|
|  |
Simpson Joe - La morte sospesa |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Papuzzi, A., L'Indice 1992, n.11
Queste pagine, tra le più avvincenti che si possano leggere di letteratura alpinistica, grazie anche alla bella traduzione, si aprono con una dedica a Simon Yates, "per un debito che non potrò mai saldare". Yates era il compagno di Simpson in una avventurosa scalata sulla parete Ovest della Siula Grande, una vetta a 6.536 metri nelle Ande peruviane, estate 1985. Colti, sulla cima, da una violenta bufera, i due scendono in condizioni difficilissime; Simpson si frattura una gamba e Yates cerca di calarlo, per seracchi di ghiaccio, con laboriose manovre di corda, complicate dal gelo e dall'oscurità, finché decide di tagliare la corda, in senso letterale, lasciando cadere l'amico in un crepaccio e tornando a valle con la convinzione, e il rimorso, che sia morto. Questo è il debito che Simpson ha con Yates: grazie al suo gesto disperato, aver incontrato la morte e averla sfidata e sconfitta. Siamo negli anni dell'alpinismo moderno, ma il racconto fa rivivere tempi epici. In particolare mi ha ricordato un eccezionale libriccino di Reinhold Messner, "Il limite della vita", pubblicato da Zanichelli una decina di anni fa, in cui si ricostruiscono, sulla base di uno studio di inizio secolo, straordinari episodi di sopravvivenza in montagna e si analizzano le reazioni e la psicologia dei sopravvissuti. Quelle esperienze, in cui si mescolano tenacia, fatalismo, allucinazioni, istinti, la confidenza con la morte e un sentimento nietzscheano - o meglio lammeriano - della forza che possiamo trovare dentro noi stessi, si rispecchiano nella terza parte del romanzo: il lungo racconto della risalita dal crepaccio di Joe Simpson e dell'odissea sul ghiacciaio, per scendere fino a valle, sempre strisciando per terra, poiché la gamba rotta non lo sorregge.
Come scrive, in una brevissima introduzione, Chris Bonington, il più grande alpinista inglese, non si riesce a interrompere la lettura di quest'ultima parte, per l'immediatezza della narrazione; Simpson non è uno scrittore di professione, ma potrebbe essere uno di quei personaggi conradiani che, seduti al tavolo di una locanda, raccontano una loro storia, esotica e torbida. La storia di Simpson è anch'essa torbida perché vi s'intrecciano i reciproci sensi di colpa prodotti dal taglio della corda, decreto di morte che Joe ha subìto ma ha anche provocato, con la sua infermità, e che il ritorno, da sopravvissuto, sottrae all'atmosfera della tragicità alpinistica.
|
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 4.91 / 5Bubu (09-11-2010) Molto emozianante e decisamente bello, da leggere tutto d'un fiato!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio antodenora@libero.it (16-10-2008) Un avventura narrata con superbia, piena di fascino che ti fa capire che ci sono alcuni passi nella vita dove hai BISOGNO di qualcuno, ma soprattutto di TE STESSO.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
zombie49 (21-09-2008) 1988.Gli alpinisti inglesi Joe Simpson e Simon Yates raggiungono la vetta del Siula Grande nelle Ande peruviane dall’inviolata parete W. Racconto di tensione avvincente sulle difficoltà della scalata, il cammino in cresta dove si salvano reciprocamente la vita, e anche gli errori e la paura, raramente descritti in un libro di alpinismo. Durante la discesa Joe cade e si rompe una gamba: una sentenza di morte, in montagna. Il compagno, a rischio della propria vita, lo cala x innumerevoli tiri di corda, 1000m. di dislivello. Ma nell’ultimo, Joe rimane sospeso, nell’impossibilità di raggiungere la parete e di dare al compagno la possibilità di recuperare la corda. Dopo 1h. la scelta disperata ma razionale: Simon taglia la corda x non morire anche lui. Joe precipita in un crepaccio, ma non muore, e inizia la sua battaglia x la sopravvivenza: conoscenze tecniche, istinto, rassegnazione, rabbia, allucinazioni. Un racconto stupendo, che fa vivere al lettore, ora x ora, il dolore straziante alla gamba ferita, il progredire strisciando, metro dopo metro, verso il campo e la salvezza. Scritto da un autore non professionista, è il miglior libro di montagna che abbia mai letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide (11-04-2008) Una storia vera, romanzata, niente di eccezionale.
