IBS
Carrello Lista desideri Login Registrati Aiuto e FAQ Buoni regalo Spedizioni
Ricerca Ricerca avanzata 
Libri
Leggo
Reparti libri
Architettura e urbanistica
Arte e fotografia
Astrologia ed esoterismo
Biblioteconomia
Biografie
Casa, hobby e tempo libero
Cinema, tv e spettacolo
Classici greci e latini
Cucina, cibi e bevande
Diritto
Economia e management
Educazione e formazione
Enciclopedie e opere di consultazione
Fantascienza
Fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, ecologia e ambiente
Gialli, horror, noir
Guide turistiche e viaggi
Informatica
Ingegneria e tecnologia
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, lingue straniere e dizionari
Medicina
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Salute, famiglia e benessere personale
Scienze
Società, politica e comunicazione
Sport
Storia e archeologia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Coleridge Samuel
Nuovi titoli pubblicati da Lubrina-LEB

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi MP3
DVD Blu ray
Games eBooks
Tutte
Informativa sulla privacy
Biografie  Biografie e autobiografie  Letterati 

Coleridge Samuel - Diari (1794-1819)

Diari (1794-1819) TitoloDiari (1794-1819)
AutoreColeridge Samuel
Prezzo € 13,43
Prezzi in altre valute
Dati1991, 183 p.
CuratoreZuccato E.
EditoreLubrina-LEB  (collana Trompe l'oeil)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 settimane

Aggiungi alla lista dei desideri 
nectarQuesto prodotto dà diritto a 13 punti Nectar . Per saperne di più
Invia la prima recensione|
Condividi  Email Facebook Twitter altri
La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
COLERIDGE, SAMUEL TAYLOR, Diari 1794-1819, Lubrina, 1991
COLERIDGE, SAMUEL TAYLOR, Biographia Literaria, Editori Riuniti, 1991
recensione di Rognoni, F., L'Indice 1992, n. 4

