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Sepúlveda Luis - Diario di un killer sentimentale

Diario di un killer sentimentale
Zoom della copertina
TitoloDiario di un killer sentimentale
AutoreSepúlveda Luis
Prezzo
Sconto 20%
€ 8,00
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 2,00)
Prezzi in altre valute
Dati2009, 73 p., brossura, 15 ed.
TraduttoreCarmignani I.
EditoreGuanda  (collana Prosa contemporanea)

Disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo

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Descrizione
Un professionista è sempre un professionista, ma la giornata era iniziata male: faceva un caldo infernale a Madrid e la sua amichetta francese l'aveva piantato come un cretino per qualcuno incontrato a Veracruz. La compagnia di una buona bottiglia di whisky e di una mulatta che si portava dietro tutta l'aria dei Caraibi non gli aveva risollevato l'umore, quella ragazzina viziata dai fianchi sodi e dalla bocca rossa lo aveva proprio messo al tappeto. In fondo, dietro i modi da duro, lui era un killer sentimentale. Non che fosse superstizioso, ma in una giornata del genere la cosa migliore sarebbe stata non accettare incarichi, anche se la ricompensa aveva sei zeri sulla destra ed era esentasse. Il tipo che doveva eliminare, uno con l'aria dell'idealista, ma anche di chi non soffre la solitudine fra le lenzuola, non gli piaceva affatto, puzzava troppo di filantropia. I retroscena dell'incarico, però, lo incuriosivano stranamente. Chi voleva la morte di quel messicano? Quali peccati aveva commesso? Come mai due gringo, agenti della D.E.A., sorvegliavano la sua camera? Perché un filantropo appariva coinvolto in traffici di droga? Era sempre rischioso farsi troppe domande in un mestiere come il suo dove non esistevano licenziamenti ma certificati di morte.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

recensione di Luche, L., L'Indice 1998, n. 5

In settantatré pagine si narrano, con singolare equilibrio espressivo, sette giorni di vita di un professionista del delitto su commissione, che così descrive il suo passato: "Arrivo, ammazzo e me ne vado. Ecco cosa ho fatto negli ultimi quindici anni". Ma in quella che sarà l'ultima missione, il meccanismo che ha regolato la sua inappuntabile carriera professionale si inceppa. Il sicario viene tradito e lasciato dalla sua ragazza, la "gran figa francese" con cui ha vissuto negli ultimi tre anni e per la quale ha violato diversi precetti professionali.
Malgrado questo e altri segnali negativi gli sconsiglino di farlo, decide di portare a termine l'impresa che gli è stata assegnata, "perché, anche cornuto, un professionista è sempre un professionista". Deve eliminare in modo esemplare uno strano personaggio, un tipo che ha tutta l'aria di un benefattore e che suscita la sua curiosità. Contro ogni deontologia professionale, inizia a interessarsi alla sua vita, a domandarsi perché debba uccidere il membro di una Organizzazione Non Governativa, perché la Dea lo protegga, perché un moderno filantropo introduca nel mercato ottima droga a prezzi irrisori.
Sulle tracce della vittima, il killer si sposta incessantemente da un albergo di lusso a un altro, da Madrid a Istanbul, da qui a Francoforte e a Parigi. Giunge, infine, a Città del Messico, dove la vicenda si conclude senza negare al lettore il finale imprevedibile e dove il sicario, sacrificando il suo sentimentalismo alla ferrea logica professionale e alla ragione economica, rinsalda il suo status, minato da una serie di disdicevoli errori.
L'azione del romanzo, scandita da un succedersi di avvenimenti, di equivoci, di scontri e di incontri, ma anche dal monologo ossessivo del protagonista diventa via via più incalzante. Il ritmo dell'azione contagia la prosa scarna e visiva dello scrittore cileno, che è molto ben resa dalla traduttrice Ilide Carmignani.
Con "Diario di un killer sentimentale "Luis Sepúlveda propone un'opera originale rispetto alla sua produzione anteriore: si allontana dal racconto della sua vita e abbandona i grandi spazi naturali, la foresta, il mare, le distese della Patagonia, scenari di libri come" Il vecchio che leggeva romanzi d'amore "(Guanda, 1995) o "Il mondo alla fine del mondo "(Guanda, 1994; cfr. "L'Indice", 1994, n. 8). Sulla scia di scrittori come Paco Ignacio Taibo II e Jerome Charyn, sceglie di inoltrarsi nei territori metropolitani per svelare le nuove forme di criminalità, per mettere a nudo la "logica", gli abusi e i soprusi del Potere. Ciò che rimane invariato, dunque, è il proposito dell'autore di confrontarsi col disordine della realtà, di decodificare il caos attraverso l'arte della semplicità e dell'immediatezza.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 48 recensioni presenti.  Media Voto: 3.45 / 5

