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Sinesio di Cirene - Elogio della calvizie |
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Titolo | Elogio della calvizie |
| Autore | Sinesio di Cirene | Prezzo Sconto 15%
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€ 5,95
(Prezzo di copertina € 7,00 Risparmio € 1,05)
|  | | Dati | 2002, 112 p., brossura | | Curatore | Tondelli M. |
| Editore | Archinto
(collana Le vele) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| In questa operetta, nata come colto divertissement, Sinesio di Cirene gareggia in scherzosa polemica con Dione di Prusa, autore di un "Elogio della chioma", facendo della calvizie il fine ultimo della natura, il punto di contatto dell'uomo con il divino. La calvizie, assicura il retore, è segno di saggezza, di integrità morale e perfino di buona salute; la chioma, ovviamente, di tutto l'opposto. Chiomati sono gli ignoranti, gli adulteri e gli effeminati, mentre calvi sono i sacerdoti, i filosofi e tutti gli uomini saggi. A tutti costoro, ma anche agli amanti della chioma che volessero ravvedersi, è dedicato questo ironico e raffinato esercizio di logica e di stile.
| La recensione de L'Indice |

È solo il prodotto frivolo di una retorica che esalta la sua abilità scegliendo soggetti palesemente futili, nella tradizione della Nuova Sofistica, questo Elogio della calvizie ora riproposto in agile traduzione italiana? Sinesio vive nell'Africa greca tra la fine del IV e gli inizi del V secolo IV. È il tempo in cui il neoplatonismo domina il pensiero greco rappresentandone insieme l'esito e il compendio; in cui il cristianesimo consolida la dottrina e ottiene un posto nella storia della cultura e instaura con la speculazione pagana rapporti dialettici, talora ambigui, in cui la retorica si pone al centro della paideia erodendo il terreno alla sua tradizionale rivale, la filosofia, con aggressive operazioni di mimetismo. La figura di Sinesio si colloca al crocevia di queste spinte culturali: filosofo neoplatonico, marito di una cristiana, si trovò elevato al soglio vescovile di Tolemaide, tra perplessità e spirito di servizio; dotato di raffinata preparazione retorica, teorizzò fusioni armoniche tra retorica e filosofia. In questa intensa esperienza di cultura e di vita l'elogio della calvizie sarà un isolato lusus letterario? In realtà - e la curatrice non manca di sottolinearlo nella prefazione - l'opuscolo, ad onta del soggetto, appare tutt'altro che esente da risvolti etici. La retorica, più che lo strumento estremo per esibire le proprie vuote sonorità, è forse il luogo paradossalmente più adatto per mostrare capacità di comunicare comunque messaggi seri e "filosofici": anche attraverso quelle che possono apparire le forme più tipiche del disimpegno. Come ciò possa avvenire, lo scoprirà il lettore che sappia collocare lo scritto nella sua giusta dimensione, superando qualche inevitabile pregiudizio. Guido Cortassa |
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