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Trione Aldo - Ars combinatoria |
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Titolo | Ars combinatoria |
| Autore | Trione Aldo | Prezzo Sconto 10%
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€ 13,94
(Prezzo di copertina € 15,49 Risparmio € 1,55)
|  | | Dati | 1999, 178 p., brossura |
| Editore | Spirali
(collana L'alingua) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| La recensione de L'Indice |

recensioni di Vercellone, F. L'Indice del 2000, n. 01
Il motivo poetico dell'ars combinatoria rende conto di una cifra peculiare della poiesis moderna. Bisogna subito rilevare che il sogno, già di origine antica, di dar vita a una mathesis universale, a un'ars che, muovendo da nozioni primitive, sia in grado di edificare tutto il sapere, non è certo volto a definire una qualche essenza "tecnica" del moderno e dell'arte moderna.
Sono temi, questi, cari ad Aldo Trione, ai quali egli ha costantemente rivolto il proprio impegno teorico e di studioso. È così che quest'ultimo libro sembra fornire una circostanziata risposta a una domanda che già si proponeva in scritti e testi precedenti, come L'ostinata armonia Laterza, 19922) ed Estetica e Novecento (Laterza, 1996). La domanda originalmente conduceva alle origini di quello che di consueto si definisce come "moderno". Tornando sulla questione con quest'ultimo libro, Trione sembrerebbe addirittura - avvicinando nuovamente il problema e fornendone un'affascinante soluzione - enfatizzare la famosissima risposta baudelairiana affidata al saggio su Il pittore della vita moderna, secondo la quale "la modernità è il transitorio, il fuggitivo, il contingente, la metà dell'arte, di cui l'altra metà è l'eterno e l'immutabile".
Che cosa è dunque accaduto nel frattempo? In L'ostinata armonia, le origini della poiesis tardo-moderna venivano giustamente ricercate in un percorso à rebours, un cammino che conduceva sino al Romanticismo tedesco, mentre ora, nel libro sull'Ars combinatoria, viene compiuto un passo ulteriore, conformemente - verrebbe da dire - al dettato baudelairiano sul quale ci si è sopra soffermati. Non è il contingente innanzitutto a venire in primo piano, a definire la qualità "moderna" del moderno, ma è "l'altra metà" dell'arte, quella votata all'eterno per intenderci, a venir qui indagata, magari proprio per scoprire la sua paradossale identità con il moderno. L'"ostinata armonia" si rivela così ora compiutamente come la legge di una combinatoria infinita che non concerne solo l'"oggi" più o meno remoto, ma l'arte tout court e quella moderna in particolare, in quanto quest'ultima ha messo a tema - per esempio con l'idea di una "poesia pura" - il proprio stesso essere.
Per far luce sulle leggi della combinatoria artistica bisogna dunque discendere a ritroso sino ai Pitagorici, a Giamblico, e riavviare di qui il cammino. E attraverso questa discesa si coglie per altro un elemento assolutamente centrale per definire quella che spesso è stata vista come la portata ontologica della poesia e dell'arte (moderna). La combinatoria non si configura infatti innanzitutto come una legge artistica ma, conformemente alla visione greca dell'essere, come una dimensione cosmica dotata di un'originaria qualità mitopoietica. È un lungo cammino quello che così si dischiude e che si sviluppa in termini molto variegati; esso si avvia con l'antico per estendersi ben oltre, a Raimondo Lullo, a Giordano Bruno, per passare al Barocco e a Leibniz, e poi alla filosofia del Romanticismo e dell'Idealismo tedesco, a Novalis e a Schelling, e quindi alla "poesia pura" (Baudelaire, Mallarmé) sino a Valéry; e ciò avviene non senza aver toccato il significato del tema dell'ars combinatoria in ambiti non letterari, come l'architettura e il cinema. Si ha da fare - per riprendere parole che non valgono solo per Bruno - con una scienza che non è mera "procedura tecnica", ma che è bensì "atta a svelare i segreti dell'infinito per la cui comprensione gli strumenti della pura ragione sono del tutto inadeguati". Si tratta di dar vita a un sapere che non si limiti a dar voce all'infinito, ma dica l'infinito stesso. Così che l'antico si faccia moderno e l'inverso.
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