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Yeats William B. - Crepuscolo celtico |
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Titolo | Crepuscolo celtico |
| Autore | Yeats William B. | Prezzo Remainder - 55%
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€ 8,32
(Prezzo di copertina € 18,50 Risparmio € 10,18)
|  | | Dati | 2001, 156 p., brossura | | Curatore | Copioli R. |
| Editore | SE
(collana Testi e documenti) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| "Come ogni artista, ho desiderato creare un piccolo mondo dalle cose amabili, belle, essenziali di questo mondo imperfetto e informe, e offrire così una visione del volto dell'Irlanda a quelli della mia gente che accettino di volgere lo sguardo dove io indico. Per questo ho trascritto con cura e candore gran parte di quel che ho udito e visto non aggiungendo altro che fosse frutto della mia immaginazione, se non sotto la veste del commento. Non mi sono comunque preso cura alcuna di distinguere tra le mie credenze e quelle popolari, ma ho piuttosto lasciato che i miei uomini e le mie donne, i folletti e gli esseri fatati, continuassero ad andare per la loro strada senza essere toccati né da critica né da difesa. Le cose che un uomo ha udito e visto sono i fili che intessono la vita, e se questi li districa delicatamente dall'aggrovigliata conocchia della memoria, chiunque lo desideri può intesserli e rivestirne le idee che più gli aggradano. Anch'io mi sono tessuto il mio abito, così come altri, e cercherò di tenermici caldo, ben felice se non mi farà sfigurare" (William Butler Yeats).
guglielmo aprile guglielmo.aprile@hotmail.it (16-01-2012) Yeats è l'aedo del modno cdeltico scomparso e segretamente ancora vivo. Vivo nei cespugli di erica, nelle ginestrwe sulla riva, nelle onde e nel vento, nei cigni e nei corvi sui comignoli delle case: in ogni dettaglio fisico del mondo il poeta sa riconscere la presenza di uno spirito, di una forza invisibile che continua, tenace, ad abitare le forme sensibili dell'universo. I fenomeni non sono inanimati, soggetti alle sole leggi della ragione, ma pulsano di un'energia vivente che è lo stesso manifestarsi epifanico del divino. Un divino non astratto e filsofico, ma vibrante di quel mysterium tremendum et fascinans che era alla base dei culti anteriori al Cristianesimo. Pastori e pescatori irlandesi ancora onorano gli Dei, sanno che non sono morti, e che dal sibilo delle loro labbra ogni giorno il miracolo dell'esistenza si rinnova. L'Irlanda è pervasa da questa attesa ininterrotta che il regno del sogno si mostri ai mortali: terra in cui il più semplice scoiattolo su un ramo, o gregge di pecore sul declivio di una collina, o mucchio di pietre nel mezzo di un pascolo, possono da un momento all'altro elevarsi a segno, e i versi degli animali nel bosco un mucchio di pietre ai piedi di un albero farsi presagio. Gli Irlandesi sono ancora così, all'epoca di Yeats: un popolo di sognatori, anime fanciulle a cui il cuore magico del mondo non ha mai smesso di confidare il suo canto.
guglielmo aprile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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