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Parker Dorothy - Gli uomini che non ho sposato | Tra una telefonata e una chiacchiera, tra un party e un pranzo, un pettegolezzo e un segreto, gli uomini e le donne di Dorothy Parker si inseguono da un capo all'altro della città più eccitante del mondo, l'eterna New York, dove in quegli anni perduti si balla il charleston e si beve di nascosto nei bar più malfamati a causa del proibizionismo. Eppure, anche nella loro fatuità, questi allegri personaggi non si stancano di darci piccole e grandi lezioni di vita.
| La recensione de L'Indice |
 Non sorprende che i folgoranti racconti di Dorothy Parker vengano riproposti in nuove ristampe, a dispetto del lungo silenzio editoriale italiano, spezzato solo negli anni novanta con la pubblicazione della raccolta Tanto vale vivere (La Tartaruga). In questo volume vengono riproposti tredici fra racconti e brevi saggi che Parker aveva escluso dalla pubblicazione della sua opera omnia The Portable Dorothy Parker del 1944. A rileggerli se ne ammira l'agilità, l'intelligenza e la modernità dell'impianto narrativo. Alcuni, come ad esempio La giarrettiera, si presentano come densi monologhi interiori, altri, come Che uomo affascinante, si sostanziano essenzialmente di dialogo tra due o più personaggi. Spesso la scrittrice mette in moto il flusso della double consciousness, mostrando un personaggio che al contempo pensa e agisce in modo diverso. Nell'ironicissimo Il banchetto del rospo mette in scena se stessa, elegante e sorridente, seduta al desco di un ospite al cui invito non ha potuto sottrarsi, che passa il tempo prevedendo le mosse degli altri invitati o immaginando i loro pensieri. Anche quando il narratore è in terza persona o anche quando è lei stessa protagonista del racconto, Parker riesce nell'intento jamesiano di rendere la scrittura talmente oggettiva da materializzare i personaggi sulla pagina. Ascoltatrice attenta del cicaleccio della high society che suo malgrado si trovava a frequentare, la perfida ma fragile Dotty sa cogliere tutte le piccole perfidie, i luoghi comuni, le banalità, ogni vizio e le poche virtù della società del suo tempo, in questa serie di racconti il cui filo conduttore è l'incomunicabilità, la non reciprocità affettiva, la solitudine e l'illusione di esserne esenti. Susanna Battisti |
emiliano savage_jaw@yahoo.it (01-03-2007) Una delle più grandi donne della letteratura del secolo scorso e forse di tutti i tempi.Con un linguaggio semplice e comprensibilissimo(Dorothy era una Giornalista con la G maiuscola)si scava nella psiche e nei sentimenti con commovente partecipazione senza mai scadere nel banale.Un approccio minimalista che si sublima nel ritrarre attraverso i dettagli le grandi paure e le nevrosi moderne. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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