|
|  |
Bukowski Charles - A sud di nessun nord. Storie di una vita sepolta | Un giocatore professionista raccatta un barbone, lo porta con sé alle corse dei cavalli e questi si rivela uno straordinario vincente, che rapidamente si arricchisce; un killer ha un incontro in un bar con due uomini che gli affidano un incarico, e dopo aver tranquillamente scolato due birre con loro, va ad uccidere la moglie di uno di questi, come richiesto; un uomo acquista un manichino femminile e se ne innamora pazzamente; uno scrittore beone e frustrato raggiunge un clamoroso successo ma non riesce a liberarsi dell'alcol; un uomo e una donna ideano un piano ingegnoso per raggiungere lo scopo principale della loro vita: starsene in eterno in camera da letto a bere e scopare.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.14 / 5Giovannino (15-11-2011) Finalmente dopo una lunga ricerca riesco ad avere questo libro del grande Buk (che sembrava pressoché introvabile, almeno a Roma). Avevo appena finito di leggere "Donne" (fantastico) e "Shakespeare non l'ha mai fatto" (niente di che?) e mi accingo a leggere l'ennesimo libro di racconti con protagonista il grande Hank Chinaski. Beh, sarò subito chiaro?non mi ha fatto impazzire?sicuramente di tutti i libri di racconti che ho letto di Bukowski ("Taccuino di un vecchio sporcaccione", "Compagni di sbronze", "Storie di ordinaria follia") è sicuramente il peggiore. Un po' perché alcuni racconti, per chi ha già letto almeno qualche libro del vecchio, risulteranno già sentiti, e un po' perché manca la "perla". Infatti in ogni libro di racconti di Hank/Charles la sensazione che ho avuto è sempre la stessa: leggo un racconto e alla fine penso?"ok, e allora?"?questo capita perchè spesso scriveva ubriaco e quindi alcuni racconti non dicono nulla oltre ai soliti argomenti (sesso, prostitute, cavalli, alcool). Poi però, una tantum, come per centellinarli, esce la perla. "La macchina strizza fegato" e "dieci seghe" in "Compagni di sbronze", oppure "fica a stufo"," il gran gioco dell'erba" o "appunti sulla peste" in "Storie di ordinaria follia". Quei racconti che li leggi e ti colpiscono, o almeno non ti lasciano indifferente perché tra le righe sai che ti stanno dicendo qualcosa. Invece, purtroppo, qui nessun racconto mi ha dato quest'impressione, il libro scorre più lento degli altri, molto più lento, con solo pochissime storie degne di nota.In conclusione, se siete appassionati di Hank e le sue storie leggetelo, ma non aspettatevi niente di che. Viceversa, passate ai più famosi "Compagni di sbronze" e "Storie di ordinaria follia", o ancora meglio "Taccuinio di un vecchio sporcaccione" (secondo me il migliore in assoluto). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tommaso (03-01-2008) I racconti sono tutti belli ma certi mi hanno colpito perche alcuni temi si riscontrano anche adesso nella vita di tutti i giorni.il mio voto è elevato perche al pari di steinbeck per me parla di tutto a chiare parole senza gironzolarci troppo attorno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alex (28-12-2006) il primo libro che ho letto del vecchio...semplice e appassionato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (13-10-2006) Una delle migliori raccolte di racconti bukowskiane. A me è piaciuta tanto pure "compagno di sbronze", per citarne un'altra. Nel racconto Buk ha la sua misura migliore. E invecchiando, acquisisce in lucidità (cfr. "Il capitano è fuori a pranzo"). Nonostante adesso si stia spremendo (lucrandoci, ovvio) in una maniera vergognosa la sua produzione inedita (?), non riesco a resistere a niente (o quasi) di ciò che ha scritto quest'uomo. Forse, unico neo (ma senza esagerare) è "Donne". Un po' troppo esibizionista, un po' eccessivo. Ma si tratta comunque di dettagli. Ottimo scrittore, pessimo maestro letterario, quello sì. Non basta scrivere di donnine, sbronze, miseria, per essere bukowski. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianluca olivetto gianlu1986m@libero.it (05-10-2006) Alcuni racconti sono belli, ma ce ne sono anche tanti che sono davvero deludenti. Credo che le grandi opere di Buk siano altre (Panino al prosciutto, Factotum, Donne). Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Roberto '61 roberto.riva@alcan.com (23-06-2006) Splendido quanto disincantato ritratto di una società americana giunta ormai al capolinea....una giungla spietata dove gli ultimi sono trattati come spazzatura e resteranno sempre ultimi in quanto i primi sono irraggiungibili.
Lo scrittore tratteggia sapientemente con degli schizzi tipo libere improvvisazioni free jazz storie di estremo degrado dove non si intravvede per nulla un sia pur piccolo barlume di luce alla fine del tunnel, ma conserva sempre in fondo al cuore una speranza di estrema redenzione seppur celata da un mercuriale e sarcastico cinismo. Ci mancherai vecchio Buk!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Bukowski Charles |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|