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Epicuro - Lettera sulla felicità. Massime capitali. Testo greco a fronte |
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Titolo | Lettera sulla felicità. Massime capitali. Testo greco a fronte |
| Autore | Epicuro | Prezzo Sconto 15%
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€ 5,10
(Prezzo di copertina € 6,00 Risparmio € 0,90)
|  | | Dati | 2010, 61 p., brossura | | Traduttore | Lazzati M. |
| Editore | La Vita Felice
(collana Piccola biblioteca della felicità) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Che cos'è la felicità? In una "Lettera sulla felicità" a Meneceo Epicuro sostiene che non c'è età per conoscere la felicità: non si è mai né troppo vecchi né troppo giovani per occuparsi del benessere dell'anima. Nella sua vita naturale l'uomo allontana da sé il dolore sia fisico che psichico e l'assenza di queste due cause porta al raggiungimento della felicità. Ma non è sufficiente: Epicuro sostiene che si deve provare piacere e quindi classifica i piaceri dividendoli in tre grandi categorie: i piaceri naturali e necessari; i piaceri naturali ma non del tutto necessari; i piaceri del tutto accessori. L'uomo ha anche delle necessità sovra-strutturate come l'ambizione a migliorarsi, a crescere intellettualmente, a primeggiare sugli altri. Per raggiungere questi obiettivi mette in campo tutta la sua passione e la sua anima e quando raggiunge l'obiettivo trova un appagamento di felicità proprio dell'intelletto. In questa breve lettera, Epicuro ci insegna cosa serve per essere felici, e cosa invece ostacola il raggiungimento della felicità.
alida airaghi (03-01-2011) Un prezioso ed elegante libriccino dedicato alla famosa lettera epicurea a Meneceo,scritta intorno al 300 a.C.,in cui il filosofo intrattiene il discepolo con alcune considerazioni sull'essenza della felicità,e sul modo in cui ottenerla.Per Epicuro, il cui insegnamento è stato dalla latinità e nei secoli successivi così spesso travisato e banalizzato, la vera felicità consiste nell'assenza di dolore,"nel non soffrire quanto al corpo,e non essere turbati quanto all'anima".E come si giunge a questa "atarassia", a questa serenità dell'anima? Cercando di eliminare le paure,ed essenzialmente il terrore della morte,degli dei e del dolore fisico,determinato in generale da ansie, superstizioni o attese incongrue che dovrebbero essere evitate perché foriere di sofferenze inutili. L'uomo deve imparare a vivere con saggezza,moderando i bisogni e i desideri,accontentandosi di un'esistenza sobria e giusta:"La sicurezza più pura nasce dalla serenità e dalla vita appartata","Non è possibile vivere felici senza vivere con saggezza,onestà e giustizia e non è possibile vivere con saggezza,onestà e giustizia senza essere felici","E' meglio essere saggiamente sfortunati che stoltamente fortunati". Regole di vita semplici, quindi, e facilmente perseguibili da ognuno:impegnarsi a filosofare sin da giovani,mirare ai piaceri naturali e necessari-evitando quelli superflui-,praticare l'amicizia,"abituarsi a cibi semplici e non costosi".La lettera a Meneceo qui presentata,con una sobria e puntuale prefazione di M.Schoepflin, e stampata con testo greco a fronte, è seguita da quaranta massime epicuree tra le più note:forse manca il frammento più famoso,quel "laze biòsas"(vivi nascosto)che tanto successo ha avuto anche nella mistica cristiana.Comunque si tratta di una lettura arricchente e rasserenante,di un grande spirito libero e ascetico insieme,innamorato della bellezza dell'esistente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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