IBS
Carrello Lista desideri Login Registrati Aiuto e FAQ Buoni regalo Spedizioni
Ricerca Ricerca avanzata 
Libri
Leggo
Reparti libri
Architettura e urbanistica
Arte e fotografia
Astrologia ed esoterismo
Biblioteconomia
Biografie
Casa, hobby e tempo libero
Cinema, tv e spettacolo
Classici greci e latini
Cucina, cibi e bevande
Diritto
Economia e management
Educazione e formazione
Enciclopedie e opere di consultazione
Fantascienza
Fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, ecologia e ambiente
Gialli, horror, noir
Guide turistiche e viaggi
Informatica
Ingegneria e tecnologia
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, lingue straniere e dizionari
Medicina
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Salute, famiglia e benessere personale
Scienze
Società, politica e comunicazione
Sport
Storia e archeologia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Zola Émile
Nuovi titoli pubblicati da Medusa Edizioni

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi MP3
DVD Blu ray
Games eBooks
Tutte
Informativa sulla privacy
Narrativa straniera  Classica (prima del 1945) 

Zola Émile - Il dottor Pascal

Il dottor Pascal TitoloIl dottor Pascal
AutoreZola Émile
Prezzo
Sconto 15%
€ 18,70
(Prezzo di copertina € 22,00 Risparmio € 3,30)
Dati2008, 336 p.
TraduttorePasini E.; Porro M.
EditoreMedusa Edizioni  (collana Le porpore)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

