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Robbe-Grillet Alain - Perché amo Barthes |
| La recensione de L'Indice |

Nel 1977 il secentesco castello di Cérisy-La-Salle, immerso in un verdissimo parco della piovosa Normandia, ospita - nel quadro delle sue prestigiose decadi - un colloquio dedicato a Roland Barthes, cui presenzia il critico stesso. Tra gli interventi più attesi, quello, in parte improvvisato, di Alain Robbe-Grillet, riprodotto in questo volumetto con gli interventi del pubblico, che a tratti lo interrompono, e il contrappunto spesso ironico e autoironico dello stesso Barthes. Salutato da Robbe-Grillet come creatore, con i suoi Frammenti di un discorso amoroso, del " Nouveau nouveau roman ", Barthes risponde raccontando come tutti gli intervistatori, invariabilmente, lo esortino da qualche tempo a farsi narratore, a "saltare il fosso": espressione che secondo Gide, nota maliziosamente, si poteva utilizzare indistintamente per "andare al bordello la prima volta" o per "fare la prima comunione". È il punto di partenza di una discussione vivacissima, nella quale si alternano i più triti luoghi comuni dell'epoca (come quello, di cui la critica recente ha fatto giustizia, del testo balzachiano "tutto rotondo attorno al suo solido nucleo di senso e di verità") e una serie di messe a punto affascinanti sugli "slittamenti" del pensiero di Barthes, sul suo uso del frammento, sulle impasses del romanzo modernista e sulla presenza della violenza nei testi letterari. Mariolina Bertini |
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