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Nel nome dei padri. Nuovi studi sciasciani - Massimo Onofri - copertina
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Dettagli

1998
20 novembre 1998
157 p.
9788877990754

Voce della critica


recensioni di Bardi, M. L'Indice del 1999, n. 09

La continuità che non è difficile cogliere fra il recensore che conosciamo dalle pagine dell'"Unità" e del "diario della settimana" e il saggista esperto di letteratura siciliana, autore di scritti su Pirandello, Bufalino e Consolo, ha a suo fondamento la lunga e intelligente riflessione sul lavoro critico che ha trovato espressione in Ingrati maestri (Theoria, 1996). Critica militante e antiaccademica, quella di Onofri, ma che si avvale di strumenti teorici precisi e che sorge come fenice dalle ceneri delle molte tradizioni (crociana, strutturalista, marxista, ecc.), salvando tutti gli elementi utili alla costruzione di un discorso aderente al testo e all'autore. Questo il segreto del candore solo apparente di uno stile chiaro e diretto, che è sempre il frutto di una ricognizione ampia di fonti e di testi critici, e che soprattutto rifugge da ogni tentativo di fare letteratura sulla letteratura, di sovrapporre un'idea poetica al mondo oggettivo della letteratura. Da qui l'assenza di ogni concessione all'intrattenimento, la rinuncia ad ammiccamenti di varia specie al lettore, che Onofri immagina sodale nei gusti, ma al quale offre sempre con garbo un "riassunto delle puntate precedenti".

Nel nome dei padri raccoglie una serie di scritti su Sciascia apparsi su varie riviste: vi appaiono come elementi unificanti e complementari l'idea di un ottimismo della scrittura che lo scrittore siciliano oppone al "caos dell'esistenza" e il concetto di un primato dell'etica sulla politica. Nel ricostruire le tappe della formazione della "nevrosi di ragione" di Sciascia, Onofri non può non guardare all'apprendistato intellettuale compiuto dallo scrittore attraverso la conoscenza dell'opera dei "padri": Pirandello, innanzitutto. La riflessione sul rapporto fra letteratura e realtà e l'attenzione alla vocazione realistica siciliana conduce poi per via naturale sulle tracce di Brancati, di cui Sciascia riprende luoghi, personaggi e situazioni, contrapponendo idealmente lo scrittore essoterico, malvissuto e dongiovanni come i suoi personaggi, a quello esoterico, "le cui sembianze possono essere svelate solo da coloro che vivono all'insegna di una medesima 'sicilitudine'". Tale sicilitudine, unitamente all'impegno morale e civile, è il segno di una comunanza fra i due scrittori, a cui Onofri aggiunge Borgese: intellettuali disorganici, contro la follia della storia e contro la falsità di ogni tipo di propaganda. Nella biografia intellettuale dello scrittore occupa poi uno spazio notevole Cecchi, che è fra l'altro il mediatore di una "più generale interpretazione" degli scrittori americani, mentre è tormentato il rapporto con Vittorini, a cui Sciascia guarda nella metà degli anni quaranta per poi rigettare l'enfasi "quasi populistica" della Conversazione.

Fra le pagine più belle di questa raccolta di saggi sono da annoverare le poche (quattro) dedicate con rigore di sintesi alla complicata querelle sul valore del Gattopardo: scrivendo il racconto Il quarantotto degli Zii di Sicilia (1958; Adelphi, 19932) Sciascia esprimeva la stessa idea di Tomasi quando vedeva la Storia come "lastrico di fossili ideologici, catena di orrori e nequizie".

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Conosci l'autore

Massimo Onofri

1961, Viterbo

Massimo Onofri è professore ordinario di letteratura italiana contemporanea presso l'Università di Sassari. È inoltre redattore di «Nuovi Argomenti» e un esperto di letteratura siciliana.Ha pubblicato prefazioni, saggi e articoli dedicati, tra gli altri, a Pirandello, Borgese, Brancati,Sciascia, Fiore, Bufalino, Consolo, Bertolucci, Giudici, Mario Soldati, Lalla Romano e Celati.Collabora con «L'indice dei libri del mese» e diversi quotidiani tra cui «Avvenire» e «La Stampa».È membro del comitato editoriale della casa editrice Gaffi e consulente editoriale anche per molte altre case editrici.Ha vinto diversi premi tra cui il il premio Fondazione De Sanctis con L'epopea infranta - Retorica e antiretorica per Garibaldi (Medusa...

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