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Merini Alda - Francesco. Canto di una creatura |
Chi era Francesco d'Assisi? Vagabondo, "folle d'amore", "elemosiniere di Dio", è una figura affascinante e provocatoria. Attorno a lui si sono appassionati, e talora divisi, laici e religiosi, credenti e scettici di ogni tempo, ma soprattutto coloro che non smettono di interrogarsi sul senso e sul destino della fede. Ostinato, irruente, libero come nessuno, Francesco compie il gesto più difficile per un uomo: con la sua scandalosa, coraggiosa "svestizione" perde un padre ma trova una sposa delicata e dolcissima, la Povertà, il cui "manto di sacco", pur "pieno di rattoppi / era una veste angelica". Ed è proprio come "apostolo di sogni", "contadino di fede", insieme terribile e tenero, che Francesco ci viene incontro in queste pagine, che restituiscono tutta la tensione, non priva di fragilità e turbamento, del santo di Assisi, di colui che, come ci ricorda lo scritto di Gianfranco Ravasi, non ha voluto innalzare "barriere di orgoglio e di ricchezza contro il vento dello Spirito". Nelle poesie di Alda Merini, negli echi di questi versi in forma di monologo, o preghiera, che possiedono la sapienza di un canto d'amore mistico e la forza di una lauda, il santo ritrova tutta la sua sostanza vitale, la sua gioia, follia e pietà. E diventa un'icona di amore e redenzione incomprensibile alla ragione.
Media Voto: 5 / 5Leonardo leocaramia@libero.it (20-12-2008) Ancora una volta, la Merini ci regala l'ennesima perla della poesia italia contemporanea. Ella stessa si fa "canto della carità". Ella stessa diventa la voce del Santo e il "ponte buttato tra la tua morte e la tua resurrezione".
Lo consiglio vivamente. Voto: 5 / 5 |
Rosa Dimichino (12-11-2007) Un libro eccezionale, da regalare a Natale, questa lauda francescana di Alda Merini, la maggiore poetessa italiana vivente, candidata al Premio Nobel nel 1997. Magistrale come sempre la prefazione di Gianfranco Ravasi, con le sue finissime sottolineature; commossi i ringraziamenti finali dell'editore amico della poetessa, il quale dichiara di averle dato lui stesso, dopo una veglia di preghiera presso la tomba del santo ad Assisi, la suggestione di questo monologo.
Alda Merini riassume in versi folgoranti la parabola terrena di Francesco: "Sono diventato vertice della carità/ perché Dio un giorno / immeritatamente / si è chinato su di me / e mi ha baciato le mani". Di qui l'amore infinito di Dio, che chiede il contraccambio. Per questo a conclusione la Merini sintetizza: "Io sono diventato / il ponte buttato tra la tua nascita / e la tua risurrezione. / Camminate sopra di me, / calpestate Francesco / per arrivare fino al Calvario". Voto: 5 / 5 |
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