Sopravvalutato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Barbara babycorre@yahoo.it (18-09-2007) Talmente avvincente e reale che non stai leggendo,ma stai vivendo la storia.
Ho sentito il freddo e l'angoscia, la fame e la sete ,il dolore e la gioia....ho pianto....ogni sensazione...
Incredibile!
Ero li: ero Joe ed ero Simon.
Un libro da leggere che ti rimane sulla pelle.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alceste (06-02-2007) La verità nuda e cruda della tragedia che ha colpito un uomo e di come ne è venuto fuori.
Agghiacciante e bellissimo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesca francieseba@aliceposta.it (09-07-2006) per far capire a coloro che ne sono distanti quanto la passione per la Montagna sia grande e irrinunciabile e quanto siano speciali coloro che la amano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fosco fosco.ratti@fastwebnet.it (17-04-2006) Che cosa conta veramente nella vita? Forse niente, ma le quisquilie quotidiane che consideriamo come problemi contano ancora meno di niente. Questo libro ci ricorda questo concetto molto semplice, di cui però ci dimentichiamo regolarmente. Pensiamo di non amare la vita? Dopo avere letto questo libro cambieremo idea. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio62 (11-04-2006) Un libro che chi ama la Montagna deve assolutamente leggere. Al di sopra del bene o del male, del giusto o sbagliato, conta solo l'animalesca voglia di sopravvivere per meritarsi il regalo più grande che la Montagna può farti quando commetti un errore: la vita Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Saro (01-01-2006) Emozioni che, pensavo, un libro non sapesse dare!!!Leggilo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
petranka (01-08-2005) fa-vo-lo-so! incredibilmente emozionante, un racconto che si legge tutto d'un fiato. Il piu' bel racconto di letteratura d'alpinismo che mi sia capitato di leggere, ed è anche una (incredibile) storia vera! Assolutamente consigliato, anche ai profani della montagna e dell'alta quota. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca (12-07-2005) Un libro da leggere tutto d'un fiato. Scritto benissimo, è l'essenza della lotta in montagna. Assolutamente da non perdere!!!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giacomo Marinai rettificatore@aliceposta.it (10-03-2005) Bellissima e assolutamente coinvolgente descrizione dei fatti tragicamente avvenuti sul Siula Grande.Un libro che non può non essere letto anche da chi non ama il genere perchè tratta di un' amicizia vera e leale tra due uomini che si trovano ad affrontare un epilogo davvero drammatico della loro vita e della loro esperienza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mickmic (03-03-2005) Quando si dice che la realtà supera di gran lunga la fantasia...... Un libro emozionante:
una lettura schietta ed efficace dei sentimenti nell'uomo difronte alla morte e alla voglia di vivere! Un grande insegnamento. Grazie Joe Grazie Simon. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
joesimpson joesimpsonpc@hotmail.com (06-10-2004) bellissimo libro.
un vero capolavoro che, frutto di particolare ispirazione, racconta la drammatica storia (vera) di una salita di questo grande alpinista
mi è piaciuto talmnete tanto che mi ha ispirato il nickname con cui mi muovo nel web ;-) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (11-09-2004) Avvincente, affascinante, meraviglioso. Ti tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
monica momo (30-04-2004) A mio giudizio e' il libro migliore in assoluto fra quanto ho letto sul genere fino ad ora. L'autore ha saputo trasmettere fino in fondo la forza dei sentimenti quando sono leali e l'emozione di essere sospesi senza scampo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Duncan Steele duncan.steele@fastwebnet.it (12-10-2003) An incredible well written book. Sends the mind racing into overdrive trying to really understand what Joe Simpson was going through. A real " Must read" Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimo b. (11-04-2002) Anche da una comoda poltra si arriva a condividere la disperazione di un persona che lotta disperatamente contro le tragiche conseguenze di imprevisti ed errori di valutazione. Pur sapendo che il taglio della corda non gli sarà fatale, è difficile non farsi coinvolgere appieno dalla seconda parte ed il sospiro di sollievo della fine arriva come il filo di lana per un maratoneta. Interessante anche il secondo libro dell'autore: un'autobiografia critica che fa apprezzare maggiormente questa lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 23
|
 | I più venduti di Simpson Joe |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|