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Bernhard Thomas - Cemento | Per scrivere il suo studio su Mendelssohn Bartholdy, il narratore, Rudolf, ha bisogno di essere a casa propria, in campagna. Ha dunque atteso con impazienza la partenza della sorella, venuta a trascorrere qualche giorno con lui. Ma non era stato forse lui a invitarla, proprio perché non riusciva a mettersi al lavoro? Così, dopo la sua partenza, Rudolf non riesce ugualmente a scrivere. Avverte dovunque la presenza invadente di lei, sente il suo discorso protettivo, ironico, provocatorio... Rudolf penserà di sfuggirle intraprendendo un viaggio. Ma il suo soggiorno a Palma non farà che rianimare in lui il ricordo di un dramma di cui è stato testimone anni prima: un suicidio, un fatto di cronaca di desolante banalità.
Media Voto: 5 / 5MDM (03-09-2010) Uno dei libri più "leggeri" di Bernhard ma lo stesso geniale.
La situazione del narratore è realistica, il narratore per liberarsi dalla mortale solitudine invita la sorella da lui ma proprio quando le telefona per invitarla lei risponde che aveva proprio intenzione di passare a trovarlo, così arriva, però dopo qualche giorno lui non la sopporta più; lei è una persona di successo, lui è un semi fallito che si occupa delle famose "riflessioni sullo spirito" bernardiane, rintanato in casa tutto il tempo, lei è commerciante e denigra tutto il comportamento del fratello, gli inutili studi che lo avvicinano alla pazzia e che non servono a niente come è dimostrato dalla sua situazione, mentre per diventare ricca non ha mai studiato nulla; l'amore per la musica e per la letteratura sono distrutti da lei. Allora il narratore vorrebbe mandarla via ma non può perchè è stato proprio lui ad invitarla, mentre potrebbe se fosse stata lei a farsi invitare...la situazione sarebbe diversa, ma purtroppo non è stato così...
Grande Bernhard, come al solito! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
G.L. (22-10-2008) inarrivabile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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