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Glauser Friedrich - Outsider |
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Titolo | Outsider |
| Autore | Glauser Friedrich | Prezzo Sconto 10%
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€ 7,65
(Prezzo di copertina € 8,50 Risparmio € 0,85)
|  | | Dati | 2008, 67 p., brossura | | Curatore | De' Grandi G. | | Traduttore | Bianconi S. |
| Editore | Casagrande
(collana Alfabeti) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Bambini innamorati e subito feriti nei sentimenti, adolescenti in fuga, trentenni persi e irriverenti al cospetto dello psichiatra. Il tema eterno della ribellione all'autorità in quattro racconti inediti di Friedrich Glauser.
| La recensione de L'Indice |
 Anche questi quattro racconti dello svizzero Friedrich Glauser (due scritti in francese e due in tedesco), ora riportati alla luce, nascono all'insegna di un irrimediabile male di vivere. Il primo, Nouvelle, come informa Gabriella de' Grandi nella premessa, è del 1915, ed è opera di un autore ancora ventenne, ma già con un tentativo di suicidio alle spalle. Dal primo testo, più acerbo, fino agli altri, via via più maturi, Glauser ingaggia un corpo a corpo con la figura del padre e/o con quella dell'autorità volta per volta diversamente incarnata: la legge, il manicomio, la chiesa. Nel primo, il padre misogino spiana con le sue parole la strada alla prima delusione amorosa del figlio che, scoperta con un altro la ragazza di cui era innamorato, scrive i primi versi, versi "aspri e amari, colmi di disgusto per la vita". Negli altri si sviluppa invece un ininterrotto soliloquio dinnanzi a presenze allucinatorie (Il piccolo e Tre notti) o un monologo rivolto al proprio psichiatra (Outsider). Ora è proprio il padre a parlare, lamentando la scomparsa del figlio con il quale, è vero, era troppo duro, come suo padre stesso era stato con lui (un padre però non può essere amico del figlio), scontando la solitudine davanti a un dio silenzioso come quello di Camus. Ora è il figlio che, come in uno specchio, o con gli occhi rovesciati all'interno per osservarsi il cervello, esplora la propria coscienza di parricida e, nella critica della famiglia, invoca il Cristo che era venuto a separare il figlio dal padre: "Perché era l'unico a conoscere le radici del male di cui soffriamo". Fulminea considerazione che anticipa la concezione patogena dei legami parentali di un David Cooper e del suo La morte della famiglia. Il padre è qui il detentore di un potere che vorrebbe a sua volta reprimere e sopprimere, il portatore di una legge morale inflessibile perché in qualche modo consapevole della propria labilità. Legge che, come in Kafka, fa paura. Enzo Rega |
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