidimensionali del genere. E sia, da questo punto di vista è loro legittimo diritto - ci mancherebbe altro - sottolineare l’eccentricità del romanzo rispetto ai canoni (e ai luoghi comuni) del giallo storico. Ma lo stile, le atmosfere, i personaggi, la capacità di dipanare un intreccio a più dimensioni, senza smarrire un solo filo, la poesia e la sottile amarezza di fondo che innervano il racconto, questo e altro fanno de “Il ladro d’acqua” un eccellente romanzo, senza etichette.
Voto: 5 / 5
tito (03-03-2008)
Non capisco l'entusiasmo che colgo in alcuni commenti. Francamente, a me il romanzo, per quanto ben scritto, è apparso fiacco e pochissimo coinvolgente, coronato per di più da un finale alquanto deludente. Da collocarsi tra la melatonina e il librium.
Voto: 2 / 5
falusio71 f.oblomov@virgilio.it (24-01-2008)
un bel romanzo. L'indagine imperiale di Sparziano si dipana nel misterioso Egitto e in una Roma affascinante e disincantata, resa mirabilmente in tutto il suo dolente ma orgoglioso declino con un tocco femminile che ci richiama (mutatis mutandis) la delicatezza della Yourcenar. I personaggi colpiscono con immediata empatia. Un protagonista patriota romano che romano non è, che ha dedicato nella solitudine delle guarnigioni la sua vita a Roma e che Roma non conosce. Un arguto e infido nemico, una donna del passato, smaliziati commilitoni di province lontane, spie e sicari. I risultati dell'inchiesta sono forse improbabili o storicamente confutabili? E che importa?
Voto: 4 / 5
barbara (08-01-2008)
bello, bello, bellissimo!!
Voto: 5 / 5
Nadia (12-10-2007)
Uno dei migliori romanzi storici che ho letto negli ultimi tempi, di grande fascino, con una sua magia tutta particolare, e dei personaggi, soprattutto Elio Sparziano, per i quali finisci per innamorarti. E´un romanzo abbastanza lungo, ma non sono riuscita a staccarmene fino alla fine. Fossero tutte cosi le storie ambientate nellÍmpero romano!
Voto: 5 / 5
raffaele mambella (10-10-2007)
Sparziano è considerato dagli storici una sorta di pseudonimo del vero scrittore della Historia Augusta, scritta non sotto Diocleziano ma pare sotto Costantino; si citano per ben due volte le popolazioni dei saraceni, credo per indicare le popolazioni arabe, ma questo nome non appare mai nel mondo latino, ma cristiano, alquanto tardi e non certo nel IV sec.d.C.; la ricostruzione del Palazzo di Spalato è alquanto inverosimile: si parla di un imperatore che fa coltivare cavoli nel suo giardino, quando questi appariva a tutti come un dio sulla terra e tutto il palazzo residenziale era inaccessibile ai più e solo alla corte imperiale, le cui guardie del corpo erano persino eunuchi, senza sesso, perchè potevano essere a contatto dell'imperatore, che mai avrebbe parlato nel modo usato dalla scrittrice a un suo suddito e lo avrebbe ricevuto così familiarmente; ad Antinopoli non vi era un anfiteatro, essendo città greca, come Alessandria d'Egitto, che pure non aveva alcun anfiteatro; l'obelisco pinciano si dice nel romaqnzo essere stato a Villa Adriana ed essere stato poi trasportato via da Eliogabalo ( questo potrebbe anche essere avvenuto, ma allora non si spiegherebbe il suo ritrovamento al Circo Variano presso Porta Maggiore, se la tomba e quindi l'obelisco stesso fossero stati, come afferma la scrittrice ( e qui l'ipotesi non ha alcun fondamento) presso i giardini vaticani; si dimentica che una presumibile tomba-tempio di Antinoo è stata proprio ritrovata a Villa Adriana, di cui si cita uno strano mausoleo circolare non presente nel sito attuale; per convalidare l'ubicazione dell'obelisco se ne falsifica l'iscrizione che afferma espressamente di "essere, assieme alla tomba di Antinoo, nei giardini del principe di Roma", arrivando ad affermare ( non so con quale fondamento) che la parola "principe" può essere anche letta al femminile ( dunque: " i giardini di Roma principessa??). Si puiò ancora continuare, ma è meglio lasciar perdere, considerando che un romanzo è sempre opera di fantasia.
Voto: 2 / 5
MANUELA (08-09-2007)
Ho letto Il ladro d’acqua quest’estate in vacanza, ad Antalya, in Turchia, una delle città fondate proprio dall’Imperatore Adriano che viene rievocato nel romanzo di Ben Pastor. Non volevo più ripartire (ma questo è normale quando si è in vacanza), ma non volevo neppure che il romanzo della Pastor finisse. Esistono luoghi e libri che hanno una loro magia. Non sono molti, in particolari i libri, ma Il ladro d’acqua è uno di questi. Mi è piaciuto davvero tanto e mi ha fatto venire voglia di saperne di più su Adriano, Antinoo e lo stesso Elio Sparziano, personaggi storici che la Pastor descrive in tutta la loro umanità, sia nelle loro luci che nelle loro ombre, sino a farli sembrare uomini in carne e ossa, ancora tra noi.
