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Hornby Nick - Alta fedeltà |
19 recensioni presenti. Media Voto: 4.10 / 5Maunakea (31-10-2006) Che dire ? High Fidelity del 1995 oramai è un cult, sicuramente piu' il libro del film (2000 di Stephen Frears con John Cusack, pur non essendo una malvagia trasposizione). E' difficle approcciarsi ad un cult dicendo carino, mi è piaciuto, oppure mah insomma... eppure viene ugualmente di dire la propria opinione su un successo meritato o meno. Intanto credo che avendolo letto in italiano bisogna "prendere con le pize" certe espressioni che possono sembrare cadute di tono ma che magari sono dovute solo alla traduzione, il libro è molto coinvolgente, ammenoche' di musica non si mastichi meno di zero non puo' risultare noioso. Io lo consiglio, ma comunque appartiene già alla categoria die libri che "vanno letti" o regalati se se ne conosce la mancanza. Voto: 5 / 5 |
rino gasper2@hotmail.it (23-06-2006) scritto bene, si prova una grande simpatia per i personaggi ma..non mi dice niente di nuovo,forse pechè mentre leggevo respiravo l'atmosfera di "clerks"(il film)...non mi ha fatto sognare, non mi ha fatto ridere, non mi ha fatto piangere, mi ha divertito si, ma senza trascinarmi. non so, non mi sembra un capolavoro, godibile, leggibile, ma non un grande romanzo Voto: 3 / 5 |
Sergio Ditrani (03-03-2006) Hornby coglie con precisione stati d’animo , pensieri e disillusioni di una generazione e di un’età (intorno ai trent’anni) che determina necessariamente maggiori responsabilità nelle scelte e nella valutazione di chi si è di cosa si vuol fare. Rob, il protagonista , lasciato dalla ragazza(Laura) si trova a fare i conti con se stesso, tormentato da pensieri sulla sua vita, sul dover affrontare questa perdita e tutto ciò che ne è contestualmente connesso. Così la gelosia, le nuove conoscenze, la sua Londra lo portano inevitabilmente ad affrontare pensieri che coinvolgono anche il lettore. Rob rivede il passato per capire il presente e tra le tante riflessioni si iniziano a vedere crepe nelle sue solide vecchie certezze. Le vicende si susseguono …..Hornby coglie nel segno…..l’ansia del protagonista si somma così a quella del lettore.Il finale? Sorprendente. Laura non ha la forza di affrontare tutto ciò che comporta la separazione da Rob e ripartire senza di lui(…è troppo faticoso); Rob che le chiede di sposarla per avere finalmente, col matrimonio, la libertà di non dover fuggire ………motivi dagli evidenti aspetti patologici , assolutamente non “sani” ma necessari espedienti per rincontrarsi e costruire una relazione non sulle stesse basi della precedente. I meccanismi sono diversi e da un’atmosfera che fa presagire al peggio, rendendo il lettore evidentemente sfiduciato, si rimane sorpresi nel vedere come in un attimo, quando meno te l’aspetti tutto può cambiare. Rob, i suoi amici e colleghi di lavoro, Laura sono figure fortemente caratterizzate e che non danno l’idea di poter essere scalfite da nessuna contaminazone o possibilità di cambiamento. Il lettore chiude il libro dopo che nelle ultime pagine, vorticosamente e con un espressione di incredulo entusiasmo osserva che tutti si riscoprono diversi da quello che sono stati fino ad allora e vivono il cambiamento come evento naturale …….. come tutti i reali cambiamenti, ce ne si accorge quando sono già avvenuti. Leggete questo libro e……..fatelo vostro. Voto: 5 / 5 |
Nicco (03-11-2005) Ho portato con me' questo libro nel mio recente viaggio "on the road" in Florida, e insieme all'immancabile Ipod l'ho letteralmente divorato nel giro di 6 giorni..
Qual'e' la colonna sonora della nostra vita?
cosa significano le canzoni?
stati d'animo, parole non dette, ricordi, paure...
Tutto sacrosantamente VERO..
Uno di quei libri in cui vivi i personaggi come amici e sai gia' come agiranno, perche' e' come se li conoscessi da sempre.
Finita l'ultima riga avrei voluto ricominciare da capo...e continuo a farlo adesso
il finale e' un po' scarno, ma non privo di significato..
A questo punto mi chiedo(dopo aver letto anche "un ragazzo"):
Ma l'impersonificarsi al 99% in ogni libro di Hornby e' un chiaro sintomo della sindrome di Peter Pan??
Ma Marie?? poteva durare un po' di piu'?? Voto: 4 / 5 |
isa (10-10-2005) ho appena chiuso il libro.. quindi devo ancora ruminare e masticare i significati e i significanti che lo contraddistinguono... In generale mi è piaciuto ma vorrei dare le mie sensazioni a caldo...
trama molto appetibile ma il finale mi ha lasciata un po' perplessa. Rob alla fine cambia per Laura ma tutto quello in cui crede dove va a finire? mi sembra un finale accomodante...anche se segno di una crescita e di una maturazione..
ci devo pensare...
qualcuno di voi ha mai letto per curiosità o per qualche altro motivo uno dei due libri di Fabio Volo? non trovate che abbia preso parecchi spunti da questo libro?