Aggiungi alla lista dei desideri 
nectarQuesto prodotto dà diritto a 19 punti Nectar.
Per saperne di più
Invia la prima recensione|
Condividi  Email Facebook Twitter altri
Descrizione
Pubblicato da Zola nel 1893, il romanzo "Il dottar Pascal" costituisce il vero e proprio testo "teorico" del ciclo dei Rougon-Macquart, che comprende fra gli altri "Germinal" e "II ventre di Parigi". Pascal è fratello di Eugène, che è salito nella vita politica fino alla carica di ministro, e di Saccard, che si è arricchito con le speculazioni immobiliari e borsistiche. Medico e genetista ante litteram, Pascal ha accumulato tutta la documentazione relativa all'albero genealogico della famiglia cui appartiene; e la esamina sulla base dei principi scientifici del naturalismo di Zola, studioso di Darwin e Weismann. Convinto sostenitore del ruolo dell'ereditarietà nella determinazione dei tratti fisiologici e di carattere, Pascal avverte anche dentro di sé la tara che ha condotto alcuni suoi parenti alla follia o al crimine.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Quando nel 1893 esce Il dottor Pascal (ventesimo e ultimo romanzo dei Rougon-Macquart), la popolarità di Zola è ben salda, ma i professionisti della critica (l'accanito Brunetière in testa) restano fermi nell'ostracismo anti-zoliano. Il ciclo dei Rougon, mal visto sin dagli esordi, tocca l'apice dello scandalo con la pubblicazione del settimo tomo, L'Assommoir; da allora il linciaggio morale contro Zola non conosce misura (le punte più esasperate giungeranno poi con l'Affaire Dreyfus). Lui, Zola, medita tranquillo di raccogliere attacchi e stroncature in un testo mai scritto, Leurs injures; crede fermamente nel suo lavoro e si consola dell'impossibile ingresso all'Académie Françaisecon le migliaia di invidiatissime tirature (in due anni Nana raggiungeva le centosedici).
Di certo, la denuncia sociale di Zola, le sue descrizioni di vizi, ordures e miserie, spiacciono al clima conservatore (quando non reazionario) che si addensa in quegli anni. Il successo editoriale non coincide affatto con apprezzamento e tendenze dell'establishment. Edmond de Goncourt, che nella famosa prefazione di Germinie Lacerteux (1864) aveva invocato il romanzo delle "classi basse", in quella dei Frères Zemganno, tredici anni dopo, invita a rinunciare alla "canaille littéraire" in favore di soggetti più abbienti.
Per Barbey d'Aurevilly – che incarna in tre recensioni di fuoco tutto il risentimento del critico romantico-cattolico – il realismo zoliano scaturisce dalle "due cose mostruose" che stanno soffocando la vecchia società francese, il materialismo e la democrazia. Il punto di vista che avverte un'inconciliabilità tra prosaici sviluppi della democrazia repubblicana e creazione artistica si registra quotidianamente in Flaubert, e poi in Maupassant e nella cerchia Daudet. Il talento naturale di Zola non lo nega nessuno, ma il suo esercitarsi nella "poetica del Disgustoso" (ancora Barbey) ferisce, con forza oggi non facilmente immaginabile, anche lettori neo-illuministi come Anatole France; persino Henry James – il primo, forse, che userà la parola "genio" all'indirizzo di Zola – non può tacere nelle sue prime recensioni il "sacrificio alla volgarità".
La sfortuna critica di Zola nasce dunque prestissimo, quando la ventata che tende a liquidare il naturalismo (Brunetière e Bloy ne teorizzano rispettivamente la "bancarotta" e i "funerali") coincide con le ascese del simbolismo e del decadentismo. Già una dolorosa presa di distanza di discepoli zoliani dal maestro era avvenuta alla comparsa in feuilleton del fosco La Terre (1887). Il nuovo rispetto ai Rougon è A Rebours di Huysmans o il romanzo psicologico di Bourget.
Morto Zola, la sensazione dell'auteur suranné si accentua in modo esponenziale, dato l'avvento di nuove e diversissime epifanie quali la Recherche, il surrealismo, il monologo interiore. L'entrata nel nuovo secolo mitiga certamente le peggiori polemiche contro il pornografo, il "cochon", il senza-patria, il dreyfusardo; ma permangono intatti i luoghi comuni sugli eccessi del realismo, sul parvenu ignorante che assembla confusamente letteratura e documentazione, e soprattutto sulla grettezza stilistica. Curioso che una difesa, sia pur senza clamore (pochi, ma profetici spunti), sia giunta dal fronte insospettabile dei poeti: Mallarmé in primis (assertore, negli anni caldi, di poeticità e ritmo in Zola) e alcune righe dei Cahiers di Valéry, che nella cieca accumulazione zoliana distinguono un sapiente "istinto di simmetrie e risposte" che farebbe di luil'unico romanziere dotato di "composizione musicale".
Però il posto tra i grandi realisti – una linea che da Balzac giunge a Tolstoj e Dostoevskij – gli sarà negato sino a data tardissima dalla pregiudiziale marxista, mai così analitica come nel famoso saggio di Lukacs del 1940. Rispetto al realismo balzachiano – che coglieva le contraddizioni del capitalismo – e alla potenza dei suoi "individui", il naturalismo zoliano, che osserva il divenire fisiologico di una media umana, diventa per Lukacs ben poca cosa; e quando Zola stesso tende d'istinto a uscire dal suo appiattente "sistema scientifico" finisce paradossalmente con il far ricorso a un romanticismo a forti tinte alla Victor Hugo. Personaggi mai davvero memorabili, cornici ambientali potenti ma che non s'innervano nella struttura narrativa… Quella del talento nobilmente engagé di Zola, conclude Lukacs, va ascritta tra le tante "tragedie letterarie" dell'Ottocento.
La "tragedia" tende a concludersi intorno al 1960 con l'ingresso di Zola nella "Pléiade" e con l'avvio dei "Cahiers naturalistes"; il gioco al ribasso voluto per quasi un secolo dalla stampa, dall'università, dagli hommes de lettres cede il campo alla consacrazione di un classico, a un neo-Balzac del Secondo impero, studiato con minuzia sin nei certosini taccuini preparatori, nelle incursioni di critico d'arte, persino nelle prove di fotografo dilettante. A questa revanche inarrestabile si dovrà, di riflesso, in Italia, il discreto numero di traduzioni zoliane dagli anni settanta a oggi, che rimpiazzano con vantaggio quelle edite a inizio secolo da Treves (oggi si annuncia anche un'iniziativa dei "Meridiani" Mondadori).
La tardiva riproposta italiana del Dottor Pascal (non più pubblicato dal 1909 e ora benissimo tradotto da Edi Pasini e Mario Porro, e di Porro è l'imperdibile postfazione) costituisce certo un tassello dei più importanti. Difatti, nel corpus maestoso dei Rougon-Macquart (i cicli successivi sono i più modesti Les Trois Villes e l'incompiuto Les Quatre Evangiles), il romanzo, pur senza la fama di Germinal o di Nana, assolve alla perfetta chiusura di un cerchio.
Sino ad allora Zola non aveva creato un personaggio così autobiografico come Pascal e le stesse linee principali del romanzo sono una sorta di mise en abyme della "situazione" Zola. Entrambi vivono immersi nei fatti della famiglia Rougon-Macquart, all'ombra dell'albero genealogico, raccogliendo meticolosamente appunti, collegamenti, discendenze: il primo, biologo e genetista, per studiare i meccanismi dell'ereditarietà della propria famiglia; il secondo per sviluppare una saga romanzesca che abbia una struttura scientifica ispirata alla medicina sperimentale di Claude Bernard. L'ostacolo di Pascal è la madre Félicité che, da benpensante orgogliosa, tenta con ogni mezzo di distruggere il laborioso dossier di tare e nefandezze familiari; quello di Zola, l'accerchiante malevolenza di tanta critica.
Tutto tende a rendere Il Dottor Pascal, con il suo afflato di ricapitolazione del ciclo, il più epico dei romanzi zoliani: pullulare di riferimenti e leitmotiv di innumerevoli episodi precedenti, congiunzione generazionale tra decrepiti personaggi della prima ora (la zia Adelaide Rougon, classe 1768) e frutti malaticci dell'ultima generazione (l'emofiliaco Charles, classe 1857); e non ultimo, l'autodafé purificatore delle carte di Pascal a opera di Félicité, fiamme che come quelle del Goetterdammerung wagnerianosono termine e azzeramento di una lunga, elaboratissima saga (non è un caso che Thomas Mann accostasse i Rougon-Macquart al Ring di Wagner per la stretta connessione tra naturalismo, simbolo e mito). Alla distruzione dell'immenso dossier sopravvivrà l'albero genealogico, griglia principale del romanzo ma, in prospettiva, icona dell'intero corpus dei Rougon. Non accumulazione smodata di danaro (come in L'Argent), né di mercanzie alimentari (come in Le ventre de Paris), né di abbigliamento femminile (come in Au bonheur des dames): quel che rende emblematicamente più "teorico" Il Dottor Pascal è l'immane cumulo cartaceo di amare verità genealogiche, ammassato e rinchiuso nell' armadio.
Ma non meno che ricapitolazione, questo romanzo è lo sbocco naturale verso tematiche e stile dei cicli zoliani successivi. Il sacerdote Pierre Froment, protagonista de Les Trois Villes, replica non solo l'impegno filantropico di Pascal ma – quel che più conta – quella graduale, inesorabile sfiducia nei dogmi della propria missione: persa la fede, asseconda solidarmente la credulità dei guariti di Lourdes, pur convinto dell'origine isterica del "miracolo" (è il benefico effetto placebo delle siringhe riempite d'acqua che Pascal, emancipatosi da rigorismi terapeutici, ammannisce ai pazienti). La missione suprema, per entrambi, sembra essere l'amorevole propagazione della specie: il figlio lasciato da Pascal (a compenso di una vita di ricerca finita in cenere), i quattro dell'ormai spretato Froment (a sostegno di un'abiura radicale). È il tormentone di un'etica del vitalismo che porterà Zola, nell'ultimo ciclo, alle spossanti settecento pagine di Fecondité (e, cruda coerenza, a negare una firma alla petizione contro la detenzione di un ben illustre "invertito", Oscar Wilde…).
L'insolito "ottimismo" del Dottor Pascal che vede il divino nella vita stessa (una naturalità che si emancipa dalla rinunciataria sofferenza cristiana e dalla cieca fiducia scientista) apre al lirismo zoliano dell'ultima maniera. Aveva ragione Céline affermando che dopo un vertice come l'Assommoir al naturalismo restavano ben poche varianti. La stessa evoluzione di Zola verso suggestioni simboliste e un ammorbidirsi della scrittura lo confermerebbe. Difatti, all'interno della loro grandeur architettonica che tanto inquietava i diretti testimoni, i Rougon-Macquart celano sottigliezze, diversioni, turgori, visioni, ben oltre il naturalismo; non si finisce di intuirne ascendenze e rimandi. "Tanto peggio per noi – affermava un contemporaneo – se è arrivato un uomo che non si spaventa di niente".
Carlo Lauro