Per una fortunata coincidenza, la prima traduzione integrale della "Biographia Literaria" (1817) di Coleridge (1772-1834) esce a ridosso di un'intelligente, misurata antologia dei suoi smisurati "Notebooks" (inaugurata nel 1957, l'edizione critica Coburn consta per ora di sei massicci volumi di testo e altrettanti di commento). E se solo con cautela si può affermare anche per i diari di Coleridge, quello che è vere per la maggior parte dei diari degli scrittori - che contengono, in nuce e erraticamente, le intuizioni che nelle opere compiute trovano forma definitiva -, non è certo perché qui manchino 'apercus' e sorprendenti anticipazioni: semmai è la "Biographia" che, a dispetto della 'finis' in lettere greche che la suggella, resta uno zibaldone, uno splendido coacervo mareggiante, un'infinita anticipazione.
In un appunto del settembre-ottobre 1803 (cioè quando h sua voce di poeta stava definitivamente tacendosi, e William Wordsworth, l'amico con cui, solo cinque anni prima, Coleridge aveva firmato le "Ballate liriche", metteva mano al suo grande "Preludio"), si legge: "Credo di essermi deciso a scrivere le mie opere metafisiche sotto forma della mia vita e nella mia vita, mescolate con tutti gli altri eventi". I corsivi sono dell'autore e, soprattutto il secondo, presaghi della difficoltà dell'impresa: quando iniziare? e che limiti porre a un'opera filosofica in forma di vita? Dopo tredici anni in compagnia di simili rovelli ("the dark years", li chiama un biografo), con la sua abituale, turbata autoironia, Coleridge può ancora annotare che "la [sua] intera esistenza è stata sfortunatamente poco più che una serie prolungata di etceteras". È il 20 maggio 1815 a giorni avrebbe iniziato a dettare quella che nelle intenzioni, doveva essere solo una breve prefazione alle "Sibylline Leaves" (la nuova edizione dei suoi versi), ma che in poche settimane cresce imprevedibilmente, diventa autobiografia e cronaca di un'epoca, trattato filosofico e professione di fede, apologia e autoaccusa, critica culturale, teoria, storia e critica letteraria. Per la metà di settembre la "Biographia Literaria" è pressoché completa: meno di quattro mesi, un tempo brevissimo, un niente - forse l'unico non tempo su cui potesse contare questo grande e accidioso autore, questo maestro della digressione posseduto da un'irrinunciabile passione per l'unità, tormentato dal demone della procrastinazione, paralizzato dalla ricchezza del proprio pensiero e da una straordinaria consuetudine col pensiero altrui.
Il problema del "pensiero altrui" è stato l'arma più affilata dei detrattori, la principale preoccupazione di studiosi e curatori (a cominciare dalla figlia di Coleridge, Sara, che nel 1847 approntò la prima edizione commentata dell'opera), e uno degli assilli dello stesso autore, che si tradisce anticipando un paio di volte l'accusa di plagio, per liquidarla con l'apodittica considerazione che "la verità [è] una divina ventriloqua: non importa dalla bocca di chi si suppone procedano i suoni, purché le parole risultino udibili e comprensibili" (cap.10). Come opera di metafisica la "Biographia" è certo meno importante degli scritti di Schelling (il più saccheggiato), Maass, Jacobi, Kant e Fichte, che sono indebitamente incorporati (riassunti, parafrasati o direttamente tradotti) fino a costituire circa un quarto di quei "capitoli filosofici" (5-12) che, a dispetto della collocazione, furono composti per ultimi. Questa appassionata ed estenuante immersione nella cultura tedesca sarà un modello per Carlyle, ma al momento valse a Coleridge aspre critiche anche da parte delle menti più vigili. Lo stesso Hazlitt, che pure lo defin "l'unica persona che abbia mai conosciuto che rispondesse all'idea di uomo di genio", nella sua memorabile stroncatura della "Biographia" lo dipinse "mentre galleggia o affonda in fitti categorie kantiane, in uno stato di sospesa animazione fra sogno e veglia, e lascia il solido terreno della 'storia e dei fatti' per la prima farfalla di teoria, allevata con la fantasia dalle larve del suo cervello".
'Fancy-bred' ("allevata con la fantasia") non è un epiteto scelto a caso: vuole ferire nel vivo. La distinzione fra la 'imagination', che "dissolve, diffonde, dissipa, allo scopo di ri-creare: e, quando questo processo è impossibile, lotta, quale che sia l'esito, per idealizzare e unificare", e la 'fancy', che "non è altro che una modalità della memoria emancipata dall'ordine dello spazio e del tempo, [e] deve ricevere tutti i suoi materiali già pronti dalla legge dell'associazione" (cap. 13), è infatti non solo il passo più noto della "Biographia", ma probabilmente il più citato dell'intera tradizione critica anglosassone. Ed è proprio la sproporzione fra il suo aforistico nitore e la farraginosità delle elucubrazioni che lo precedono a tradire come, nella molteplicità dei "generi" orchestrati, la "Biographia" stessa non sia opera di pura imagination, esercizio di una "mente Continua", costantemente in grado di "connettere", non solo di "giustapporre" (desumo questi termini da un appunto del "Diario" giugno 18041 in cui la 'fancy' è ancora identificata con l'augusteo 'wit'). Inserita come "risultato principale" di una mai scritta "pubblicazione futura", prepotentemente "sentita" ma sempre indimostrata, la celebre distinzione è collegata ai capitoli filosofici dall'espediente smaccatamente romanzesco della lettera d'un amico che ne avrebbe interrotto la trascrizione - una trovata fantasiosa, che esorcizza l'horror vacui non senza imbarazzo.
Saltata dunque, con fallibile eleganza, "la lacuna che si spalanca ogni qualvolta dall'analisi filosofica si passa all'ermeneutica del testo" (come scrive Paola Colaiacomo in una densa introduzione), Coleridge può muovere ai capitoli propriamente interpretativi, e già scritti (14-22), della "Biograph¡a". Sono pagine, queste, dove si stabilisce che l'opera poetica è contrapposta a quella scientifica "per avere come obiettivo immediato il conseguimento del piacere e non della verità"; si rivendica l'organicità dell'opera d'arte e l'interdipendenza delle sue singole parti, si riflette sulla funzione del metro e della rima, sulla necessità di una interpenetrazione di passione ed artificio, "di impulso spontaneo e proposito volontario" -, che costituiranno la bibbia del "New Criticism" e continuano ad influenzare le più disparate correnti critiche contemporanee. Eppure il loro interesse "umano" resta sempre primario dato che i testi analizzati sono quasi tutti di Wordsworth. La principale obiezione che viene mossa all'antico e ben più produttivo collaboratore è di ordine teorico: mancando di distinguere fra copia e imitazione (del linguaggio degli umili), Wordsworth adotterebbe - fortunatamente più nei propositi che in pratica - un vocabolario rusticano inadeguato all'alto tema dei suoi versi. In sostanza, Coleridge demistifica l'ideologia giacobina sottesa alla prefazione alle "Ballate Liriche", con argomentazioni ineccepibili, ma a loro volta chiaramente viziate da un'ideologia controrivoluzionaria (in cui per altro lo stesso Wordsworth non aveva ormai alcuna difficoltà a riconoscersi). Seguono mirabili analisi in cui l'intelligenza, il buon senso e la sensibilità dell'orecchio non invocano più alcun supporto teorico. Sono 'close readings' nella miglior tradizione critica anglosassone - che, da Sidney a Johnson a Eliot, vanta un gran numero di critici-poeti-, ma a volte contrassegnati da una caparbietà dettata, se non dall'invidia, certo dal disagio del proprio silenzio poetico (non piacquero a Keats, che negò a Coleridge la shakespeariana virtù della 'negative capability', perché "incapace di rimanere appagato di una quasi-conoscenza"). La grande poesia romantica inglese non fu fondata n‚ da Coleridge n‚ da Wordsworth, ma dal loro dialogo, anche la "Biographia" non restò inascoltata: molte delle varianti che Wordsworth apporterà alle successive edizioni delle sue poesie seguirono i suoi suggerimenti. Non sono quindi le varie critiche isolate che turbarono Wordsworth, quanto - lo dimostra Stephen Gill, il suo più recente biografo ("William Wordsworth. A Life", Oxford 1989) - la domanda implicita nell'opera: saprà Wordsworth produrre il poema filosofico cui s'era preparato da tutta la vita? Perché, se pure immune dal "blocco dello scrittore", Wordsworth sentiva che anche la propria vena era ormai quasi del tutto estinta: sapeva che non avrebbe più scritto il suo grande poema... e ignorava di averlo già scritto. Cosi non avrebbe mai pubblicato, in vita, quel "Preludio" dedicato proprio a Coleridge, e il cui modello, grazie alla mediazione proustiana, si ripresenta intatto alle opere maggiori del nostro scorcio di secolo a capolavori di "egoismo sublime' (l'epiteto keatsiano per qualificare la poesia di Wordsworth) come "La camera da letto" (1988) di Bertolucci e "Flow Chart" (1991) di John Ashbery.
Di tutti i maggiori poeti romantici, Coleridge fu l'unico che non s'azzardò mai a metter mano a un'epica (in una famosa lettera, disse che gli ci sarebbero voluti dieci anni di letture preparatorie e dieci di composizione, tutti anni buttati al vento se all'ultimo la musa non si fosse degnata di fargli visita...!) ripreso e codificato da Poe, un suo accenno all'impossibilità della "poesia lunga" (cap. 14) diventerà vangelo per le poetiche simboliste e postsimboliste. E un'altra ragione, questa, perché Coleridge sia sempre stato sentito moderno (lo dimostra la quantità di traduzioni della "Rima del vecchio marinaio" in circolazione, contro la scarsezza di traduzioni wordsworthiane): eppure il disagio di questa sua modernità non deve sfuggire. Come nel caso di Valéry (l'autore novecentesco che, almeno per versalità, più gli somiglia) non è stravagante affermare che la sua opera più significativa si trova nelle migliaia di pagine d'appunti di un Diario infinito: ma se le annotazioni dei "Cahiers" si beano della loro folgorante frammentarietà, quelle di Coleridge non sanno nascondere la nostalgia dell'interezza.