Voto: 4 / 5 |
millio (30-07-2005) La prima volta che mi è capitato di leggere la mia autobiografia ideale. Un libro per me fondamentale. Voto: 5 / 5 |
roberta (19-07-2005) uno dei libri più belli che abbia mai letto!! Voto: 5 / 5 |
mabus frontiers@iol.it (25-11-2004) fantastico. leggere alta fedeltà è stato come leggere la 'mia' autobiografia ideale. dentro i miei sogni dall'inizio alla fine. l'ho letto 5 volte e per 5 volte ho riso,ho pianto ,ma ho sopratutto sognato sognato sognato.per me un libro imperdibile,un 'must' per tutti i trentenni o giù di lì. Voto: 5 / 5 |
MATTEO VENE_2000@YAHOO.IT (22-11-2004) PENSO CHE QUESTO LIBRO SIA SEMPLICEMENTE FANTASTICO,SARò MANIACALE MA L'HO LETTO GIà SETTE VOLTE,ED OGNI VOLTA TROVO UNO SPUNTO DIVERSO SU CUI RIFLETTERE.GRANDE Voto: 5 / 5 |
Eva (01-11-2003) Il modo di scrivere di Hornby merita tutte le ore di mancato sonno che si impiegano per finire il libro...non riesci a staccartene anche se la mattina dopo devi andare a lavorare alle 5...
E' profondamente triste il motivo per cui due trentenni decidono di ricominciare la loro storia...eppure è il motivo della maggior parte delle coppie di quest'età che vivono insieme...inerzia, pigrizia...e Hornby ha reso bene il tutto con ironia e un filo d'amarezza che sa tanto di verità... Voto: 4 / 5 |
fabio (25-08-2003) Un libro un pò banale e dal finale molto scialbo Voto: 2 / 5 |
angela166@interfree.it angela (03-07-2003) Avete tra i trentacinque e i quarant'anni? Avete alle spalle numerose delusioni sentimentali? Amate la musica? Vi sentite ad un bivio? Sentite il bisogno di mettere ordine in voi stessi? Allora non potete perdervi Alta fedeltà di Nick Hornby. Narra, con un stile asciutto, fresco, moderno, ironico ma allo stesso tempo amaro, commovente ma anche divertente, le vicende di un trentenne inglese, Rob, appassionato di musica, ex dj che per tirare avanti gestisce uno pseudo negozio di musica. Rob è un eterno adolescente che non vuole ammettere di essere diventato grande, non vuole crescere. Anche il modo in cui gestisce il suo negozio di musica, è più un hobby che un lavoro vero e proprio. Proprio non riesce a fare diversamente anche se poi prova invidia per chi ha un lavoro stabile, sicuro, una vita da persona matura. "... la notte, faccio di quei sogni che non sono veramente sogni, ma solo un guazzabuglio in cui Laura scopa con Ray, e Marco con Charlie, e sono felice di svegliarmi nel cuore della notte, perché questo significa interrompere il sogno. Ma il piacere dura solo pochi istanti e subito ricolo a picco: da qualche parte Laura davvero sta scopando con Ray (magari non proprio in questo momento, perché sono le 3.56, benché lui, col suo vigore - la sua incapacità a raggiungere l'orgasmo, ah ah - ne sarebbe capacissimo), e io sono qui, in questo piccolo stupido appartamento, da solo, e ho trentacinque anni, e ho un buco di negozio che non va certo a gonfie vele, e i miei amici non mi sembrano affatto degli amici, bensì gente di cui per caso non ho perso il numero di telefono. E se mi rimettessi a dormire e dormissi per quarant'anni e mi svegliassi senza denti, al suono di qualche vecchio successo di musica leggera trasmesso da Melody Radio, in un ospizio per vecchi, non me ne importerebbe più di tanto, perché il peggio della vita, cioè quello che ancora mi resta, sarebbe già passato. E non dovrei nemmeno fare fatica di ammazzarmi. La vita attraverso storie di sentimenti e di sesso. Dalla prima cotta platonica alla scopata tanto per fare. Dalla compagna di giochi alla donna del migliore amico… fino alla storia con Laura che lo porta al bivio, lo porta a riflettere, ad agire; anche se spesso quello che Rob finisce per fare non è quello che vorrebbe fare, quello che dice non è quello che vorrebbe dire. Credo che le donne leggendo questo libro possano trovare qualche possibile interpretazione dei comportamenti maschili... "... Pensate a tutte le cose che possono andare male per un uomo. C'è il problema del non-succede-niente, il problema succede-tutto-troppo-presto, il problema del lugubre-ammosciamento-dopo-un-inizio-promettente, il problema del non-riuscire-a-farla-venire... le donne invece di cosa mai devo preoccuparsi? Di un filo di cellulite? Capirai. Di quale posto occupino nella classifica del patner? Come sopra..." E gli uomini, cosa hanno capito di quello che le donne