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Spengler Oswald - Il tramonto dell'Occidente. Lineamenti di una morfologia della... |
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Titolo | Il tramonto dell'Occidente. Lineamenti di una morfologia della storia mondiale |
| Autore | Spengler Oswald | | Prezzo |
€ 50,00 |  | | Dati | 1991, 1584 p., brossura | | Curatore | Calabrese Conte R.; Cottone M.; Jesi F. | | Traduttore | Evola J. |
| Editore | Guanda
(collana Biblioteca della Fenice) |
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| È difficile trovare, nell'Europa degli anni venti, un'opera storica o filosofica che abbia avuto il peso e l'influenza culturale del "Tramonto dell'Occidente". Immensa costruzione ideologica e mitologica, in cui una grande congerie di dati è ordinata in modo da costituire una struttura ciclica della storia, l'opera di Spengler ebbe una ricezione imprevedibilmente ampia; e il suo autore, da sconosciuto professore di provincia tedesco, divenne quello che si potrebbe dire "un filosofo di successo". L'edizione qui presentata è quella del 1978 (Longanesi), a cui si aggiunge un'introduzione di Stefano Zecchi.
Media Voto: 4.33 / 5Lorenzo Panizzari (25-05-2012) Non so se oggi ha solo valore speculativo/storico o anche pratico. Scritto in piena crisi Eu postww1 (1918-22), è influenzato dal nichilismo, alla ricerca di una filosofia della Storia attraverso l'uomo/Stato forte [eroe Carlyle/Michels, autoritarismi], l'antilluminismo, il recupero dei valori classici (religiosi e civili).
La teoria è che esistono 8 civiltà principali che danno identità collettive [manca l'idea di svl di soc individualista] destinate a scontrarsi senza inferire [l'antropologia ha dimostrato il contrario], ciascuna poggia su un proprio principio metafisico (relig, ideologia politica) e nasce-cresce-muore come un organismo [neodarwinismo?]: il ciclo di vita dura circa 1000y, quella Eu circa è nata nel 800 e finirà nel 1800 [per caso confonde la crisi tedesca/Weimar con quella del mondo occidentale?].
Precorre molte questioni: il relativismo dei valori, ribalta [giustamente] Von Clausewitz (la guerra precorre la politica), prevede scontro di civiltà [ma Huntington vede inferenze].
Fa spesso affermazioni ragionevoli per il periodo: purificarsi, ritorno a radici sociocult, legame con i valori religiosi, identità dei singoli nel collettivo [cfr Hegel]; ma per la maggior parte mi sembrano asserzioni/generalizzazioni banali e/o irrealistiche (anche per allora). Tra le tante cose discutibili: un eurocentrismo (ed assenza di cfr con altre culture/civiltà) che svaluta tutto il resto; un'analisi scientifica della Storia per definire i criteri [filosof indefiniti] di giusto/sbagliato; il ciclo di vita delle società è temporalmente definito senza cura di relazionarlo alle distanze ed alla loro riduz relativa grazie alla tecnologia.
Weber disse che Spengler era un dilettante ingegnoso e colto, e Popper disse che le sue teorie erano futili; credo che questo sia un libro che è quasi doveroso leggere se ci si interessa di Storia e/o Filosofia, ma arrivato alla fine di questa pesante lettura, mi rendo conto che credo più a Weber e Popper che al temuto Tramonto Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Riccardo conte43@hotmail.it (09-03-2009) A volte pedante, a volte sognatore, quasi sempre interessante. Le idee di Spengler emergono da un metodo che cozza contro i canoni della storiografia classica. Spengler non fa lo storico e neanche il filosofo. Non legge i documenti e non ricerca l'essenza delle idee, ma descrive ciò che sente con il cuore. Osteggiato da Croce, il suo pensiero influenzò le correnti politiche che si rifacevano alla destra hegheliana. Non è un'opera filosofica, né storica. E' una descrizione di un modo di concepire il navigare dell'uomo nell'alveo di quel fiume che chiamiamo storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simone salandra simo291274@yahoo.it (14-12-2005) Non bastano certo poche righe per commentare l'opera filosofico-storica maggiore di tutto il novecento.Dentro infatti,per chi sa vedere, vi sono la seconda guerra mondiale, la guerra fredda,gli anni novanta fino all'inizio delle forme, peraltro già incipienti, di civilizzazione e cesarismo odierne.Un'opera illuminante e profetica che avrebbe già dovuto essere un classico e che mette in luce anche i risvolti più nascosti di questi nostri tempi tardi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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