Rossella (22-01-2009)
Un racconto che si fa leggere, ma privo di un particolare significato. Come primo libro che leggo di questo autore devo dire che non mi ha particolarmente colpito.
Voto: 2 / 5

antonella (18-10-2008)
Diario di un killer sentimentale è un racconto di appena settantatre pagine e questo è, innegabilmente, un suo punto di forza. Sepulveda condensa in uno stile asciutto ed essenziale la storia assurdamente realistica di un professionista della morte che parla in prima persona mostrando l’enorme limitatezza del suo mondo, per fortuna circoscritto (mi auguro) a un piccolissimo segmento di umanità. Un killer che si sdoppia nella personalità (indizio di silente schizofrenia?), che sembra compiere errori madornali nella sua attività, e che si innamora di una donna molto più giovane, arrivando a soffrire come può succedere a qualsiasi essere mortale. Il contesto è una sommatoria di posti, alberghi e città sparsi per il mondo attraverso cui si dipana la storia, non scevra di colpi di scena. Sembra quasi che Sepulveda si sia divertito a tratteggiare un mondo lontano anni luce dal suo, calandosi in un personaggio dal cinismo impressionante e del tutto normale, secondo alcuni parametri di giudizio universalmente accettati. Come ad esempio, il profumo dei soldi (più forte di ogni altra cosa) e le donne (che servono in realtà solo a soddisfare i bisogni dei corpi maschili). Il racconto sorprende chi ama leggere Sepulveda, è una sorpresa, tuttavia, che risulta piacevole e divertente.
Voto: 4 / 5

Vincenzo (17-05-2008)
Più racconto lungo che romanzo, dipana l’azione su sette giorni seguendo rigorosamente i canoni del genere “noir”, ma allo stesso tempo parodiandolo, pur senza risparmiare in alcun modo la crudezza dell’azione; si legge d’un fiato. La chiusura cerca d’essere talmente imprevedibile da risultare, al contrario, quasi scontata; piacevole senza lode.
Voto: 3 / 5

Sire (15-02-2008)
Semplice,divertente,dissacrante,brutale,geniale.
Voto: 5 / 5

Simone simone.carletti@libero.it (26-11-2007)
Profuma di nebbia e cognac, sigaro e sangue questo breve racconto noir di Luis Sepulveda. Molto diverso dalle altre sue opere, senza quello sguardo naive sul mondo tipico dell'autore cileno, senza la natura come protagonista né il Sudamerica con le sue lande desolate e il suo mare in tempesta. Immediato, ironico, in perfetto equilibrio tra essenzialità e gusto, questo libro si legge tutto d'un fiato e lascia in bocca un forte sapore di avventurosa seduzione e magica tristezza.
Voto: 4 / 5

*Sir Psycho Sexy* (31-10-2007)
sinceramente Sepulveda non mi piace + di tanto...
Voto: 3 / 5

Tex (03-09-2007)
Breve e splendido.
Voto: 5 / 5

Enrico (16-04-2007)
La mia classifica (soggettiva e opinabile) dei libri più belli mai letti? 1. Chiedi alla polvere - Fante the best, 2. Musica per organi caldi dello strepitoso Bukowsky 3. Udite, udite il libro in questione: esilerante, perfetto, preciso, arguto, satirico, pungente, dissacrante, strabiliante, minimalista alla Carver (ogni parola senza eccessi è al punto giusto)...la semplicità che diventa capolavoro mondiale! Libro stupendo - Enrico
Voto: 5 / 5

federica (12-07-2006)
questo è stato il mio primo libro di sepulveda.. nn mi ha coinvolto.. difficile da comprendere.. anche se è un libro breve nn bisogna sottovalutarlo...il finale nn mi è piaciuto perche nn conclude il racconto
Voto: 2 / 5

ginevrina bellefizz@virgilio.it (28-11-2005)
Ho letto le recensioni dei vari lettori e mi sono abbastanza ritrovata sia nelle critiche di chi lo ha trovato pessimo che di chi lo ha trovato stupendo. Un libro controverso, e forse grazie a ciò assune un suo fascino. Leggero, scorrevole, da leggere in un paio d'ore tutto d'un fiato, e non importa se alla fine non ti è piaciuto: gli occhi non si staccano dalle pagine. Se Sepulveda voleva questo l'ha ottenuto. Molto interessante è la decadenza che filtra dalle pagine, decadenza di un uomo che, prima di tutto, è solo. Scontata e proprio irreale la fine, cosa che potevo aspettarmi da Coelho (leggere le mie recensioni sull'autore per credere) ma non da Sepulveda.
Voto: 3 / 5

