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Pym Barbara - Quartetto in autunno |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Concilio, C., L'Indice 1993, n. 3
Già nel titolo di questo libro risuona un ossimorico accostamento di aspro e dolce: l'autunno, stagione incerta, preludio d'inverno in tono minore; e un quartetto che evoca l'armonico accordo di elementi affiancati, quasi a formare una cosa sola. C'è poi in copertina disegnato uno scoiattolo intento a rosicchiare una noce, sottratta appunto a quell'imminente inverno. In verità, oltre questa superficie si trova un quartetto proprio bizzarro e per nulla armonico. I quattro personaggi che lo compongono, due uomini e due donne, qualcosa in comune pure ce l'hanno: nel loro autunno anagrafico hanno tutti "superato la sessantina". Ma ciascuno vive rinchiuso nella propria idiosincrasia - intesa secondo l'accezione britannica del termine - rinchiuso, vale a dire, nella propria peculiare stravaganza; ciascuno a suo modo radicato nella propria indipendente ostinazione e, come lo scoiattolo, disposto a rosicchiare ancora qualcosa alla vita. Solo in apparenza si tratta di un romanzo "minimalista", pronto a registrare i piccoli e semplici avvenimenti della quotidianità, perché invece niente è scontato in questo libro. Le figure presentate dall'autrice si muovono a loro agio e con intraprendenza per le strade di Londra, si incontrano e si evitano, e nella loro ritrosia ad usare le parole, per timore di essere invadenti o inopportune, sono piuttosto le loro gesta, atti di inaspettata generosità, timidi segnali di reciproca solidarietà, a dimostrare un desiderio di esplorazione di questa nuova età del pensionamento, non priva di sorprese.
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