I più venduti di Zola Émile
1.L' AssommoirL' Assommoir
(I grandi libri)
Garzanti Libri
€ 8,08
2.GerminaleGerminale
(Einaudi tascabili. Classici)
Einaudi
€ 11,48
3.Al paradiso delle signoreAl paradiso delle signore
(Classici)
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
€ 10,90
4.Nanà. Ediz. integrNanà. Ediz. integrale
(Grandi tascabili economici)
Newton Compton
€ 5,10
5.GerminaleGerminale
L'Espresso-Div. La Repubblica
€ 3,10
 Tutti i libri di Zola Émile
Chi sceglie questo libro legge anche
Balzac Honoré de
Fontane Theodor
Galsworthy John
Goncourt Edmond de
Goncourt Jules de
Hardy Thomas
Maupassant Guy de
Pellini Pierluigi
Ramuz Charles F.
Turgenev Ivan
Ricerca Ricerca avanzata
Vai a inizio pagina
Libri
Libri in italiano
Libri in inglese
Libri al 50%
Libri scolastici
eBooks
Film e video
DVD
Blu-ray
Musica
CD musicali
Vinile
MP3
DVD musicali
Blu ray musicali
Games
Personal computer
Nintendo Wii
PlayStation 3
PlayStation 2
Xbox 360
Sony PSP
PS Vita
Nintendo DS
Nintendo 3DS
Download
eBooks
MP3
Il mio IBS
I miei dati
I miei ordini
Le mie preferenze
IBS Premium
Lista dei desideri
IBS consiglia

 

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Condizioni generali di vendita
Informativa sulla privacy
PuntiNectar

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti
Lavora con noi

• Seguici su  Facebook Twitter

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Informazioni generali)
Accesso alla sezione riservata Partnership Programme IBS
Accesso alla sezione riservata TradeDoubler

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa: Daniela Ravanetti


Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it
Librerie Giunti al Punto
Mel Bookstore
Librerie Ubik


Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.



Copyright © 1998-2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

 



Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON