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Florenskij Pavel A. - Attualità della parola. La lingua tra scienza e mito |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Piretto, G.P., L'Indice 1990, n. 2
Filosofo, teologo ortodosso, inventore, matematico, teorico delle icone, della geometria non euclidea cultore di scienze occulte, critico d'arte, musicologo, esperto di medicina, araldica, nonché di moda femminile, tale fu Florenskij, di cui si persero le tracce nel 1937, quando fu deportato in Siberia a causa della sua aperta ostilità nei confronti delle autorità sovietiche che mal tolleravano l'abito talare da lui pubblicamente esibito. Questo volume raccoglie tre saggi di filosofia della lingua mai tradotti prima d'ora, redatti intorno agli anni Venti, incentrati sul concetto di antinomia, caratteristico della filosofia di Florenskij. "La descrizione simbolica" polemizza contro il mito illuministico della funzione esplicativa della scienza, che andrebbe invece intesa come lingua, in cui si trovano congiunte, in interazione antinomica, parole, immagini, e simboli. Nell'"Antinomia della lingua" Florenskij difende l'idea di lingua come organismo complesso, per la cui esistenza è necessaria l'attività incessante e contrastiva sia del polo razionale oggettivo sia di quello irrazionale soggettivo. Nel 'termine' infine Florenskij riduce l'intero contenuto della scienza ai soli "termini" nelle loro interconnessioni. Un lungo excursus sull'origine della parola termine spazia dagli antichi miti fino alla moderna logica simbolica. Tutti e tre i saggi si distinguono per la loro impostazione mistica, volta a cogliere anche nel linguaggio il punto di incontro tra la sfera del visibile e quella dell'invisibile tra la realtà esterna e la profondità dell'Essere.
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