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Pecora Elio - Nel tempo della madre. Epicedio |
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Titolo | Nel tempo della madre. Epicedio |
| Autore | Pecora Elio | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,80
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 1,20)
|  | | Dati | 2011, 42 p., brossura |
| Editore | La Vita Felice
(collana Sguardi) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| "Nelle poesie pubblicate in "Simmetrie", il libro di Elio Pecora del 2007, edito nella collana poetica "Lo Specchio" Mondadori, si leggevano alcuni dei temi cari al poeta: il passare del tempo e il ruolo della memoria; la vita colta nei suoi risvolti concreti di gioia e dolore, segnati nei corpi e sulle cose; la centralità degli affetti e su di essi l'ombra della morte. Ora nel poemetto "Nel tempo della madre", dedicato appunto alla scomparsa della madre del poeta, quei temi a mio avviso trovano una nuova e particolare incisività. Qui, infatti, grazie alla rapidità del ritmo e alla sinteticità del dettato, vediamo come la poesia di Pecora si renda capace di attraversare tempi e luoghi ripercorrendo tutta la vita di Elena, la madre del poeta, dando anche conto di incontri e legami famigliari, facendoci però anche partecipi del mutare dei tempi storici in Italia: gli eventi sono afferrati in brevi dettagli, in un gesto solo intravisto, nel nome sussurrato o in un colore e persino l'eco di una radio sullo sfondo di una scena si fa "messaggera" di tutto un mondo di valori condivisi e del legame tra le persone." (dalla prefazione di Gabriela Fantato)
alida airaghi (23-03-2011) Elio Pecora dedica questo delicato epicedio alla figura della madre,morta centenaria dopo lunga e invalidante malattia. E il contrasto tra gli ultimi
anni,sofferti e in ombra,nonostante il traguardo raggiunto,e la vita piena ormai trascorsa, risalta prepotente già nei versi d'apertura:
"Che n'è di quella di un tempo?/Dov'è mai stata?
ma quando?" Non esistono più piedi leggeri,
capelli vaporosi,le mille attività in casa e nell'orto, i discorsi con le amiche e i parenti che invadono l'abitazione .Gli ultimi anni sono segnati da "l'arco dei denti nel bicchiere,/ecchimosi sugli avambracci,/livido
il cranio,le dita/palpano il fazzoletto,le pupille velate.." E poi ancora la casa vuota,
ricordi annebbiati e confusi,fotografie ingiallite,la badante moldava... Allora al figlio poeta non resta che cantare,con strazio e
malinconia,la "minima storia" di sua madre,che faceva Elena di nome,nata ultima e indesiderata
dopo tredici fratelli e sorelle: ma subito vezzeggiata e amata più degli altri.Il suo paese
campano,nel primo novecento,era tormentato da
dissesti geologici,incuria e povertà.La storia ufficiale veniva subita con rassegnazione,e maledetta:guerre,emigrazioni,fascismo...Ma la bambina Elena cresceva slanciata e dolce,suonava il piano,cantava in chiesa:fino a raggiungere l'
età da marito,quindi il matrimonio con uno sposo sempre lontano,e la nascita di due figli maschi.
Il primo, il poeta che racconta: "A quel bimbo la madre/si mostrò uguale e compagna/nell'aspro
amato viaggio/che non s'è ancora compiuto". Gli
anni recenti sono i più penosi, con la madre "curva,rimpicciolita",chiusa nell'egoismo senza parole dei suoi pochi gesti,e il poeta intristito,quasi rancoroso.Un rapporto intenso e sofferto,tra i due, se lui ancora si interroga e
conclude il poemetto con un grido:"Si sono traditi entrambi,/il figlio e la madre."
L'elegante edizione del volume è corredata da un'approfondita e partecipe nota critica di Gabriella Fantato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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