I più venduti di Coleridge Samuel
1.La  ballata del vecchio mLa ballata del vecchio marinaio-Kubla Khan.
(Universale economica. I classici)
Feltrinelli
€ 4,25
2.La  ballata del vecchio mLa ballata del vecchio marinaio...
(Oscar classici)
Mondadori
€ 7,65
3.La  ballata del vecchio mLa ballata del vecchio marinaio
(Classici)
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
€ 4,80
4.The  rime of the ancient The rime of the ancient mariner-La...
Ugo Mursia Editore
€ 10,80
5.La  ballata del vecchio mLa ballata del vecchio marinaio
(Collezione di poesia)
Einaudi
€ 7,22
 Tutti i libri di Coleridge Samuel
Chi sceglie questo libro legge anche
Blake William
Browning Robert
Byron George G.
Keats John
Mallarmé Stéphane
Pope Alexander
Shelley Percy Bysshe
Verlaine Paul
Wordsworth William
Yeats William B.
Ricerca Ricerca avanzata
Vai a inizio pagina
Libri
Libri in italiano
Libri in inglese
Libri al 50%
Libri scolastici
eBooks
Film e video
DVD
Blu-ray
Musica
CD musicali
MP3
DVD musicali
Blu ray musicali
Games
Personal computer
Nintendo Wii
PlayStation 3
PlayStation 2
Xbox 360
Sony PSP
Nintendo DS
Nintendo 3DS
Download
eBooks
MP3
Il mio IBS
I miei dati
I miei ordini
Le mie preferenze
IBS Premium
Lista dei desideri
IBS consiglia

 

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Condizioni generali di vendita
Informativa sulla privacy
PuntiNectar

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti
Lavora con noi

• Seguici su  Facebook

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Partnership Programme)

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa: Daniela Ravanetti


Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it


Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.



Copyright © 1998-2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

 



Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON