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Piersanti Umberto - Tra alberi e vicende. Poesie 1967-1990 | Allocati nel tempo breve e lungo della propria esistenza - a partire da una giovinezza folgorata dalle atmosfere culturali degli anni Sessanta sino ai tornanti politici degli anni Settanta, da cui si innerva un movimento di fuga verso dimensioni e luoghi avvertiti, inusualmente per allora, con un'angolazione soggettiva ed estetica, via via fino alle asperità della malattia e alla riscoperta delle proprie radici mitiche - i versi qui riuniti di Umberto Piersanti coprono l'arco di un trentennio restituendo l'immagine e il percorso di una poesia che, attraverso le sue molteplici scansioni e segmentazioni, sarebbe naturalmente pervenuta alla più recente trilogia einaudiana. Così trasportarsi dall'una all'altra raccolta assume il significato di passaggi e spostamenti di atmosfere dentro un ordine vitale. La poesia si fa insomma una necessità della vita e insieme sua condizione e misura. Nel dettato del poeta urbinate si osserva la costante iteratività di tre filoni primordiali: la dimensione esistenziale, una percezione intensa dei luoghi e di una natura colta in ogni sua fibra e moto, e insieme una visione della vita avvertita in un'unità di tempo assolutizzata dalla poesia.
Gian Paolo Grattarola giampaolo.grattarola@fastwebnet.it (01-06-2009) Dopo il felice riscontro di pubblico e di critica registrato dalla trilogia bianca einaudiana - culminato con l’assegnazione a L’albero delle nebbie dei premi Luzi, Gatto e Pavese – che hanno definitivamente segnato l’ingresso di Umberto Piersanti nell’olimpo dei più grandi poeti contemporanei, esce ora in libreria - per i quaderni di poesia dell’Archinto Editore - Tra alberi e vicende. Si tratta di una raccolta, completa e sistematica, dei precedenti cinque testi di poesie pubblicati dal poeta urbinate tra il 1967 e il 1990, curata da Alessandro Moscè, filologo e critico letterario di fama consolidata, nonché attento conoscitore della realtà letteraria marchigiana.
Questi componimenti, sottratti all’oblio polveroso dalla memoria poetica, non sono la summa di una musa minore, né il modo di un incipit glorioso e provinciale, ma una ripresa necessaria alla ricostruzione di un percorso poetico che si attualizza lungo il dispiegarsi della parabola esistenziale dell’autore. Il segno evidente di una fedeltà indiscutibile, di un legame indissolubile con una terra che gli evoca senso di appartenenza ma anche percezione dei sensi. Da sempre la poesia di Umberto Piersanti dimora nel territorio accidentato - ma non per questo meno affascinante - delle Cesane, nell’atmosfera di sospensione rinascimentale che avvolge il borgo di Urbino e la campagna circostante, là dove il suo mito s’è formato tra gli aspetti che da sempre lo circondano. L’intonazione costante di una scrittura che prende in carico l’oralità della parola e la restituisce in una declamazione affabulatoria, mai retorica, che diviene testimonianza della crescita costante di un itinerario poetico di assoluta rilevanza.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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