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"Donne". Fin dall'inizio, e per tutte le sue trecento pagine, il romanzo è la confessione esplicita, quasi ostentata, di una passione stregante: le donne per Bukowski sono un'attrazione costante, un bisogno che non conosce pause e che non si arresta neppure di fronte alle situazioni più disagevoli, o riprovevoli, o disgustose. No, la ricerca del narrante non si arresta di fronte a nulla, forse perché l'amore, e la lotta, tra i sessi è per lo scrittore americano il mezzo più sicuro per tenersi in rapporto con la realtà. In questo, che è il suo romanzo più esplicitamente erotico, Bukowski racconta con strepitosa immediatezza le sue - vere o immaginarie - avventure d'amore. Storie tumultuose, incontri sguaiati e grotteschi, memorabili o miserabili prodezze, dialoghi enormemente e quasi commoventemente sboccati, sullo sfondo di un'esistenza randagia, segnata da maratone alcoliche, gravata dalla continua e assillante ricerca di denaro, vissuta sempre e rigorosamente on the road.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.42 / 5MIKARLO (25-06-2010) Wow Woh Woh e ancora Wow! Una botta di vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maria cristina aschieri (01-02-2009) Argomenti sintetici e per lo più ripetitivi, scrittura stringata e sbrigativa, dialoghi scarni all’eccesso, frasi epigrafiche prive di costruzione sintattica: malgrado le scorciatoie stilistiche alla Bukowski, non si capisce in che modo ci sia riuscito, a scrivere queste 300 pagine autobiografiche, visto che, da come la racconta, si trovava per metà tempo in preda agli eccessi alcolici e per l’altra metà occupato a disperderne i fumi o a spassarsela in compagnia di qualche donna, e a volte anche più d’una.
Le donne di questo racconto (un centinaio?) sono ben tratteggiate, quasi scolpite ognuna nella sua unicità fisica e caratteriale, ma la descrizione delle loro performances erotiche e sessuali appare un po’ meccanica, monocorde e probabilmente attinta ad una quantità limitata di soggetti. Resta quindi il dubbio che molti dei numeri descritti in questo libro non siano altro che un prodotto di pura fantasia, funzionale alle esigenze autocelebrative di un uomo che si considerava perdente su altri fronti ed ha abusato di un filone molto gradito al pubblico come scorciatoia verso il successo. Che dire? Astenendosi da commenti ipocriti o moralistici il romanzo si legge d’un fiato, attanaglia, è icastico e coinvolgente, stilisticamente originale e lascia il segno. Un’altra zampata possente di quell’orso misogino del buon Hank Chinaski che, pazzo delle donne, non ne amava nessuna.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo eurinide@hotmail.com (13-09-2008) il libro è una monodia. Un unico suono: le stesse azioni ripetute. L'interesse è nelle differenze di Hank nel rapportarsi e districarsi con i diversi tipini che incontra.
E' il Bukowski più classico, più schifoso: qui beve, fuma, si droga di tutto, piange, vomita, è violento ( chiude una bambina da sola in casa per scappare con la madre, lancia in aria una gatta incinta...)
Donne è bello soprattutto per l'intelligenza che Hank sprizza tra una donna e l'altra, le riflessioni, l'incazzatura, le pagine in cui si enumerano cose, nomi, comportamenti
(dove si vede che un certo modo di scrivere italiano contemporaneo è roba già di trent'anni fa). Forse è in quel modo di pensare si può trovare il vero senso di Bukowski, la ragione per cui è bello leggerlo.
E poi, ritmo, rapidità, parole che rotolano veloci "come pietre su un fiume". ( il capitano è fuori a pranzo). Bello.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Osvaldo (11-02-2007) Grande scrittore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
JOE (28-11-2006) LIBRO PIACEVOLE, ERA LA PRIMA VOLTA CHE LEGGEVO BUKOWSKI, FORSE UN PO' TROPPO RIPETITIVO (ALCOOL, VOMITO E DONNE, ALCOOL, VOMITO E DONNE, E VIA DISCORRENDO), COMUNQUE TORNO A RIPETERE CHE LA LETTURA E' STATA SUFFICIENTEMENTE PIACEVOLE.
RIPROVERO' CON FACTOTUM DI CUI HO VISTO IL FILM CHE NON MI HA ENTUSIASMATO PARTICOLARMENTE. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gianluca olivetto gianlu1986m@libero.it (22-07-2006) Anch'io scrivo, ma fin'ora non sono ancora riuscito ad ottenere il successo che vorrei. Spesso per questo sono triste, ma quando penso a Bukowski che è riuscito a diventare un mito all'età di sessant'anni (dopo una vita da barbone) mi sento una carica dentro che mi dice "Forza, non mollare! Prendi d'esempio il buon vecchio Hank!"
Eh sì, perché Buk è proprio così per me: un idolo, un personaggio da seguire, un uomo straordinario che da fallito è riuscito a diventare uno dei più grandi artisti di sempre. E "Donne" è uno dei suoi romanzi migliori, indubbiamente.
Grazie, Hank. Grazie di tutto.
Saluti da Gianluca Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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