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Jünger Ernst - Nelle tempeste d'acciaio | Ernst Jünger partecipò alla Prima guerra mondiale con i gradi di sottotenente della Wehrmacht. Il suo comportamento in prima linea lo rese leggendario: ferito quattordici volte, ricevette numerosi riconoscimenti al valore, compreso il più alto, l'"Ordre pour le mérite". Portava sempre in tasca un taccuino su cui fissava con precisione gli avvenimenti. Da quelle note, in seguito all'insistenza del padre, si persuase a trarre un libro che avrebbe dovuto intitolarsi "Il rosso e il grigio", in omaggio all'amato Stendhal e ai colori mesti e uggiosi della guerra in trincea. Jünger preferì alla fine l'immagine tratta da un poema medioevale islandese. Oggetto di ambigui entusiasmi negli anni Venti e Trenta, le "Tempeste" appaiono oggi la più agghiacciante testimonianza sulla Grande guerra e l'espressione già perfetta della sovrumana capacità di osservazione di Jünger e della prosa fredda e cristallina che egli ha forgiato.
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.45 / 5francois sanders francois-sanders@hotmail.it (12-02-2010) Si può leggere Nelle tempeste d'acciaio da storici o da filonazisti,ma comunque sia il motivo,non si può evitare di rimanere frastornati,annichiliti e posseduti. Se la Prima Guerra Mondiale è lontana un secolo,l'Uomo che l'ha combattuta è ancora tra noi. Viviamo tutti i giorni affrontando nemici che ci fanno indietreggiare con bombe,pallottole e gas;riconquistiamo posizioni con fugaci atti eroici;ci perdiamo nei labirinti di trincee scavate sempre più profondamente. Quando il rifugio in cui ci siamo nascosti trema sotto i colpi più pesanti,capiamo finalmente che il nemico più temibile è quello che è dentro di noi ed è invincibile perchè continuamente rifornito delle nostre paure.Possiamo allora cancellare l'asprezza di questa guerra solo spiritualizzando la voluttà del pericolo ed il desiderio cavalleresco di vincere la nostra battaglia.
I migliori,gli eroi,si cingeranno il collo con l'Ordre pour le mérite. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Un lettore (13-12-2006) "Nelle tempeste d'acciaio" è un documento fondamentale per la conoscenza della Grande Guerra e del suo mito: personalmente pero' nutro piu' di una perplessità circa l' effettivo valore letterario e umano dell'opera: lo stile secco, essenziale, diaristico diventa spesso notarile, quanto all' aspetto umano, il tanto ammirato "distacco" dell'autore nei confronti della tragedia che stava vivendo in primissima persona fa un po' pensare all'immagine popolare del tedesco tutto d'un pezzo (e un po' testa di legno) che obbedisce agli ordini - individuali o collettivi - senza di fatto chiedersi cosa stia facendo. E' fin troppo scontato contrapporre Remarque a Jünger, io penso piuttosto al nostro buon vecchio Carlo Salsa, il quale nel suo "Trincee" (Mursia) ha descritto tutta la sofferenza e il marciume (e non è una parole a caso...) della guerra di trincea senza mai venire meno al suo onore di soldato, ma anche senza mai accondiscendere alla stucchevole retorica della Grande Guerra "evento epocale" o del combattimento come "esperienza interiore". "Nelle tempeste d'acciaio" è un classico, come tale è impossibile dare un voto: direi 1 dal punto vista umano, 3 dal punto di vista letterario, 5 per la sua importanza documentaria. Ma la cosa migliore è che ognuno legga il libro e dia un proprio giudizio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
D (28-09-2006) Ciò che sconvolge di questo testo autobiografico è l'idea della guerra, vissuta in modo estremamente diverso al modello dominante: né esaltazione nazionalista, né indignazione pacifista...ma la consapevolezza di una lotta in cui i contendenti esprimono il proprio valore. Dolore fisico, sangue, ma anche organizzazione militare, mancanza di odio verso il nemico, spirito di gruppo. In mezzo a rumori martellanti, bombe fumiganti, proiettili, sangue...appare una specie di "immersione irrazionale ed emotiva" in un magma incredibile. Non giova alla narrazione una cadenza diaristica (anche se rielaborata) che qualche volta appesantisce la lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giovanni (21-09-2006) Colossale!
Un libro sulla guerra, nuda e cruda.