Voto: 5 / 5
Giovanna (05-09-2007)
Un libro che ricorda i mosaici della Roma antica: nitidi, precisi, pieni di dettagli da gustarsi senza fretta. Forse qua e là c’è qualche eccesso di descrizione, ma la storia va avanti con l’apparente tranquillità di un fiume che scorre senza scosse, per poi, nell’ultima parte, rompere gli argini e inondare le campagne con effetti spettacolari. Lo stile e i personaggi sono sviluppati con grande gusto, ma trattandosi di Ben Pastor non è certo una novità. E poi c’è il richiamo tra le righe all’attualità politica degli USA: dubito che questo libro sia piaciuto ai “falchi” americani, il che, per quanto mi riguarda, è un altro pregio.
Voto: 4 / 5
Filippo (03-09-2007)
La preparazione della Pastor sulla Roma del IV secolo è indiscutibile ed è questo pregio che eleva il libro sulla schiera di pseudo gialli storici che affollano il mercato. Il problema, pur nella buona scrittura e nella discreta caratterizzazione dei personaggi, è un ritmo non esattamente travolgente e soprattutto un finale che dispensa sì un colpo di scena ma anche una spiegazione che lascia attoniti. Se siete appassionati del genere, probabilmente è poco influente.
Voto: 2 / 5
Alfonso (29-06-2007)
Dal tedesco Martin Bora al latino Elio Sparziano, cambiano le epoche, cambiano i paesi, cambiano i casi su cui investigare (quello de “Il ladro d’acqua” ha addirittura risvolti apocalittici), ma, per nostra fortuna, non cambiano gli ufficiali-gentiluomini. Buon mystery esotico, un po’ riflessivo e un po’ d’azione, molto progressista e assieme molto conservatore, senza che in questo vi sia alcuna contraddizione. Folgorante il personaggio di Ben Matthias, ebreo sionista in anticipo sui tempi, con un’ironia che non risparmia niente e nessuno.
Voto: 4 / 5
Maria (27-06-2007)
Questo è un romanzo che dovrebbe essere adottato nelle scuole come libro di testo, non solo perché “insegna divertendo” (l'ambientazione è di grande impatto, il racconto dell’inchiesta del protagonista è notevole, i personaggi sono molto indovinati), ma soprattutto perché spinge il lettore ad amare il passato, l’antichità, quella dimensione apparentemente lontana nei secoli senza la quale, però, è impossibile capire chi siamo e dove andiamo. E tutto questo senza annoiare o avere la pretesa di impartire lezioni. Un risultato davvero eccellente, di questi tempi.
Voto: 5 / 5
oreste60 (25-06-2007)
Ho letto tutti i libri pubblicati fino ad ora della Pastor, ma, pur amando la serie di Martin Bora (soprattutto “Lumen” e “La Venere di Salò”), “Il ladro d’acqua” rischia di diventare il mio preferito. Il cambio d’epoca (dalla seconda guerra mondiale all’impero romano in decadenza) ha dato nuova benzina alla creatività di questa scrittrice, e il risultato, vuoi per l’intreccio, vuoi per i personaggi, proprio non delude, anzi!
Voto: 5 / 5
Katia (19-06-2007)
Salutare antidoto ai molti “polpettoni” indigesti sull’antichità che affollano i banchi delle librerie. Scrittura parecchio al di sopra della media, storia intelligente, magnifico doppio colpo di scena finale, una capacità unica di incantare con i paesaggi e le atmosfere. Un ottimo giallo storico dove la Storia antica (e non qualche storiella a base di toghe e triclini) c’è davvero. Consigliabile a chi vuole andare in vacanza in Egitto senza accontentarsi delle Piramidi, oppure curiosare tra i resti archeologici meno conosciuti di Roma senza troppi turisti tra i piedi.
Voto: 5 / 5
Loredana (13-06-2007)
Bel romanzone epico, molto divertente, con un’ambientazione affascinante e poco sfruttata quando si parla di impero romano (l’Egitto sotto il tallone coloniale di Roma; il delta del Nilo sommerso dalle piene). Il bello della storia, oltre alla botta di genio del Ladro d’Acqua, è il suo continuo riferirsi all’America contemporanea pur occupandosi del quarto secolo dopo Cristo. Terrorismo, integralismo, congiure, guarnigioni militari in Paesi conquistati con la forza, multiculturalismo, gay, diritti civili, questione israeliana, multinazionali e servizi segreti, in pratica non manca nulla (tranne forse il rock&roll), e mi sa tanto che ogni riferimento a eventi e personaggi realmente esistenti, sia del tutto… voluto.
Voto: 5 / 5

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