|
|  |
Chesterton Gilbert K. - Il club dei mestieri stravaganti |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Tomasi, D., L'Indice 1988, n. 1
Il Club dei Mestieri Stravaganti è un'insolita associazione che ha per affiliati uomini che esercitano una professione a dir poco insolita. Tra i suoi membri troviamo il presidente dell'Agenzia di Avventure Romanzesche, l'inventore del linguaggio danzante, gli attaccabottoni professionisti, il creatore del Tribunale Penale Volontario. Tutti questi originali personaggi sono i protagonisti dei racconti che danno vita a una delle più curiose opere del geniale inventore di Padre Brown. Basil Grant, ex giudice a riposo, è il detective dilettante chiamato a dipanare una serie di intrighi che riportano tutti all'esistenza e all'opera del Club appena menzionato. Chestertonianamente convinto che gli uomini debbano essere innanzitutto puniti per il loro egoismo illimitato o per la mancanza di umorismo, Basil Grant conduce le sue indagini affidandosi alla propria intuizione piuttosto che alla logica dei fatti, convinto che questi ultimi non facciano che oscurare la verità. Ne vien fuori un'affettuosa parodia dei racconti alla Holmes, dei quali viene fedelmente riprodotta la struttura narrativa, permeata da quel tocco ironico e da quel gusto per il paradosso che hanno fatto di Chesterton un campione assoluto e insuperabile della letteratura poliziesca.
|
maurizio .mau. codogno nda-abeb@myamail.com (28-06-2008) Chesterton, almeno in Italia, è noto perché Renato Rascel interpretò i racconti di padre Brown, pretino cattolico (Chesterton si convertì dall'anglicanesimo e scrisse anche libri apologetici) che fa l'investigatore piuttosto a modo suo. Ma padre Brown non è l'unico investigatore creato dalla penna di Chesterton. In questo breve libro sono raccolti sei racconti investigativi. con protagonista Basil Grant, un ex giudice cacciato per pazzia conclamata. Basil è un omone, generalmente vestito di bianco; l'investigatore dilettante sarebbe suo fratello Rupert, ma in realtà è Basil che risolve i "casi". Il punto è che tutti questi racconti sono delle prese in giro di Conan Doyle e del suo Sherlock Holmes. Cito da pagina 17: «Forse sono stupido... anzi, si sa che sono pazzo... ma io non ho mai potuto credere a quell'uomo... come si chiama? di quelle storie straordinarie... Sherlock Holmes. Ogni particolare indica qualche cosa, certo, ma in genere indica la cosa sbagliata.» Chesterton costruisce dei casi assolutamente assurdi, che fanno pensare a incredibili delitti e omicidi, per poi smontarli e farci vedere che non è successo nulla di illegale, ma abbiamo semplicemente incontrato qualche socio del club dei mestieri stravaganti, come l'attaccabottoni che una persona affitta per mandare incontro a uno scocciatore che non si vuole ricevere, l'agente immobiliare di case sugli alberi, o la persona che si presta a fare lo stupido avendo dato al suo cliente le battute da pronunciare perché sembri una persona brillante.
La prosa è piacevolissima e ben tradotta con quello stile ottocentesco (anche se "tennis sul prato" per "lawn tennis" me lo sarei risparmiato), e come bonus ci sono delle immagini della Londra postvittoriana che non si leggono certo nei suoi contemporanei. Una (purtroppo troppo breve) lettura consigliatissima! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Chesterton Gilbert K. |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|