L'autore non si perde in riflessioni e congetture sul perchè e sull'utilità della guerra: quelle le lascia per sè. Descrive in modo esemplare gli avenimenti e i rapporti con le persone, belli o e brutti che siano. Non da giudizi, fa il suo dovere di soldato. Esemplare ritratto di una tragedia collettiva, resta tale fino all'ultima riga. Consigliato vivamente a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco passaggioalbosco@katamail.com (05-01-2006) Un capolavoro, un vortice di acciaio e fuoco travolge freddo e inarrestabile allo stesso tempo. Degno precursore de "L'Operaio" e del "Trattato del Ribelle".
Un grande autore, un guerriero fedele alla terra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (02-05-2005) Resoconto molto accurato della vita di trincea durante la prima guerra mondiale, ma Niente di nuovo sul fronte occidentale è su un altro piano.
Nel complesso un buon libro, ma niente di memorabile Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano Pietropaoli (08-11-2004) L'Iliade del ventesimo secolo. Jünger è il testimone della trasformazione della guerra dello jus publicum europaeum nella moderna guerra discriminatoria. A Leviathan e Behemot si affianca il Grifo: è giunto il tempo della Tecnica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
joesimpson joesimpsonpc@hotmail.com (14-09-2004) era un autore che non conoscevo; leggendo un articolo mi ha incuriosito ed ho comprato il libro: piacevolmente sorpreso!
Un racconto avvicente di una vita in lotta con la morte senza proclami e falsi eroismi, senza essere intriso di ardori politici. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sturm (19-04-2003) Che grande capolavoro! Vi devo confessare che l'ho letto in un periodo di accidia, dopo aver abbandonato numerosi libri alle prime pagine e mi ha rapito. Del resto è molto bella anche l'altra opera bellica di Junger, boschetto 125. Sono due letture da abbinare, nè saprei dire da quale incominciare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (02-12-2002) Un diario di vita che fa vivere una esperienza inimmaginabile ai giorni nostri ... almeno speriamo. Una narrazione viva, che rende la lettura affascinante, uno di quei rari libri che non si riesce a smettere di leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eleuteros beowulf@eleuteros.org (03-04-2002) IN STAHLGEWITTERN
eroismo e tecnologia nella prima guerra mondiale
a cura del centro studi di Eleuteros
“Si avanzava sempre, gli occhi fissi sull´uomo che era davanti, lungo un fossato che ci arrivava appena al ginocchio, costiutuito da una catena di enormi imbuti dove i morti si susseguivano in fila. Il piede calpestava con disgusto i corpi flaccidi che cedevano sotto il nostro peso; l´oscuritá copriva le loro forme. Il ferito che cadeva lungo il cammino era ugualmente destinato a essere calpestato dagli stivali di quelli che proseguivano in fretta la loro strada.”
Guillemont, agosto 1916.
Ernst Jünger ci consegna cosí una delle mille crude, tragiche immagini della prima Guerra Mondiale. “Nelle Tempeste d´Acciaio” ci accompagna nelle trincee tedesche del fronte occidentale, durante i quattro anni del piú sanguinoso conflitto che la nostra vecchia Europa abbia mai conosciuto. Da Bazancourt a Hattonchatel, da Les Eparges fino a Guillemont attraverso Douchy e Monchy, raccontandoci della battaglia di Cambrai e di quella della Somme.
Jünger viene a conoscenza dell´inizio della guerra e dell´ordine di mobilitazione da parte del Kaiser mentre lavora con alcuni amici al tetto di una casa e decide immediatamente, non ancora ventenne, di arruolarsi volontario nel Füsilier Regiment di Hannover.
Durante i quattro anni di guerra annota in alcuni taccuini la vita di ogni giorno, le impressioni e le emozioni di un soldato al fronte, per poi restituircele, grazie all´insistenza del padre, in uno dei piú grandi capolavori del ´900.
Scopriamo allora il percorso di vita non solo di un eroe pluridecorato ma riusciamo anche a rivivere, grazie alla sua cristallina narrazione, i paesaggi tetri composti di case distrutte, alberi divelti dallo scoppio di granate, stalle con carcasse di animali ancora attaccatti alle catene, masse informi di corpi martoriati da molteplici esplosioni e l´odore ... l´odore di cadaveri in decomposizione sparsi lungo la terra di nessuno, e di cui, nessuno, pote Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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