desiderano? Ecco il pensiero di Rob: “… Leggi una qualsiasi rivista femminile e dappertutto vedrai la stessa accusa ripetuta all’infinito: gli uomini – questi ex ragazzi di dieci, o venti o trenta anni – a letto sono un disastro. Non gli interessano i ; non sanno stimolare le zone erogene del sesso opposto; sono egoisti, avidi, goffi, grossolani. Queste lamentele alle mie orecchie suonano un po’ ironiche. Prima, all’inizio, noi non volevamo altro che preliminari, ma alle ragazze non interessavano. Loro non volevano essere toccate, carezzate, stimolate, eccitate; anzi, se ci provavi, erano botte. Non stupisce quindi se adesso non siamo un granché in materia. Abbiamo trascorso due o tre lunghi anni, e assai formativi, a sentirci ripetere di togliercelo dalla testa. Poi, fra i quattordici e i ventiquattro anni, i preliminari passano dall’essere qualcosa che i ragazzi vogliono e le ragazze no, a qualcosa che le donne vogliono e di cui gli uomini possono tranquillamente fare a meno. (O almeno così dicono. Io, per conto mio, adoro i preliminari – forse soprattutto perché in me la memoria di un tempo in cui la cosa che più desideravo era toccare è inquietantemente fresca.) Se proprio devo dirlo, la coppia più riuscita sarebbe per me quella formata dalla donna delle riviste femminili e dal ragazzino di quattordici anni…”. Leggendolo riaffiorano ricordi e sentimenti dimenticati; chi di noi non associa una canzone ad un determinato momento della vita? Chi non ha guardato con invidia o ammirazione il dj di una discoteca? Chi non si è dilettato a registrare nastri per una lei? Chi non è stato rifiutato per poi venire a conoscenza che la propria ex l’ha poi data al primo che passava? Romanzo generazionale che ci mostra le disillusioni, le speranze, le ansie di una generazione al bivio tra il rimanere eterni ragazzi inconcludenti e pieni di speranze e il diventare adulti con le relative responsabilità e soddisfazioni. Aggiungo solo una cosa, leggendolo ho sentito il bisogno di metter sul "piatto" dei vecchi 33 giri ormai dimenticati da tempo... che strano effetto il fruscio della puntina sul vinile... Angela Voto: 4 / 5 |
Blixa Bargeld Blixa@duemilauno.com (11-03-2002) La storia di un "Mittel-trentenne" in crisi che conduce una vita comune(quasi banale) redigendo classifiche di donne, delusioni amorose, gruppi, film, ecc.
Se il racconto si svolgesse a Milano, un romanzo del genere non se lo filerebbe nessuno.
Buona scorrevolezza, lo si legge che è un piacere. Voto: 3 / 5 |
laura tombolanapoletana@libero.it (08-01-2002) Come si puo' non apprezzare la grande ironia e lo humour di matrice britannica, di Hornby?
La scrittura e' piacevole, scorrevle, cinematografica, vivida... E poi il punto di vista!
Pensavo fosse un libro maschile, scritto da un uomo per un pubblico di uomini ma non mi vergogno ad ammettere che mi sono immedesimata piu' volte in Rob. Il modo di vivere l'amore ed i sentimenti sono forse comuni ad uomini e donne? Voto: 5 / 5 |
Luca lucas1it@yahoo.it (23-12-2001) Libro nel complesso noiso e poco entusiasmante. L'unico tocco di vera simpatia ed originalità è Barry, l'amico del protagonista. Concordo nell'inserire gli U2 nelle band da uccidere se si scatenasse la rivoluzione musicale. Voto: 2 / 5 |
Giames (29-11-2001) L'unico romanzo di Hornby veramente indimenticabile. Fresco e generoso, anche se borghesemente snob. Ma il mister è un ragazzo che sa innamorarsi. Mica come quel merluzzo di Houellebecq. Voto: 5 / 5 |
andrea (17-11-2001) Bravo Nick! Sei riuscito a fermare sulla carta quello che tutti noi pensiamo, ma non abbiamo mai il tempo di redigere, aggiungendo un po' di musica (ognuno di noi ha le sue canzoni e le sue classifiche).
Oggi vince chi riesce a trarre dal quotidiano pillole di saggezza, buon senso e ... il niente!
Complimenti comunque, la stoffa c'è, manca solo un po' di contenuto. Voto: 2 / 5 |
Ivan ivaivan@libero.it (22-07-2001) Stupendo! Grande Nick!!! Un libro che ti lascia senza fiato. Ti far venir voglia di ascoltare i tuoi CD preferiti. Grande “storia d’amore”!!! La verità di noi che Nick mette a nudo è incredibile. Mi sono piaciuti molto i personaggi dei suoi colleghi che rappresentano un po’ le due sfaccettature della personalità di Rob. Da leggere e rileggere con della buona musica in sottofondo. Voto: 5 / 5 |
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