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Giono Jean - L' uomo che piantava gli alberi |
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Titolo | L' uomo che piantava gli alberi |
| Autore | Giono Jean | | Prezzo |
€ 6,00 |  | | Dati | 1996, 54 p., ill. | | Traduttore | Spagnol L. |
| Editore | Salani
(collana Piccoli Salani) |
| Età di lettura | da 8 anni |
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| La recensione de L'Indice |

scheda di Bongiovanni, C., L'Indice 1996, n. 5
"Non bisogna disdegnare nulla.La felicità è una ricerca.Occorre impegnarvi l'esperienza e la propria immaginazione". Queste parole di Jean Giono fanno oggi quasi paura. Prefiggersi come scopo la felicità, propria o altrui, sembra eccessivo, smodato, presuntuoso, ma queste poche pagine ci dimostrano che siamo noi, cittadini, scettici, disillusi e delusi, a sbagliare: la felicità può e deve essere inseguita con serena e immutabile costanza.La costanza dell'uomo che piantava gli alberi.Nel 1913 Giono attraversa a piedi "quell'antica regione delle Alpi che penetra in Provenza", una regione particolarmente desolata il cui aspetto desertico contribuisce a incattivire e imbarbarire i pochi poveri abitanti, ma proprio qui, in una baita isolata, incontra una persona indimenticabile. Un pastore silenzioso e quasi solenne nella sua burbera riservatezza che ha dedicato la sua vita a un unico grandioso progetto.Ogni giorno pianta cento alberi. Di anno in anno Giono torna a trovarlo, e, di anno in anno, ammira, stupefatto, la nascita della nuova foresta dovuta allo sforzo tenace di un unico uomo, sconosciuto a tutti, "che ha saputo portare a buon fine un'opera degna di Dio".
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7 recensioni presenti. Media Voto: 4.71 / 5rosanna cauda (09-04-2008) Ho proposto a tutti i colleghi del mio Circolo Didattico di raccontare (scuola dell'infanzia) o leggere (primaria) questo piccolo grande capolavoro e poi di uscire a seminare fiori negli angoli più squallidi della città. Ho offerto semi raccolti dai bambini stessi e da due nonne. Tutti hanno aderito e stanno diffondendo l'idea. Ora speriamo che il tempo ci sia propizio, ma c'è una bella sensazione di complicità, di condivisione, di buono. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Richebourg (27-02-2008) Un ottimo libello ove riscoprire l'amore per madre natura e soprattutto capire che il mondo è nelle mani di ognuno di noi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Balente (17-09-2007) Letto d'un fiato in treno.
Poesia pura.
Da tempo uno scritto non mi lasciava a bocca aperta... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco Lecis (25-05-2007) Tempo fa per caso da un amico ho visto il cartoon che ha vinto l'oscar nel 1988 ispirato al libro, e mi ha convinto a leggere questo racconto che senza dubbio è uno splendido capolavoro, bisognerebbe farlo leggere a tutti i bambini ma anche agli adulti che troppo spesso chiusi nei propri egoismi non si rendono conto di quanto sia importante, oserei dire indispensabile dare segnali di altruismo. Il seme che piantiamo per gli altri sarà un maestoso albero per il futuro delle prossime generazioni. Un altro aspetto che mi ha colpito è la facilità con cui possiamo fare qualcosa diu utile e di bello, perchè troppo spesso siamo bloccati dal pensiero di cosa fare e dall'inutilità della gratuità del nostro gesto. Assolutamente da consigliare e acquistare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara (23-07-2006) A prima "vista" potrebbe sembrare una favola, ma non lo è. Questa surreale vicenda di uomo che in totale solitudine trova un senso alla sua vita piantando 100 alberi al giorno apre orizzonti infiniti su quali potrebbero essere le potenzialità di ogni uomo, se appplicate verso il bene. Come dice l'Autore stesso "gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione". Breve ma intensissimo, quando si richiude il libro (che consiglio di leggere in una sola volta, data la sua brevità) ci si interroga su quali siano i veri valori della nostra esistenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Diego (08-03-2005) Bellissimo libro per chi ama la natura e non solo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro Levati plankton@rete039.it (20-05-1999) In una regione ventosa e desolata della Francia sudorientale c'è un uomo che pianta alberi. A migliaia, con tenacia e costanza. E negli anni e nei decenni, nasce una foresta, che fa rivivere i luoghi e addolcisce la miseria delle genti che li abitano.
Un racconto grazioso, che illumina, che mette di buonumore e infonde speranza; ma il meglio del libro sono le illustrazioni di Tullio Pericoli: i disegnini grigi (carboncino?) che circondano e invadono il testo, e la traduzione del racconto in immagini, che lo segue: questi disegni con pochi colori, ma molte sfumature (acquarello?), dove i tratti sottili (china?) si affollano come mucchi di graffi.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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