Mariano (08-10-2005)
Scritto con uno stile spensierato e scorrevole, narra le vicende di un serial killer che commette l’‘errore’ di innamorarsi. Le conseguenze porteranno al suo congedo dal ‘servizio’, non prima di aver portato a termine l’ultima missione… Davvero un bel romanzo, breve, ma non per questo non intenso; notevole l’abilità descrittiva, specie nelle scene a mo’ di “Taxi driver”. Un misto tra il romanzo di avventura, il giallo, il romanzo d'introspezione e la commedia!
Voto: 4 / 5

massimo (04-10-2005)
PESSIMO!!! Pessimo lo stile, pessimo il contenuto, noioso e stucchevole il frequente ricorso a volgarità ed erotismo ( forse per cercare di sostenere qualcosa di inconsistente ). L'ho letto solo perchè è breve e perchè l'ho pagato.
Voto: 1 / 5

vadopermanente vadopermanente2003@yahoo.com.br (15-07-2005)
Carino, per carità, niente di eccezionale, troppo scontato nella trama e mal tradotto per far gridare al capolavoro il lettore italiano. In spagnolo migliora, ma non più di tanto.Lo stile ricorda un po' il Tabucchi di "Requiem" e "Sostiene Pereira", ma senza quella forza narrativa. Ingenue e già viste anche alcune trovate come quella del dialogo allo specchio. Frettolose e imprecise le descrizioni. Grossolana l'introspezione psicologica e il finale si capisce dopo venti pagine. I capolavori sono un'altra cosa... La tensione non esiste, provate a pensare a Santiago Nasar e alla sua "morte annunciata"; benchè si conoscesse il finale fin dalla prima pagina, il lettore non ci crede nemmeno davanti al cadavere steso per terra. Quella è suspance...
Voto: 3 / 5

MoRfea (13-07-2005)
oK, non si può dire che è un capolavoro, ma a me questo libro ha divertito moltissimo. Poche pagine, lettura scorrevole e finale inaspettato. Vale la pena leggerlo.
Voto: 4 / 5

Dreamer (12-07-2005)
Un piccolo capolavoro che consiglio a tutti. L'introspezione del protagonista, costellata di umorismo e ironia, è favolosa e stupendamente realistica... Un classico del noir sudamericano!
Voto: 4 / 5

Giancarlo (20-06-2005)
Poetico, sentimentale, dolce e tremendo. Il finale lascia un pò così.. ma vale la pena sicuramente!
Voto: 4 / 5

mari72 (10-04-2005)
Carino, si legge velocemente, abile narratore...tutto quello che volete, ma io sono daccordo con Toni!!!!
Voto: 3 / 5

matteo ziofester@wowmail.com (29-03-2005)
è il libro piu bello che io abbia mai letto nella mia vita.....e ne ho letti centinaia.....è il CAPOLAVORO della letteratira mondiale.....leggetelo
Voto: 5 / 5

Luis (12-03-2005)
Mondi che s'incrociano in uno sguardo, in un gesto, in un'azione, in una foto, e con la facilità con cui si sono incontrati, si lasciano, si perdono, si abbandonano nell'infinito universo, di sottile ironia e di decadentismo, del libro. Questa è la caratteristica del romanzo breve di Sepùlveda. Intrigante la trama, inaspettato il finale, veloce lo svolgimento dell'azione. Sepùlveda ha confermato la sua caratteristica di abile narratore. Di elevata genialità la trovata del monologo-dialogo tra il killer e la sua immagine riflessa nei vari specchi che incontra durante lo svolgimento dell'azione. Romanzo carino, da leggere tutto d'un fiato, per assaporare, con ogni papilla gustativa, la semplice abilità espressiva dello scrittore.
Voto: 3 / 5

Paoli (10-03-2005)
A valere qualcosa forse è solo il nome dell'autore...
Voto: 1 / 5

Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 48

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